mercoledì 28 ottobre 2020

Dante Alighieri: conoscere la sua vita e le sue opere nella società medievale e la sua attualità

Giovedì 29 ottobre 2020
primo appuntamento con «Entroterra gardesano: conferenze a 360° su Dante». Si tratta di un ciclo di incontri per far conoscere vita e opere di Dante Alighieri, far capire il suo tempo, confrontarlo con l’oggi e cercare testimonianze nel Veronese. L'iniziativa è organizzata dal Centro turistico giovanile (Ctg) Aca (animatori culturali ambientali) Baldo Garda, presieduto da Maurizio Delibori, col Comitato Incaffi. Gli incontri, alternati ad uscite, si terranno due volte al mese, in giorni e punti diversi della provincia dalle 20,30 alle 22 eccetto quelli di novembre che, a causa del Covid, saranno on line sulla piattaforma Zoom. «Auspicando di poter proseguire in presenza», dice Delibori. Giovedì ci sarà un’introduzione generale e si affronterà il tema «Il divino Dante Alighieri: conoscere la sua vita e le sue opere nella società medievale e la sua attualità. Curiosità ed aneddoti sul personaggio». Il progetto sarà occasione per conoscere meglio il sommo poeta e la Divina Commedia, leggendone e meditandone una selezione, facendo visite teatralizzate e animate».
Dieci le conferenze in programma, due al mese, fino ad aprile. «Animate da esperti e fini dicitori», assicura Delibori. «Seguiranno, il sabato pomeriggio o la domenica mattina, otto uscite guidate teatralizzate, con attori in costumi medievali che ci porteranno nei principali luoghi del Veronese con testimonianze dantesche».

martedì 27 ottobre 2020

Danza macabra & Trionfo della Morte

Il Trionfo Della Morte. Partic. della Morte a cavallo. Palermo , Palazzo Abatellis, XV sec.
La danza macabra è un tema affascinante: specialmente in pittura. E ancora di più in ambito di pittura medievale. Dopo il grande successo riportato a Gubbio per il Festival del Medioevo dalla lezione spettacolo condotta dal Professore Leonardo Catalano replichiamo la conferenza in webinar mercoledì 28 ottobre 2020 alle ore 21,00.
Come al solito, comodamente da casa, faremo un viaggio suggestivo nel tempo e nello spazio. E parleremo delle grandi epidemie del passato, delle concezioni e del bestiario medievale. 
Da sempre infatti l’uomo lotta contro la malattia e da periodi immemorabili l’arte, e la pittura in particolare, indagano sul delicato rapporto tra vita e morte, salute e malattia, inferno e paradiso. 
La danza macabra per un certo periodo storico diventa un tema popolare e affrontato abbastanza comunemente in tutto il continente europeo. La nostra lezione si soffermerà in particolare su 3 grandi opere pittoriche. 3 memorabili esempi di danza macabra, dipinti dal mar Baltico al cuore del Mediterraneo, passando per lo straordinario lavoro di Buffalmacco, al Camposanto monumentale di Pisa. 
Seguiteci nel nostro Webinar La danza macabra. Per la conferenza utilizzeremo la piattaforma Zoom.

domenica 25 ottobre 2020

Il mondo medievale nel pulpito del Duomo di Siena

Andremo a scoprire una storia affascinante, quella del pulpito del Duomo di Siena: un capolavoro ammirato da centinaia di visitatori ogni giorno, ma la cui storia rimane in gran parte sconosciuta: pochi infatti sanno qual era l’originario ruolo del pulpito nell’antica liturgia medievale, e ancora di meno sono quelli che conoscono la straordinaria iconografia dell’opera di Nicola Pisano. La visita tematica del pulpito si concentrerà su aspetti poco considerati quando si contempla questa grandiosa opera della cattedrale senese. La storia, l’iconografia e il significato allegorico delle figure insolite che qui ritroviamo li scopriremo insieme. 
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venerdì 23 ottobre 2020

