giovedì 21 febbraio 2019

Miniatura Medievale a Mantova

In questo laboratorio ci avvicineremo ai misteri dell’arte della miniatura insulare e degli intrecci medievali, espressi dagli stili dei libri di Durrow, Lindisfarne e Kells.
Il workshop è un’esperienza artistica che scorre attraverso diversi momenti:
  • contestualizzazione storica della miniatura insulare;
  • introduzione pratica agli elementi dell’ars lineandi medievale;
  • teoria e preparazione della pergamena ad uso scrittorio;
  • realizzazione del soggetto con punta d’argento;
  • doratura con foglia d’oro;
  • teoria e preparazione dei colori animali, vegetali e minerali.
Per tutte le informazioni e le modalità di partecipazione clicca qui !

mercoledì 20 febbraio 2019

"Genova, solo mercanti ?" presentazione a Genova

Giovedì 21 febbraio 2019, alle ore 17:00 a Palazzo Ducale a Genova si tiene la presentazione del saggio: "Genova, solo mercanti ? Artigiani, corporazioni e manifattura tra Quattro e Cinquecento" (Aracne editrice, 2018) di Giacomo Casarino. Insieme all'autore intervengono Carlo Paolo Bitossi e Rodolfo Savelli.
I saggi raccolti trattano delle figure del lavoro nella Genova del secondo Quattrocento / inizio Cinquecento. Il composito universo di artigiani e imprenditori viene declinato secondo vari approcci: strutturali (il popolo, la cittadinanza, le corporazioni, le stesse milizie urbane), muovendo dai permanenti fenomeni migratori che modificano, all’interno del tessuto urbano, le aggregazioni interfamiliari (il processo di formazione dei cognomi); congiunturali (le ricadute della crisi di sussistenza europea dell’ultimo quarto del XV secolo); prosopografico (banca dati nominativa), che è valso a dare identità e visibilità a una larga parte della popolazione maschile.
Giacomo Casarino ha insegnato Metodologia della ricerca storica e Storia moderna presso l’Università degli Studi di Genova. Ha partecipato al gruppo di lavoro “Maestri e garzoni nella società genovese fra Quattro e Cinquecento”, che si è avvalsa dell’utilizzo di metodologie informatiche e di specifici, collaterali approfondimenti tematici (migrazioni, artigianato). Dal data base nominativo, costruito attraverso i contratti di apprendistato rogati a Genova tra XV e XVI secolo, egli ha tratto in larga parte il materiale per le sue ricerche, offerte a convegni italiani e internazionali, e di cui si presentano nel volume Genova, solo mercanti? Artigiani, corporazioni e manifattura tra Quattro e Cinquecento i risultati consolidati. Tra le altre pubblicazioni: “Tra ‘alfabeti’ e percorsi scolastici: formazione individuale ed acculturazione nella Liguria moderna”, in «Storia della cultura ligure», 3, (Genova 2005 ed.), in ultimo, “Malattia o sofferta simulazione? Un’improbabile ‘possessione diabolica’ a fine Seicento”, («Intemelion», n. 21, 2015).

martedì 19 febbraio 2019

Le pietre e gli uomini. Maestri lapicidi, marmorari lombardi, scultori internazionali a Genova tra XIV e XV secolo

La storia della Genova medievale nella nuova conferenza di GenovApiedi, in programma martedì 19 febbraio 2019 alle ore 17:00: "Le pietre e gli uomini. Maestri lapicidi, marmorari lombardi, scultori internazionali a Genova tra XIV e XV secolo". 
La relatrice Martina Schirripa dell’Università degli Studi di Genova durante l’incontro si soffermerà in particolar modo su un fenomeno artistico che ha interessato il capoluogo ligure durante quel periodo: tra il XIV e il XV secolo, infatti, diversi maestri lapicidi, marmorari lombardi e scultori internazionali si riunirono a Genova per proseguire le loro carriere artistiche, lasciando alla città un grande e prezioso patrimonio tutto da scoprire.
La conferenza si terrà nella sede di Alliance Francaise di via Garibaldi 20 e sarà ad ingresso gratuito e libero. Non sarà prevista prenotazione, pertanto gli interessati sono invitati a recarsi in loco almeno 10 minuti prima dell’inizio della conferenza.

