lunedì 25 marzo 2019

Cristiani e spazi sacri: santuari e pellegrinaggi in Puglia fra tarda antichità e medioevo

Nell’ambito dei “Mercoledì del MArTA”, mercoledì 27 marzo 2019 alle h. 18:00, presso la Sala Incontri del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, si terrà la conferenza dal titolo “Cristiani e spazi sacri: santuari e pellegrinaggi in Puglia fra tarda antichità e medioevo”, a cura della prof.ssa Laura Carnevale (Università degli Studi di Bari Aldo Moro).
Il rapporto fra uomo e spazio, e in particolare fra homo religiosus e spazio sacro (un processo anche descritto come “spazializzazione del sacro”), è tema cruciale di riflessione non solo per storici e antropologi ma anche, in anni più recenti, per specialisti di cognitive studies. Una tipologia rilevante di spazio sacro, comune a tutti i sistemi religiosi, è il santuario, in quanto contrassegnato da un surplus di sacralità percepita dai fedeli, che vi affluiscono in pellegrinaggio per ragioni di devozione. La ricerca sui santuari si lega dunque all’indagine sui pellegrinaggi e allo studio dei culti, considerati nel loro incarnarsi nel vissuto e nelle menti dei fedeli e contestualizzati nei singoli sistemi culturali, in una dinamica esperienziale della quale si è chiamati a tenere conto.
Il tessuto di santuari cristiani che innerva la Puglia testimonia il dinamismo di un territorio apparentemente “periferico” – in realtà cerniera fra Oriente e Occidente – le cui prerogative e il cui paesaggio hanno contribuito a plasmare l’identità degli abitanti, intrecciandosi con la storia sociale, politica e religiosa e producendo una realtà complessa che esprime e intercetta, sin da epoca tardoantica e fino a oggi, la storia e le caratteristiche di quanti lo hanno abitato e lo hanno attraversato.
Tali fattori, inoltre, hanno attivato nel tempo processi di trasformazione degli spazi e dei luoghi, in transizione da una sacralità percepita come meramente “naturale” a una sacralità “culturale”, intercettata e rimaneggiata dall’uomo. Su alcuni di questi aspetti si soffermerà la conversazione, con un focus particolare – ma non esclusivo – sul case study del promontorio garganico.
L’ingresso alla conferenza sarà gratuito.

sabato 23 marzo 2019

Capodanno Pisano 2020

Un intero fine settimana di eventi e iniziative al via sabato 23 marzo 2019 per celebrare il Capodanno Pisano, tradizione storica che affonda le radici nel Medioevo che fa coincidere l’inizio del nuovo anno con l’Annunciazione a Maria Vergine dell’Incarnazione di Gesù.
Il programma, promosso dal Comune di Pisa in collaborazione con le associazioni cittadine, prevede sabato alle ore 11.00 la presentazione dei nuovi costumi del Gioco del Ponte (Palazzo Gambacorti, sala Baleari); alle ore 16.00 il professor Pietro Finelli guiderà una visita alla Domus Mazziniana (via Mazzini 71), a cura dell’Accademia dei Disuniti mentre alle ore 17.00 la professoressa Alma Poloni del Dipartimento di Storia dell’Università di Pisa terrà in sala Regia di Palazzo Gambacorti la una conferenza su “Pisa nel Trecento. Una città in crisi”, a cura del circolo culturale Rustichello.
Sempre nel pomeriggio, al Giardino Scotto è previsto l’evento “Uno die in stile pisano”, con dimostrazioni di tiro con la balestra, tiro con l’arco, mazza scudo e scherma medievale. Nel dettaglio il programma prevede alle 15.45 la “partenza della masnada” che dalla Fortezza Sangallo percorrerà via Sangallo, piazza Toniolo, via Giusti, via di Fortezza. Alle ore 16.00 “l’attacco alla Fortezza”, con la ricostruzione dimostrativa di un assalto di truppe alla porta di accesso di una fortezza; a seguire la “conquista del maniero” con le porte che si spalancano e le schiere prendono possesso della fortezza, “l’acquartieramento, con la proposizione di uno spaccato di accampamento medievale; la presentazione delle schiere e la “ad captandam benevolentiam” con Messer Lurinetto ad iniziar la festa. Poi, il “tirar con la balestra”, dimostrazione a squadre fra i balestrieri di Pisa e di Volterra, “l’intermezzo dello joculator latino” e “alla corte dello signore”, con dimostrazione di danza medievale; “improvvisazioni in rima” dello sputafuoco verbale; “alla lizza”, dimostrazione dell’ antico gioco del mazza scudo; “lo giullare”, acrobazie di doppi sensi; “tirar con l’arco”, dimostrazione spettacolo di arcieri medievali; “stroncapettini”, intermezzo in equilibrio fra quello che si può e che non si può dire; “ad usum domini”, dimostrazione di danza rinascimentale;, “lo cantastorie”, “tiro al corniolo”, dimostrazione di tiri singoli con balestre da banco, “intermezzo” in rime ardenti; “maneggiar di spada”, dimostrazione di scherma medievale con duelli e scontri fra uomini d’arme. Infine, “al calar delle ombre” Messer Lurinetto commiata “ad perpetuam memoriam” e alle ore 18.30 il saluto che un nuovo giorno possa sorgere “ad maiorem pisae gloriam”.
Per scoprire il programma completo dell'evento clicca qui !