Arte e suggestioni in Rocca a San Secondo Parmense

Sabato 24 ottobre 2020 dalle ore 21,30 alle 23,30. Per tutte le informazioni e prenotazioni clicca qui !
Una visita-spettacolo a lume di candela con i personaggi storici in carne ed ossa negli sfarzosi abiti rinascimentali che presentano vita ed avvenimenti del Cinquecento: è questa la proposta della Corte dei Rossi, associazione di promozione sociale che da oltre vent'anni organizza "Arte e suggestioni in Rocca", a San Secondo Parmense.
Con la messa in scena delle visite spettacolo notturne si vuole aprire una finestra sulla splendida età rinascimentale del castello e del borgo di San Secondo ed illustrare la fiera storia del casato rossiano, per ricreare ancora oggi le suggestioni dell’atmosfera cinquecentesca. In uno scenario unico di affreschi su modello profano, fra favole e miti, allestito dai pennelli di allevi di Raffaello e di Giulio Romano, dagli interventi di Cesare Baglione, di Orazio Sammacchini, del Bertoja e del Mirola, insigni personaggi del casato rossiano — quali i conti Pier Maria e Troilo, la contessa Camilla Gonzaga, la contessa-madre Bianca Riario, il vescovo di Pavia Giovan Girolamo, il condottiero Giovanni delle Bande Nere, il letterato Pietro Aretino — rievocano epici avvenimenti e anchevsuggestivi momenti di vita quotidiana, non mancando peraltro una digressione sul fantasma.

mercoledì 21 ottobre 2020

Il furto di Marco: quando Venezia rubò al patriarcato il suo Santo

Mercoledì 21 ottobre 2020 a cura di Angelo Floramo.

In occasione del 600° anniversario della caduta dello Stato Patriarcale di Aquileia per mano della Repubblica di Venezia, l'Associazione Culturale Thesis propone uno speciale e originale percorso in tre puntate per far conoscere e approfondire un evento storico che ha segnato profondamente il nostro territorio.
Tra sacro e profano, le intriganti affabulazioni di Angelo Floramo aprono uno squarcio inedito, dotto e insieme arguto, sulla fine dell’epoca aurea del Friuli per mano della Serenissima.

Si indagherà l’operazione politica, ideologica e culturale con la quale la Serenissima si appropriò del culto aquileiese di San Marco, sottraendo così al Patriarcato quel collante simbolico e profondamente carismatico rappresentato dall’origine marciana e alessandrina della sua Chiesa. Il fatto è noto agli storici, ma non è mai stato affrontato nei suoi risvolti antropologici e culturali.

Angelo Floramo è nato a Udine nel 1966 e vive a Borc, sperone longobardo sul fiume Tagliamento. Dottore in Storia con una tesi in filologia latina medievale, insegna materie letterarie all’Istituto Magrini Marchetti di Gemona. Dal 2012 collabora con la Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli in veste di consulente scientifico per la sezione antica, manoscritti e rari.

Per tutte le informazioni (anche sulle norme anti-Covid19) vedi l'evento su Facebook !

martedì 20 ottobre 2020

Sulle tracce di San Cristoforo in Trentino fra Trecento e Quattrocento

Nuovo appuntamento con le conferenze online del Museo Diocesano Tridentino ! Martedì 20 ottobre 2020 alle ore 17.30 Silvia Coraiola ci condurrà "Sulle tracce di San Cristoforo in Trentino fra Trecento e Quattrocento".
Non c’è valle del Trentino che non ospiti almeno un affresco dedicato a San Cristoforo: la sua figura, spesso di dimensioni gigantesche, era dipinta in modo da risultare ben visibile da luoghi di transito o di afflusso di persone. La capillare diffusione di quest’immagine, cara alla religiosità popolare, testimonia la grande vitalità che ebbe il culto del santo. Partendo dalle suggestive testimonianze artistiche del territorio trentino nei secoli XIV e XV, la conferenza permetterà di conoscerne la leggenda e i significati legati al culto. La lettura di queste opere d’arte evidenzierà i tratti comuni alle varie raffigurazioni di San Cristoforo e gli elementi distintivi, spesso influenzati dai diversi ambiti artistici che permeavano il Trentino in quei secoli: veneto, lombardo e nordico. Per partecipare al webinar è necessario iscriversi inviando una mail a valentinaperini@mdtn.it. L'incontro gratuito e prevede l'utilizzo di una piattaforma di video conferenza.
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lunedì 19 ottobre 2020