lunedì 18 febbraio 2019

L'altro Medioevo: tra Bari e Gubbio

Dopo 11 anni di promozione di eventi culturali legati al medioevo, alla storia e al territorio, l'Associazione del Centro Studi Normanno-Svevi dedica un “Mercoledì con la storia” alla riflessione su quanto realizzato in questi anni, alla discussione sulle prospettive dell’associazionismo culturale e ai temi della divulgazione. Il titolo, L’altro medioevo, richiama una fortunata sezione della rivista «Quaderni medievali» dedicata, già dagli anni Settanta, al medievalismo e alle manifestazioni (spettacoli, rievocazioni, film) che, in vario modo, facevano riferimento al medioevo.
Ne parleranno mercoledì 20 febbraio 2019, presso la Libreria Laterza, con inizio alle ore 18.00, Pasquale Cordasco e alcuni giovani soci e animatori delle iniziative dell’Associazione, Giuseppe Losapio, Matteo Grasso, Angela Lamanna e Arcangelo Teofilo. Insieme con loro ci sarà Federico Fioravanti, organizzatore di uno dei più importanti appuntamenti legati alla storia medievale degli ultimi anni, il Festival del Medioevo di Gubbio. Tra questa iniziativa - che propone con grande successo un nuovo modo di “comunicare il Medioevo” - e le attività svolte dall’Associazione esistono molti tratti in comune, tanto che in più occasioni sono avvenute significative forme di collaborazione. L'occasione sarà anche quella di presentare il tema della quinta edizione del Festival del Medioevo, dedicato quest’anno alle “Donne, l'altro volto della storia”.
Pasquale Cordasco: professore di Diplomatica presso l’Università di Bari e Direttore del Centro di Studi normanno-svevi.
Federico Fioravanti: giornalista, ideatore e direttore del Festival del Medioevo di Gubbio, coordinatore del web magazine Umbria Touring. Ha insegnato Teorie e Tecniche del Linguaggio giornalistico presso l’Università di Perugia.
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domenica 17 febbraio 2019

"Ottiimo commento alla "Commedia", presentazione a Milano

La Scuola della Cattedrale, presieduta da Mons. Gianantonio Borgonovo, Arciprete del Duomo di Milano, propone un appuntamento di altissimo spessore culturale con il capolavoro di Dante Alighieri, studiato in tutto il mondo, e considerato tra le opere più eccelse della letteratura universale. Lo spunto viene dato dalla recente pubblicazione dell’Ottimo commento alla “Commedia” (Edizione nazionale dei commenti danteschi, Salerno Editrice, 2018).
Con la designazione di Ottimo, assegnata dagli Ac­cademici della Crusca fin dal 1612, si indica uno dei più importanti commenti tre­centeschi all’intera Commedia, realizzato intorno al 1334 da un anonimo chiosatore fiorentino, che dichiarò la propria personale conoscenza e consultazione di Dante stesso.
L’Ottimo ricopre un ruolo fondamentale nel quadro dell’esegesi dantesca delle origini sia per la sicura antichità e comprovata fiorentinità, sia perché si configu­ra come una summa di tutte le precedenti esperienze interpretati­ve.
Questa imponente edizione offre per la prima volta alla comunità degli studiosi e dei cultori di Dante il testo critico del più rilevante commento fiorentino del Trecento, considerato un «testo di lingua» essenziale, assiduamente consultato fin dal XVI secolo da illustri letterati e dai compilatori della Crusca, che da esso trassero oltre 1.500 citazioni per il loro famoso Vocabolario.
L’evento, introdotto e coordinato da Armando Torno, si terrà lunedì 18 febbraio 2019 alle ore 18.30 presso la Chiesa di San Gottardo in Corte (Via Pecorari, 2 - Milano), prevede un saluto di Mons. Gianantonio Borgonovo, e la partecipazione di Andrea Mazzucchi, Professore di filologia della letteratura italiana presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, e Maria Luisa Meneghetti, Professore di Filologia romanza presso l'Università degli Studi di Milano.
Ingresso libero con prenotazione obbligatoria PRENOTA ORA ⇒
oppure telefonando al n. 02 36169314.