venerdì 22 marzo 2019

Giornate FAI di Primavera 2019

Ogni anno, dal 1993, il primo weekend di Primavera i volontari del FAI organizzano una manifestazione nazionale dedicata alla riscoperta del patrimonio storico, artistico e culturale del nostro Paese.
Una grande festa dei Beni Culturali aperta a tutti e alla quale in 26 anni di storia hanno partecipato più di 10 milioni di Italiani che hanno avuto l'opportunità di visitare oltre 12.000 luoghi spesso inaccessibili ed eccezionalmente visitabili in più di 5.000 città di tutta Italia.
In occasione delle Giornate FAI di Primavera, la scoperta di un luogo speciale dell'immenso patrimonio paesaggistico italiano non è solo un'esperienza che va ad arricchire il bagaglio culturale di ogni visitatore, ma un'occasione straordinaria di incontro tra persone di età, interessi, provenienza diversi unite dal desiderio di conoscere luoghi eccezionali del proprio territorio. Luoghi di cui tornare a fruire come visitatori e sui quali accendere i riflettori affinché possano essere tutelati e valorizzati.
Le Giornate FAI di Primavera coinvolgono ogni anno oltre 40.000 Apprendisti Ciceroni©, studenti delle scuole secondarie di I e II grado che accompagnano nelle visite dei luoghi aperti. Educare al valore del patrimonio d'arte e natura attraverso una formula di partecipazione attiva alla sua cura è certamente uno dei modi più efficaci per risvegliare il proprio impegno civile.
Partecipare alle Giornate FAI di Primavera significa fare un gesto concreto a tutela del patrimonio d'arte e natura. A fronte di ogni visita effettuata i nostri volontari chiedono un contributo facoltativo - a partire da 2, 3 o 5€ - a sostegno di quella missione in cui il FAI si impegna da oltre 40 anni: la cura, la tutela e la valorizzazione dei luoghi e delle storie che rendono unico il nostro Paese. Puoi di rendere ancora più significativo il tuo sostegno iscrivendoti al FAI in tutti i luoghi aperti durante l'evento: potrai entrare in alcune aperture esclusive e avrai diritto all'accesso prioritario in tutti i luoghi aperti.