"L'orgoglio del falco" presentazione a Perugia

Martedì 20 ottobre 2020 alle ore 16:30 presso la Biblioteca comunale Villa Urbani di Perugia si terrà la presentazione di "L’orgoglio del falco", romanzo storico dell’autrice perugina Marina Trastulla. Durante l’incontro si terranno letture a più voci di alcuni bani del libro e la proiezione del booktrailer.
Da sempre appassionata di storia e di Medioevo in particolare, Marina Trastulla conclude con questo nuovo romanzo il ciclo dedicato alla rievocazione delle vicende che ruotano intorno alle lotte tra Guelfi e Ghibellini nell’Italia centrale agli inizi del Trecento. Una storia che sembra lontana, ma i cui meccanismi di fondo sono attualissimi: la lotta per la supremazia politica, i contrasti religiosi, le alleanze e i tradimenti, i passaggi da una fazione all’altra. Il romanzo storico assume quindi una molteplice valenza: un’occasione per riflettere, oltre che per rivivere un’epoca del passato studiata sui libri ma anche vissuta quotidianamente nel tessuto urbanistico e nelle memorie artistiche e culturali così diffuse nei nostri paesi e nelle nostre città. La forma del romanzo e non del saggio storico consente all’autrice anche di inventare personaggi perfettamente calati nel panorama culturale dell’epoca che coinvolgono il lettore con le loro forti passioni, ideologiche e sentimentali, le loro vittorie e le loro sconfitte, in un percorso di crescita umana che li porta alla ricerca del vero io interiore, in una società che vorrebbe ricondurli ai consueti schemi sociali. Le accurate ricostruzioni storiche, le coinvolgenti descrizioni di luoghi e battaglie contribuiscono a rendere la lettura un vero e proprio “viaggio nel tempo”.
Ambientato nel periodo tra il 1316 e il 1325 (Battaglia di Altopascio) “L’orgoglio del falco” ruota intorno alla storia della rivalità per il trono imperiale tra Ludovico il Bavaro e Federico d’Asburgo, che si svolge in contemporanea ai disordini in Italia centrale dovuti all’eterno contrasto tra Guelfi e Ghibellini e alle rivalità interne tra i due comandanti ghibellini Uguccione della Faggiola e Castruccio Castracani. Nel dipanarsi della trama vengono narrate anche dolorose vicende legate alla persecuzione contro gli eretici (in particolare viene ricordato Fra’ Dolcino). Nella finzione romanzesca, a narrare le vicende medievali è una giovane donna dei nostri tempi, Stella, che trae spunto dal passato per riflettere sulla propria vita e sulla realtà presente. Fulcro della storia è dunque l’orgoglio, sentimento positivo che rischia di diventare un ostacolo quando si trasforma in una sorta di cecità che ci impedisce di vedere realmente l’altro. Stella e il suo fidanzato Stefano proveranno a superare le avversità della vita moderna ed il proprio orgoglio cercando sostegno nelle vite dei loro “alter ego” medievali, alle prese con i dilemmi di parte ghibellina: parteggiare per l’imperatore di polso o per quello di nobile cuore? Cercare il bene comune o perseguire solo i propri interessi? Leggendo scopriremo se l’orgoglio servirà a dividere i protagonisti o li aiuterà a superare le difficoltà.

domenica 18 ottobre 2020

"Leggende e miti longobardi" visita guidata a Lomello (PV)

Domenica 18 ottobre 2020
, è in programma una nuova visita guidata per Lomello dal titolo “Leggende e miti longobardi”, organizzata da Oltre Confine Onlus.
Il tour prevede l’accesso al complesso basilicale di Santa Maria Maggiore (basilica, battistero e museo degli stucchi) e al Castello di Lomello, quest’ultimo solo in esterna.
Il borgo di Lomello si distingue per il suo splendore architettonico, non a caso il suo complesso basilicale costituisce a ragione uno dei migliori esempi di architettura protoromanica in Europa. Il suo battistero preserva inoltre decorazioni pittoriche del periodo longobardo. Inoltre, essendo una delle più antiche cittadine della Lomellina (basti pensare a Laumellum romana), non stupisce che proprio a Lomello siano ambientati innumerevoli miti e leggende.
Anche dopo l’età romana, Lomello ebbe infatti un ruolo importante in epoca medievale coi Longobardi e nei secoli successivi. A questo proposito è fondamentale ricordare come la Lomellina fosse attraversata da strategiche vie di comunicazione tra la Lombardia e l’area nord-occidentale della Penisola italiana: in età romana parliamo della celebre Via delle Gallie, nel Medioevo il riferimento non può che andare, invece, alla Via Francigena.
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sabato 17 ottobre 2020

Lucca, capitale del pellegrinaggio

Coinvolgere attivamente i territori delle vie di pellegrinaggio e le associazioni e gli enti che si occupano di promuoverle come luoghi di destinazione di un turismo culturale di alto livello; la storia come strumento di riscoperta dell’identità culturale e come momento aggregativo delle comunità locali. Sono questi alcuni degli gli obiettivi del Festival del Pellegrinaggio in programma sabato 17 ottobre 2020 a Lucca, presso l’Auditorium di San Romano alle ore 17,00.
 