sabato 16 febbraio 2019

"Lo specchio delle anime semplici" presentazione a Ferrara

Proporrà un approfondimento sulla figura di Margherita Porete e sul suo libro ‘Lo Specchio delle anime semplici’ la conferenza di Marco Vannini in programma lunedì 18 febbraio 2019 alle ore 17:00 nella sala Agnelli della Biblioteca Comunale Ariostea in Via delle Scienze 17 a Ferrara. L’incontro sarà introdotto da Marcello Girone Daloli.
Lo Specchio delle anime semplici è un testo medievale francese che solo nel ventesimo secolo è stato attribuito alla sua vera autrice, Margherita Porete, una beghina del nord della Francia, bruciata come eretica a Parigi nel 1310 proprio per questo suo libro. Esso era rimasto per secoli occultato dall’autorità religiosa e solo pochi spiriti eletti – da santa Caterina da Genova a Simone Weil – lo avevano stimato, finché oggi è stato riconosciuto in tutta la sua grandezza, capolavoro della mistica cristiana. In forma di dialogo, anzi, di “contrasto”, tratta del cammino che l’anima, spogliandosi progressivamente delle menzogne, fa per giungere alla sua propria “semplicità”, ovvero vera essenza, che è Dio stesso. Ispirato profondamente dal libro fu anche Meister Eckhart, presente a Parigi al tempo del processo e della morte di Margherita.
Marco Vannini, studioso della tradizione spirituale (ricordiamo la sua ‘Storia della mistica occidentale’, Le Lettere, Firenze) ed editore italiano di tutte le opere di Eckhart, è autore della introduzione e delle note allo Specchio delle anime semplici, di cui ha curato la edizione italiana, insieme a Giovanna Fozzer.

venerdì 15 febbraio 2019

Fra Michele da Cesena allla Malatestiana

Sabato 16 febbraio 2019 alle ore 17,00 appuntamento nell'Aula Magna della Biblioteca Malatestiana di Cesena quando i docenti Roberto Lambertini e Giulio Lucchetta delineeranno un ritratto a tutto tondo sulla figura del monaco fra Michele da Cesena (1270 ca. - 1342), rispettivamente con gli interventi “Ribellarsi a una Papa nel Trecento: le ragioni di fra Michele da Cesena” e “L’Aristotele eretico: sulla potenzialità eversiva della Politica”.
Quando Michele da Cesena, con un manipolo di frati a lui fedeli, fuggì da Avignone il 26 maggio 1328, era certamente consapevole di compiere un gesto grave e drammatico. In quanto ministro generale francescano, era a capo dei Frati Minori, uno degli Ordini più vicini al papato, promosso e difeso dai pontefici fino a quel momento. Eppure si ribellava a papa Giovanni XXII, accusandolo di eresia: una scelta senza ritorno. Perché spingersi a tanto? Molti sanno che era in ballo la povertà. Ma cosa esattamente voleva difendere Michele, rischiando anche di persona?
Roberto Lambertini è docente di Storia medievale all’Università di Macerata. Storico degli ordini mendicanti e del pensiero politico medievale, su questi temi ha pubblicato Apologia e crescita dell' identità francescana (1990) e La povertà pensata. Evoluzione storica della definizione dell' identità minoritica da Bonaventura ad Ockham (2000) e ha curato Fonti normative francescane (2016) e Francescani e politica nelle autonomie cittadine dell’Italia basso-medioevale (2017).
Lo sguardo neutro di Aristotele, che non adottava la prospettiva antropocentrica né condivideva l’ideologia suprematista ellenica, si è riversato nel Defensor Pacis di Marsilio da Padova che, parlando di una valoristica umana, non adotta gerarchie né si appoggia su priorità metafisiche, ma rivendica esigenze funzionali di giustizia rifacendosi esplicitamente alla politeia aristotelica; argomenti questi che avranno il loro peso nella polemica di fra Michele da Cesena contro il Papa Giovanni XXII.
Giulio Lucchetta insegna Storia della filosofia antica all’Università “Gabriele D’Annunzio” di Chieti-Pescara. Studioso di Aristotele e di Omero, si è occupato di struttura del mythos e dello sviluppo del logos, di retorica e della scienza antica. Ha pubblicato Shoah e schiavitù. Storie di antica disuguaglianza e di rinnovati colonialismi (2011) e, insieme a Maurizio De Innocentiis, La salvezza della città. Ethos e logos in democrazia (2012).