lunedì 18 marzo 2019

I luoghi di Marco Rustici orafo del Rinascimento

"Firenze 1450 - Firenze oggi. I I luoghi di Marco Rustici orafo del Rinascimento" in questo libro, edito dalla Casa editrice Olschki, si riscopre il cuore antico di Firenze grazie a un testimone speciale: l'orafo Marco Rustici (1392/3-1457), autore di uno straordinario Codice, in cui è protagonista la città com'era attorno al 1450. I suoi disegni acquerellati sono qui messi a confronto con le grandi chiese esistenti, ma anche coi luoghi e i resti delle altre chiese e chiesette scomparse. La stupefacente sequenza di somiglianze e differenze racchiude l'identità profonda di Firenze: una città ricca di memoria, capace di cambiare restando se stessa.
Il volume, realizzato in stretta collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, sarà presentato lunedì 18 marzo 2019, alle ore 17.00 a Villa Bardini Firenze (Costa San Giorgio, 2). Interverranno: Umberto Tombari, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze; Jacopo Speranza, Presidente della Fondazione Bardini Peyron, e le autrici del volume Cristina Acidini ed Elena Gurrieri.
Con questo libro in mano si riscopre il cuore antico di Firenze in compagnia di un testimone d’eccezione: Marco di Bartolomeo Rustici (1392/3- 1457) orafo e umanista, autore di uno straordinario Codice che da lui prende il nome, e che descrive e ritrae luoghi religiosi e civili disseminati nel centro storico, com’erano attorno al 1450. La Firenze d’allora conservava il proprio tessuto urbano medievale, ma lo arricchiva con i grandiosi monumenti del Rinascimento, progettati da Filippo Brunelleschi e da altri celebri architetti al servizio di potenti istituzioni. Lungo questo itinerario molto speciale e personale s’incontrano i massimi templi cristiani, come il Battistero e il Duomo, ma anche le antichissime chiese e chiesette scomparse con le demolizioni ottocentesche. Gli accurati disegni acquerellati di Rustici sono qui messi a confronto con gli edifici (o i luoghi) come si presentano oggi, in una stupefacente sequenza di somiglianze e di differenze, che racchiude l’identità profonda di Firenze: una città tenacemente consapevole della propria memoria, che cambia restando, tuttavia, sempre se stessa.

domenica 17 marzo 2019

"Una rivoluzione medievale: la ridefinizione dei diritti e dei poteri patrimoniali delle donne (secc. XII-XV)"

Il ciclo di incontri dedicato al genere dal titolo “Storia delle Donne, storia di genere” del Dipartimento di Studi Linguisti e Culturali, nato su proposta dei rappresentanti degli studenti del dipartimento, prosegue con il secondo appuntamento che sarà dedicato a “Una rivoluzione medievale: la ridefinizione dei diritti e dei poteri patrimoniali delle donne (secc. XII-XV)”.
L’incontro, gratuito ed aperto al pubblico, si terrà martedì 19 marzo 2019 alle ore 14.00 presso il Dipartimento di Studi Linguisti e Culturali (Largo S. Eufemia, 19) a Modena e vedrà in qualità di relatrice la prof.ssa Isabelle Chabot dell’Università di Padova.
“La dote medievale è probabilmente l’istituto giuridico che più ha “fatto” le italiane, alcuni secoli prima che l’Italia stessa si facesse. Dal nord al sud della Penisola, – afferma Isabelle Chabot dell’Università di Padova –  la dote si è imposta sia come condizione indispensabile a ogni matrimonio legittimo, sia come mezzo di esclusione delle figlie dalla successione ereditaria. Questo processo di ‘unificazione’, avviatosi rapidamente alla metà del XII secolo, ha tuttavia necessitato di molto tempo e la permanenza della dote, addirittura al di là dell’instaurarsi – seppure temporaneamente – del Codice napoleonico e successivamente del Codice civile dell’Italia unita (codice Pisanelli, 1865), mostra bene la sua grande capacità di resistenza. La dote medievale è indubbiamente una costruzione giuridica rivoluzionaria, nel senso che nei paesi di diritto scritto dove irrompe, nei decenni centrali del XII secolo, travolge il diritto antico per trasformare in profondità e in poco tempo le forme del matrimonio e della successione. Eppure, la dote è lungi dall’avere la stessa morfologia ovunque e la sua elaborazione come la sua diffusione hanno impiegato secoli. Per la sua varietà, la sua complessità e la sua longevità, la dote – ma sarebbe meglio parlare di sistemi dotali – è un oggetto che merita di essere analizzato nel tempo e nello spazio”.
Isabelle Chabot insegna Storia medievale presso l’Università di Padova. È stata fellow di Villa I Tatti, The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies e fa parte dell’International Network Gender Difference in the History of European Legal cultures. Dal 2012 al 2016 è stata presidente della Società Italiana delle Storiche, di cui è anche socia fondatrice. Tra le sue pubblicazioni, La dette des familles. Femmes, lignage et patrimoine à Florence aux XIV et XV siècle, Roma, École française de Rome, 2011. Ha curato tra l’altro con Anna Bellavitis, La justice des familles. Autour de la transmission des biens, des savoirs et des pouvoirs (Europe, Nouveau Monde, XIIXIX siècles), Roma, École française de Rome, 2011.
Per il programma completo sul ciclo di incontri che si concluderà il 2 maggio, consultare il sito www.dslc.unimore.it.