Il labirinto, i 950 anni della cattedrale di San Martino, il misterioso e amatissimo Volto Santo, Lucca al centro della rete dei percorsi che portavano a Roma, Gerusalemme e Santiago. Uno straordinario patrimonio d’arte unito alle memorie e ai simboli dei grandi viaggi della fede sono alcuni dei temi su cui interverrano il sindaco Alessandro Tambellini l’assessora alle politiche formative Ilaria Vietina, l’assessore alla cultura e turismo Stefano Ragghianti in una tavola rotonda aperta al pubblico che vedrà la partecipazione di alcuni storici di Lucca e del medioevo italiano: Ilaria Sabbatini, Alessandro Bedini, Raffaele Savigni, Franco Cardini. Coordinerà Federico Fioravanti, direttore del Festival del Medioevo di Gubbio.
La giornata del Festival sarà l’occasione per prendere in esame i vari aspetti della vita culturale, turistica, sociale della città, già impegnata nel sostenere il turismo dei cammini con la via Francigena e la via Matildica del Volto Santo al centro dell’attenzione dopo le recenti rivelazioni che datano all’VIII secolo l’icona simbolo della città. 
Il Festival del pellegrinaggio si inserisce nel calendario di eventi del Festival del Medioevo di Gubbio, uno dei più importanti eventi divulgativi di questo periodo storico. Un appuntamento di promozione culturale pensato per comunicare ed esaltare le peculiarità storico artistiche e culturali del territorio, con proposte di nuovi punti di vista per conoscerne ed apprezzarne la ricchezza e l’unicità.
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venerdì 16 ottobre 2020

Alla scoperta del Chiostro dei Canonici a Genova

Il Chiostro dei Canonici della Cattedrale di San Lorenzo di Genova dove si trova anche il museo Diocesano, via Reggio, è il punto di partenza per il percorso alla scoperta di segreti storici.
 
Venerdì 16 ottobre 2020 alle ore 19,00 ci si avventura in questo luogo suggestivo, incastonato nel cuore del centro storico, antica abitazione dei Canonici. 
Qui si scoprirà la relazione del Duomo con la Repubblica di Genova: parlando di un Santo che “non esiste”, nonostante sia effigiato in più di un dipinto del museo.
Si individuerà, all’interno dell’architettura del Chiostro, il riutilizzo di un albero di un leudo ascoltando la storia di un’insolita diatriba che alcuni canonici portarono avanti per anni e anni, pur di vedersi assegnare una particolare stanza dell’edificio. E molto altro… 
Alla visita guidata seguirà un aperitivo nel colonnato medioevale a cura di Frîto Ben nel quale si degusteranno le ricette della tradizione presentate insieme ad un calice di bollicine. 
Appuntamento al museo Diocesano (via Reggio 20/r).  Costo € 15.  Solo su prenotazione fino a esaurimento dei posti disponibili. 
La biglietteria aprirà alle ore 18,45. 
A cura di Festigium srl. Per info e prenotazioni: Solo su prenotazione (30 posti disponibili).
Per info e prenotazioni: 010/2091863 e via mail: prenotazioni.festigium@gmail.com.
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giovedì 15 ottobre 2020

"Il tempo dei lupi: storia e luoghi di un animale favoloso" a Piombino (LI)