giovedì 14 febbraio 2019

"Eloisa e Abelardo" presentazione a Milano

Sabato 16 febbraio 2019 alle ore 18:00 alla Libreria Verso in corso di Porta Ticinese 40 a Milano, si tiene la presentazione del romanzo storico di Manuela Raffa "Eloisa e Abelardo" (Piemme, 2019). Ne parlerà con l'autrice Francesca Lang. Ingresso libero.
1116, Regno di Francia. Eloisa è una donna fuori dal comune. Chiusa in convento fin da giovanissima, senza sapere nulla dei genitori, non è mai riuscita ad abituarsi a quella vita, una prigione fatta di polvere, silenzio e litanie, per lei prive di senso, ripetute all'infinito. L'unico modo di evadere è chiudersi nella biblioteca del convento dell'Argenteuil e perdersi tra le righe dei manoscritti che lì vengono conservati. Per questo, il giorno in cui le viene consegnata la lettera di suo zio Fulberto, che la invita a raggiungerlo a Parigi a vivere con lui, fuori da quelle odiate mura, Eloisa non crede ai propri occhi. La libertà. Finalmente la libertà che tanto ha desiderato assaporare. Pietro di Berengario, noto in tutta Parigi come Abelardo, è uno dei filosofi più celebri del suo tempo. Le sue lezioni all'università sono seguite da centinaia di studenti. Per quello ha lasciato la primogenitura e il suo castello in Bretagna e ha preso i voti, perché era il solo modo per poter dedicare la sua vita all'unica cosa che per lui abbia un senso: il sapere. Quando Eloisa e Abelardo si incontrano − lo zio di lei ha voluto concedere alla nipote una vera istruzione con il maestro più rinomato del momento − la loro è quasi una sfida. Diffidente lui, perché non pensa che una donna possa meritare la fama di letterata con cui viene acclamata Eloisa. E orgogliosa lei, che sente il rifiuto di Abelardo ad accettare la sua intelligenza. Ed è proprio questo il momento in cui sboccia il loro amore, in cui passione e intelletto fungono da trama e ordito, un'unione che è di corpi quanto di anime e menti. Tanto grande nella gioia quanto disarmante nel suo drammatico epilogo, che li porterà prima a mentire e a imbrogliare chi li ama, poi a perdere tutto e a vivere separati per sempre.
Manuela Raffa è nata a Milano nel 1979, dove vive. Si è laureata in scienze dell'educazione e al momento lavora presso la redazione di una società che si occupa dei test di ammissione alle università. Dalla sua passione per il fantasy è scaturita la saga Il Mondo senza Nome (Runde Taarn edizioni). Francesca (Piemme, 2017) segna il suo esordio nella narrativa storica.