sabato 16 marzo 2019

Per una storia di San Giovanni in Venere e del Mezzogiorno adriatico

Sabato 16 e domenica 17 marzo 2019 a Fossacesia, al Palazzo dei Priori, si terrà il convegno di studi su “Letteratura erudita, fonti e documenti d'archivio. Per una storia di San Giovanni in Venere e del Mezzogiorno adriatico” organizzato dall'associazione culturale MeCA (Mezzogiorno Cultura Arte).
MeCA nasce nel 2014 dall'iniziativa di tre giovani storiche dell’arte, con l'intento di valorizzare il patrimonio storico e artistico del Meridione italiano, attraverso l'organizzazione di convegni e seminari. Dopo aver organizzato un convegno di studi dedicato alla città di Conversano (BA) e un altro sulle diocesi dell'Italia meridionale nel Medioevo a Benevento, questa volta l'attenzione è dedicata all'abbazia di San Giovanni in Venere in Abruzzo.
Al convegno parteciperanno funzionari della Soprintendenza d’Abruzzo, funzionari degli Archivi di Stato di Roma, docenti universitari e giovani studiosi. La partecipazione è aperta a tutti.
Per seguire l'evento su Facebook clicca qui !

venerdì 15 marzo 2019

Scicli. Cultura e società tra medioevo ed età moderna

L'Ente Liceo Convitto di Modica (RG) vi invita a partecipare al quarto incontro di "Percorsi di Archeologia Iblea" che si terrà venerdì 15 marzo 2019 alle ore 17.30 dal titolo "Scicli. Cultura e società tra medioevo ed età moderna attraverso la lettura dei materiali del Carmine e di San Marco" a cura di Salvina Fiorilla.
Ingresso gratuito.
Per seguire l'evento su Facebook clicca qui !

giovedì 14 marzo 2019

"Gregorio VII" presentazione a Milano

Sabato 16 marzo 2019 alle ore 16,00 l’Associazione Italia Medievale e Archeobooks sono lieti di invitarvi nella Sala Conferenze del Civico Museo Archeologico di Milano (Ingresso da Via Nirone, 7) per la presentazione del saggio “Gregorio VII” di Glauco Maria Cantarella (Salerno Editrice, 2018). Interviene l’autore. Ingresso libero.
Gregorio VII è tra le figure di spicco del Medioevo. Fu Papa dal 1073 al 1085: un decennio noto come età gregoriana, età di guerre, scomuniche e riforme. Il suo pontificato mutò profondamente i rapporti tra Papato e Impero, attraverso il Dictatus papae Gregorio rivendicò la superiorità del potere spirituale su quello temporale.
Fu un riformatore, forse un eversivo, sicuramente in lui e attraverso di lui presero corpo processi che avrebbero condotto la cristianità o l’Europa alle origini della modernità. Fu in lotta con il Sacro Romano Impero per le investiture, con i vescovi per debellare la piaga della simonia dalla Chiesa, con il proprio tempo per affermare l’egemonia di un potere che volle al di sopra di ogni forza terrena, sottoposto soltanto al dominio celeste dell’altissimo di cui si sentì il vicario, fino a pagarne il prezzo.
Sulla sua tomba, presso la Cattedrale di Salerno, è scritto: “ho amato la giustizia e ho odiato l’iniquità: perciò muoio in esilio“.
Glauco Maria Cantarella è storico del medioevo, ha insegnato Storia medievale, Storia dell’Europa medievale e Istituzioni politiche medievali all’Università di Bologna. Tra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo, Manuale della fine del mondo. Il travaglio dell’Europa medievale (2015), Imprevisti e altre catastrofi (2017).

mercoledì 13 marzo 2019

"Memorie di una città nascente. Corigliano Rossano”