mercoledì 13 febbraio 2019

"Avanti nella Storia" a Palermo

La conoscenza dell’eredità dell’icona diventa una finestra sull’arte e sulla storia di Palazzo Reale.
La Fondazione Federico II punta sul compito conoscitivo e rievocativo dello studio dell’iconologia in età Normanna grazie ai Leoni di marmo bianco del XII secolo presenti nella Sala dei Venti, all’interno della Torre Gioaria. Appena restaurati in virtù di una convenzione con il Corso in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell’Università di Palermo, i Leoni sono tra i simboli che meglio rappresentano la storia di Palazzo Reale.
Oltre che in forma scultorea si trovano, infatti, anche nei mosaici della Cappella Palatina e di Sala Re Ruggero.
Oggi i Leoni rivivono in cloni d’arte ARTFICIAL realizzati attraverso una tecnologia digitale di riconoscimento delle forme tridimensionali analizzando immagini con algoritmi di intelligenza artificiale. Un modo unico per tramandare e possedere l’eredità culturale.
I Leoni, risultato del progetto intitolato “Avanti nella storia”, saranno presentati giovedì 14 febbraio 2019 alle ore 16.45 (Palazzo Reale – Sala Re Ruggero): interverranno il Presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, il Direttore generale della Fondazione Federico II Patrizia Monterosso, lo zoologo e paleoecologo Marco Masseti del Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze e Giorgio Gori, fondatore di Artficial.
“Stiamo utilizzando – spiegano Gianfranco Miccichè e Patrizia Monterosso, presidente e direttore generale della Fondazione Federico II – un modello di fruizione del Palazzo con un approccio multidisciplinare: un viaggio temporale tra il XII secolo e i giorni nostri in compagnia dello storico dell’arte, dell’esperto della simbologia medioevale, degli specialisti della tecnologia. I leoni rappresentano, quindi, la chiave di accesso alla macchina del tempo. Non a caso abbiamo intitolato questo percorso Avanti con la storia, la tecnologia va utilizzata a supporto della storia nella direzione della ricerca”.
Dietro questo lavoro di studio, ricerca e tecnologia si cela Artficial; un team di giovani visionari che utilizzano il loro know-how tecnologico per alimentare la creatività umana. Una innovativa startup tecnologica premiata nel 2015 al Pioneers Festival di Vienna come una delle 50 migliori startup internazionali, autorizzata a riprodurre, mediante la tecnologia delle stampanti 3d, le più importanti sculture dell’arte classica.
I primi passi di Artficial sono stati seguiti con grande interesse da Invitalia, l’agenzia nazionale del Ministero dell’Economia per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa.
L’opera viene interamente scannerizzata a laser, per poi esser stampata su fibra di mais in qualsiasi misura e in qualsiasi colore. Diventando, così, leggera, permeabile, contemporanea; senza per questo destabilizzare il concetto di capolavoro.
Un modo per rivalutare i due Leoni marmorei e riappropriarci del loro originario significato storico, artistico e culturale. Proprio quei Leoni che secondo la tesi dello storico Bellafiore, rappresentano l’unica parte superstite della fontana dell’Aula Verde, citata dai cronisti di età normanna. Simbolo del fuoco e del sole, al leone nell’iconologia viene attribuita forza fisica, vigore e solidità; ma anche misericordia, regalità e la Resurrezione di Cristo, nell’intendimento della religione Cristiana.
La smaterializzazione dei due Leoni rappresenta il tentativo, peraltro ben riuscito, di far viaggiare il visitatore di Palazzo Reale e fruitore dell’opera originaria avanti e indietro nella storia. Un’operazione che consente di rielaborare il processo storico-artistico per evitare che il contesto di Palazzo Reale cada in un oblio conoscitivo.

martedì 12 febbraio 2019

"San Michele in Monte Laureto a Putignano" presentazione a Matera

Un incontro organizzato dalla sezione lucana della Società Filosofica Italiana (Sfi) per presentare l'ultima fatica letteraria del prof. Marcello Mignozzi intitolata "San Michele in Monte Laureto a Putignano. La grotta dell'Angelo e la cultura pittorica angioina nel meridione barese".
Marcello Mignozzi, docente di Storia e tecnica dei manufatti artistici e di Storia delle Arti suntuarie nel Medioevo presso l'Università degli Studi di Bari "A. Moro", illustrerà il resoconto del suo lavoro di ricerca sul tema della crocifissione nella pittura rupestre, spiegando i legami esistenti tra l'ambiente culturale appulo-lucano ed il contesto pittorico angioino.

Alla conversazione interverranno, oltre all'autore, anche il presidente della Società Filosofica Lucana Nunzio Di Lena e Maristella Trombetta, docente di Estetica e Storia della Critica d'Arte presso l'ateneo barese.

L'appuntamento con il saggio di Marcello Mignozzi, nella sala Laura Battista della biblioteca "Stigliani" è in programma mercoledì 13 febbraio 2019 con inizio alle ore 17,30.

Un incontro dalla valenza formativa.
Infatti, gli organizzatori fanno saper che "ai docenti iscritti alla Società Filosofica Italiana che parteciperanno all'incontro verrà rilasciato un attestato di partecipazione riconosciuto dal MIUR, valido ai fini dell'aggiornamento professionale".
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lunedì 11 febbraio 2019

L’arte e il sacro. La Cattedrale di Genova e le sue reliquie nel Medioevo


Martedì 12 febbraio 2019 a Genova si tiene la conferenza "L’arte e il sacro. La Cattedrale di Genova e le sue reliquie nel Medioevo" a cura di Gianluca Ameri, ricercatore presso il Dipartimento di Italianistica, Romanistica, Antichistica, Arti e Spettacolo (DIRAAS) dell’Università di Genova.
Nuovo appuntamento per il ciclo di conferenze "Genova nel Medioevo: una capitale del Mediterraneo" organizzato dall'Associazioni Genova a Piedi.
Entrata libera, si consiglia di arrivare almeno 10 minuti prima per motivi di sicurezza.
I posti sono limitati a 100 persone, al raggiungimento del numero non sarà più consentito l'accesso n sala.
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domenica 10 febbraio 2019

Assedi e fortificazioni nella vicenda medievale aretina

Saranno Ugo Barlozzetti, componente della Società italiana di storia militare, e Franco Franceschi, professore di Storia medievale all’Università di Siena, a presentare martedì 12 febbraio 2019, alle ore 17,30, nell’Auditorium Ducci di Via Cesalpino a Arezzo, il libro di Simone De Fraja “Assedi e fortificazioni nella vicenda medievale aretina”. Il volume è stato recentemente pubblicato dalla Società storica, nella collana “Studi di storia aretina”. L’evento è organizzato dal Comune di Arezzo e dalla Società storica, vedrà la presenza dell’autore e sarà coordinato da Luca Berti.
Il volume di De Fraja ripercorre le tappe della storia medievale aretina (secoli XIII-XIV) da un punto di vista innovativo rispetto a quello tradizionale. Le fonti, documentarie e cronachistiche, sono gli elementi fondamentali con cui analizzare gli eventi bellici e le politiche che hanno caratterizzato il controllo del territorio. Il rapporto tra documento e realtà topografica, l’interazione tra iconografia superstite e tracce materiali avvicinano il lettore ai fatti realmente accaduti, ma anche alla psicologia che li determinò. Pressione emotiva, tradimento e dileggio sono fra le componenti fondamentali per l’assalto e per l’assedio, con macchine ossidionali, delle fortificazioni, che vengono a loro volta analizzate in dettaglio. La dettagliata analisi degli eventi bellici fornisce un quadro tutt’altro che di immobilismo, dopo la battaglia di Campaldino, così come invece tramandato da una storiografia ormai desueta. Impreziosisce il lavoro una riflessione iniziale di Aldo A. Settia, specialista della materia.