Giovedì 14 marzo 2019 alle ore 17.30,presso la Sala Rossa di Palazzo San Bernardino, a Corigliano-Rossano, si terrà la conferenza di presentazione del volume collettaneo pubblicato dalla Ferrari Editore, “Memorie di una città nascente. Corigliano Rossano”, a cura di Fausto Cozzetto, storico e docente dell’Università della Calabria, tra i principali esperti italiani di storia medievale e moderna.
Il programma prevede la partecipazione del curatore che presenterà i caratteri storico-artistico-culturali dell’opera, di Settimio Ferrari, amministratore della Ferrari Editore e degli autori che hanno redatto i saggi. La prolusione introduttiva sarà tenuta dal commissario prefettizio di Corigliano-Rossano Domenico Bagnato.
Le conclusioni saranno affidate all’arcivescovo di Rossano-Cariati mons. Giuseppe Satriano. Saranno presentate le ricerche e le riflessione sulla storia e sulla geografia di Corigliano-Rossano, città nata al termine di un percorso di accorpamento tra due importanti centri urbani della Calabria. Gli studiosi che, attraverso i loro contributi critici, hanno affrontato l’argomento da ottiche diverse sono: Giuseppe Amarelli, Antonio Aprelino, Franco Emilio Carlino, Crescenzo Di Martino, Delia Dattilo, Francesco Filareto, Giulio Iudicissa, Francesco Joele Pace, Salvatore Martino, Tullio Masneri, Gennaro Mercogliano, Giovanni Morello, Mario Sapia, Rossana Sicilia, Giuseppe Zumpano. La conferenza sarà il punto di partenza di un ciclo di appuntamenti culturali nei quali i diversi autori si succederanno, per proporre al pubblico le tematiche trattate nel volume.

martedì 12 marzo 2019

“La ‘Passio’ di san Donato vescovo di Arezzo”

Saranno Francesco Santi e Francesco Stella, docenti presso le Università di Cassino e di Siena, a presentare martedì 12 marzo 2019, alle ore 17,30, nell’Auditorium Ducci di via Cesalpino, il libro “La ‘Passio’ di san Donato vescovo di Arezzo”, a cura di Pierluigi Licciardello. Il volume è stato recentemente pubblicato da Sismel − Edizioni del Galluzzo di Firenze, nella collana “Edizione nazionale dei testi mediolatini d’Italia”. L’evento, organizzato dal Comune di Arezzo e dalla Società Storica Aretina, in collaborazione con la Fraternita dei Laici, vedrà la presenza del curatore e sarà coordinato da Luca Berti.
Il volume contiene l’edizione critica, la traduzione e il commento del testo agiografico dedicato a san Donato. Di origine altomedievale, la ‘passio’ ha goduto di ampia fortuna in Italia e Oltralpe ed è stata oggetto di una complessa tradizione fatta di scritture, riscritture e contaminazioni che attraversano tutto il medioevo. Il testo presenta anche un notevole interesse dal punto di vista storico e linguistico.
Pierluigi Licciardello, nato ad Arezzo nel 1974, è dottore di ricerca in Agiografia e in Storia medievale. Insegnante di materie letterarie al Liceo Classico “F. Petrarca”, si è occupato di letteratura latina medievale e di storia religiosa del medioevo, con particolare attenzione ad Arezzo e ad altre città dell’Italia centrale. Ha studiato in particolare il culto dei santi e la vita religiosa ad Arezzo, Siena, Cortona e Sansepolcro, la letteratura agiografica dell’Italia centrale, la tradizione liturgica e normativa di Camaldoli e di Fonte Avellana.
“La ‘Passio’ di san Donato” consta di 370 pagine ed è corredata da tredici immagini a colori fuori testo, un appendice documentaria e diversi indici. Il volume, rilegato, con sovraccoperta a colori, ha un prezzo di copertina di 70,00 euro, ma in occasione della presentazione sarà distribuito ad un prezzo promozionale.
Per tutte le informazioni clicca qui !

sabato 9 marzo 2019

Giornate dei castelli, palazzi e borghi medievali 2019

Da domenica 10 marzo 2019, ben 19 località fra manieri e siti pubblici e privati di interesse storico artistico aprono le porte in contemporanea per 7 appuntamenti fino al 2 giugno, con visite guidate ed eventi, all’insegna dell’epoca medievale.
Tornano anche per questa primavera le attesissime giornate di apertura del circuito di castelli, palazzi e borghi medievali che ad ogni edizione crescono sia per numero di realtà aderenti sia per numero di visitatori: oltre 22 mila i visitatori delle Giornate di apertura nel 2018, mentre il numero di castelli e borghi aderenti è giunto quest’anno a 19, sparsi nella pianura bergamasca, nel cremasco e nella confinante area milanese. Un territorio che nel Medioevo rappresentava un importante confine, in particolare tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia, che oggi ci ha lasciato importanti eredità in termini architettonici e di fortificazioni, unitamente a preziose testimonianze storico artistiche.
Immersi nella pianura si potranno scoprire luoghi di solito non fruibili, imponenti e suggestive dimore di grandi condottieri, luoghi di battaglie e leggende, come pure tanti piccoli scorci di borghi spesso ai margini dei circuiti turistici. In ogni località si potranno effettuare visite guidate e partecipare ai numerosi eventi che i comuni organizzano in concomitanza della giornate di apertura.
Molto apprezzata dal pubblico anche la formula proposta, vincente per semplicità e autonomia organizzativa: i visitatori possono liberamente scegliere quali e quante realtà visitare sulla base degli orari di apertura di ciascuna località, sempre consultabili e aggiornati sul sito del Tourist Infopoint Martinengo: www.bassabergamascaorientale.it
Sul sito web saranno consultabili anche tutte le specifiche storico artistiche delle realtà visitabili, mentre ad ogni visitatore verrà fornita una mappa geografica aggiornata con 19 località illustrate, in lingua italiana e in lingua inglese. In aggiunta è in corso di elaborazione una nuova pubblicazione, una miniguida di 52 pagine con descrizione e immagini di tutti i borghi, palazzi e manieri aderenti. Un ulteriore servizio per soddisfare visitatori sempre più numerosi e affezionati, che chiedono di approfondire e scoprire questo territorio rimasto finora ai margini quanto a destinazione turistica.

martedì 5 marzo 2019

"Irene, Imperatore di Bisanzio" a Mestre

Per il ciclo di incontri culturali, in occasione della festa della donna la libreria La bottega di Manuzio organizza un incontro con Nicola Bergamo, autore del libro “Irene, imperatore di Bisanzio” (Jouvence 2015), per raccontare la figura di Irene di Bisanzio, unica donna ad assumere il titolo di “imperatore e autocrate dei Romani”. L’incontro è in programma venerdì 8 marzo 2019, dalle ore 18.30, presso la libreria in via Gerlin 5 a Mestre. Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili (massimo 20).
Informazioni info@labottegadimanuzio.com | 347 3386715.
Irene di Bisanzio è conosciuta soprattutto per aver sconfitto l’iconoclastia, riportando la Chiesa d’Oriente in comunione con tutte le altre. Per questo venne proclamata Santa e ricordata come colei che salvò l’unità del mondo cristiano. Forse non tutti sanno però che Irene fu anche e principalmente una donna di governo e di guerra, che non esitò a uccidere il figlio e altri nemici politici per perseguire quello che riteneva essere il bene dell’Impero. Una donna di potere e di fede che può essere compresa a fondo solo prescindendo dalla mentalità moderna e cercando di interpretare lucidamente una società estinta, quale quella bizantina.
Nicola Bergamo nasce a Venezia nel 1977, si laurea con il massimo dei voti (e lode) presso l’Università di Venezia con una tesi sull’esercito esarcale. Successivamente si trasferisce a Belfast dove ottiene un MA in Byzantine Studies and Modern Greek con encomio. Vince una borsa di studio presso la Notre Dame University (USA) dove lavora come junior research nel 2009. Nel 2011 viene accolto come studente dottorale presso l’EHESS di Parigi con una tesi sul gioco a Bisanzio. È stato visiting fellow presso la Fordham University da ottobre a dicembre 2014.
Ha pubblicato: Costantino V. Imperatore di Bisanzio (Il Cerchio, 2007), I Longobardi. Dalle origini mitiche alla caduta del regno in Italia (Libreria Editrice Goriziana, 2012), Venezia bizantina. Dal mito della fondazione al 1082 (Helvetia 2018), Carlo Zen. L’eroe di Chioggia (Graphe.it 2018) oltre a diversi articoli di carattere scientifico. Ha partecipato come relatore a vari convegni nazionali e internazionali. È direttore scientifico della rivista internazionale di studi bizantini on-line Porphyra.

Per seguire l'evento su Facebook clicca qui !