sabato 9 febbraio 2019

Gioacchino da Fiore e gli affreschi del Battistero di Parma

Giunge a conclusione la prima parte delle conferenze 2108-2019 del Centro Studi Medievali Ponzio di Cluny con un appuntamento particolarmente ghiotto, ricco di novità su lavori in fieri, che si terrà sabato 9 febbario 2019 alle ore 17,30 presso l'Istituto Scalabrini di Bassano del Grappa (VI).
Il relatore è il prof. Arturo Calzona, docente di Storia dell'Arte Medievale presso l'Università di Parma che parlerà di Gioacchino da Fiore e gli affreschi del Battistero di Parma.
Il Battistero di Parma è un edificio di grande interesse sia per quanto riguarda la sua architettura, ma anche le sculture e il grande ciclo dipinto della volta. La sua costruzione è iniziata nel 1196 ed è attribuita a Benedetto Antelami, maestro già attivo nella Cattedrale parmense nel 1178 dove realizza un pulpito di cui sono rimaste solo alcune parti scolpite tra cui la famosa lastra della Crocifissione/Deposizione.  ll Battistero (architettura, scultura e pittura) è dunque una complessa macchina simbolica in cui si affiancano e si sovrappongo messaggi diversi, ma complementari. Gli anni della sua realizzazione corrispondono peraltro gli anni di Gioacchino da Fiore, di Gherardo da San Donnino, di Salimbene e di Giovanni da Parma, generale di Francescani fino al 1257, ma sono anche gli anni  di Federico II, Ezzelino da Romano e Oberto Pallavicino, sono ancora gli anni in cui si sviluppano alcuni movimenti ereticali e si affermano nuovi “santi del lavoro”, i nuovi ordini mendicanti dei Minori e dei Predicatori. Cercheremo dunque di vedere come tutto questo si trasforma e “pesa” nel sistema di immagine dell’edificio.
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venerdì 8 febbraio 2019

Rievocare i Camposampiero: una stirpe feudale nel XIII secolo

È all’età medievale che risalgono le vicende più importanti della storia di Camposampiero.
Le vestigie di quel passato illustre sono ancora visibili, in particolare nelle due torri che svettano in centro storico e nel palazzo Tiso, l’antica rocca.
Ed è proprio un viaggio in quei tempi lontani che l’archivista e storica dell’arte Elda Forin Martellozzo propone a quanti parteciperanno alla conferenza: Rievocare i Camposampiero: una stirpe feudale nel XIII secolo, in programma venerdì 8 febbraio 2019 alle ore 20.30, in sala Filarmonica, piazza Vittoria a Camposampiero (PD).
La relatrice accompagnerà il pubblico lungo le vicende tumultuose e varie della nobile famiglia guelfa, che proprio dal castello di Camposampiero aveva preso il nome.
In apertura verranno illustrate l’origine del casato, l’assegnazione del feudo e le caratteristiche dei possedimenti, a cavallo tra il territorio di Treviso e Padova, le nobili famiglie confinanti (Da Romano, Scaligeri, Carraresi).
Numerosi i personaggi storici che riemergeranno dal passato, tra questi spicca Tiso VI, uomo di potere e di fede, di cui verranno analizzate la lunga militanza nel partito filopapale insieme con gli Este, gli scontri con Ezzelino III, figura quest’ultima, consegnata al mito, oltre che alla storia, infine l’incontro con il francescanesimo e l’amicizia con frate Antonio, il santo più venerato dalla cristianità, che a Camposampiero visse l’ultimo mese di vita terrena.
Il significato storico del passaggio di Sant’Antonio a Camposampiero, la cui presenza tocchiamo ancora oggi con mano nell’oratorio del Noce e nel santuario della Visione, verrà proposto nei suoi risvolti più umani, proprio partendo dal vincolo di amicizia che unì Sant’Antonio a Tiso.
Altro personaggio, meno conosciuto ma sicuramente interessante dal punto di vista storico è Giovanni il Cavaliere, la cui morte, avvenuta nel 1343, coincide con la data di estinzione del ramo principale della famiglia Da Camposampiero.
Di questa figura tutt’altro che secondaria la relatrice ricorderà: l’impegno politico per affermare il ruolo della famiglia nella città di Padova; la brillante carriera come ambasciatore; la sconfitta del suo partito e, infine, l’esilio ed il ritiro a Ferrara a servizio degli Este.
La conferenza, che costituisce una sorta di anticipazione della Festa Medievale prevista nella terza fine settimana di maggio, è promossa dalla Pro loco di Camposampiero con la partecipazione dell’amministrazione comunale.
L’ingresso è libero la Cittadinanza è invitata.