Venerdì 16 ottobre 2020
alle ore 18,00 al Castello di Piombino si terrà il primo degli incontri del ciclo “Alt TAB. Finestre sulla storia”, organizzato dal Comune di Piombino e dal gruppo Past Experience, volto ad ampliare le conoscenze sulla storia di Piombino e del suo Principato.
Il primo incontro, presentato dal public historian Marco Paperini, avrà protagonisti i lupi studiati e raccontati da Riccardo Rao, docente di storia medievale all’Università di Bergamo che presenterà il suo libro “Il tempo dei lupi. Storia e luoghi di un animale favoloso” edito da Utet.
Rao traccia un ritratto inedito di questo straordinario animale e ci conduce in un appassionante viaggio alla scoperta del suo ruolo nella storia della cultura umana e della sua presenza nel territorio, anche della Val di Cornia, che i lupi stanno tornando a popolare dopo aver rischiato l’estinzione.
Il volume, secondo Alessandro Barbero, è «Un straordinario viaggio da san Francesco a Cappuccetto Rosso, per scoprire il ruolo del lupo nel nostro inconscio».
Tornare a riflettere sui lupi e sul loro ruolo ecologico nel corso della storia è riscoprire il nostro rapporto con la natura: per considerare le strade che ci possono far recuperare un legame vivo e partecipato con il territorio e per adottare una prospettiva di tutela e armonia con l’ambiente che ci circonda. Puntare l’attenzione sulla storia del lupo, poi, serve per scoprire i motivi di una paura antica, che abbiamo imparato ad avere fin da piccoli. Anche se visto con gli occhi della contemporaneità, questo animale rimane per i più spaventoso, nonostante per anni i lupi siano rimasti confinati nelle fiabe: il loro ritorno ci spinge a creare nuovi quadri mentali entro cui organizzare la presenza della natura nella nostra vita.
Riccardo Rao da anni si occupa della storia del paesaggio medievale della Maremma, il suo racconto riguarda anche le tracce che i lupi hanno lasciato nel nostro territorio emerse dai recenti studi che ha condotto negli archivi di Piombino e Massa Marittima. 
Seguirà una breve rassegna cinematografica, curata dalla giornalista e critica Francesca Lenzi, dedicata ai lupi nel cinema. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria al 339 7544894 o via mail a info@pastexperience.it.
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mercoledì 14 ottobre 2020

"Senigallia Medievale" presentazione in biblioteca comunale

Le vicende urbanistiche della Senigallia medievale sono poco note, a causa del lungo periodo di decadenza che va dal XIII secolo alla metà del XV e che ha determinato la scomparsa ogni traccia di edifici e monumenti e la perdita dell’intero archivio storico comunale. Per cui definire la Senigallia medievale una “città perduta” non è solo un vezzo letterario.

Fra XIII e XV secolo Senigallia attraversa una grave crisi economica e demografica e subisce una drastica riduzione della popolazione e della dimensione dello spazio urbano, che si contrae fino ad un terzo della città antica. La città si chiude verso il porto e verso l’attuale piazza del Duca, dove sorgevano il vescovato e la chiesa cattedrale.
Tuttavia di questa città medievale, cresciuta su quella romana, restano tracce ancora leggibili nel cuore della città odierna, in particolare nell’impianto di una serie di isolati incardinati su via Mastai e sulle strade ad essa ortogonali, conservatosi fino ad oggi, perché ricompreso all’interno della ricostruzione malatestiana e mai più modificato.
Partendo da questo dato, attraverso lo studio delle numerose fonti iconografiche dal ‘500 in poi e mediante l’esame delle testimonianze scritte conservate nei codici vescovili del XIV e XV secolo ed in altre minori fonti monastiche, è possibile ricostruire almeno in parte le dimensioni e la forma della città medievale, le sue trasformazioni e le principali vicende politiche che le hanno accompagnate.
Il percorso attraverso questi tre secoli di storia urbanistica è quello che propone il libro di Virginio Villani dal titolo Senigallia medievale. La città perduta. Vicende politiche e urbanistiche dall’età comunale all’età malatestiana. Secoli XII-XV, che attraverso un ricco corredo di piante storiche, illustrazioni grafiche e foto cerca di ricostruire a grandi linee la forma della prima città medievale e il successivo processo di decadenza fino alla parziale ricostruzione malatestiana della metà del ‘400.
Il volume sarà presentato nella sala conferenze della Biblioteca Comunale venerdì 16 ottobre 2020 dalle ore 17,00 con l’intervento del prof. Giuseppe Lepore del Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna e dell’autore dell’opera Virginio Villani.
Ingresso libero senza prenotazione sino ad esaurimento posti.
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martedì 13 ottobre 2020

L’istruzione a Arezzo tra Cattedrale e ‘Studium’ (secc. VIII-XII)

Sarà Simone Allegria ad aprire martedì 13 ottobre 2020, alle ore 17,30, all’Auditorium Ducci di via Cesalpino, il ciclo di conferenze “Istruzione e scuole in Arezzo dal medioevo all’età contemporanea”, organizzato dalla Società storica aretina con il patrocinio del Comune di Arezzo. Coordina l’incontro Luca Berti. Tema dell'appuntamento è "L’istruzione tra Cattedrale e ‘Studium’ (secc. VIII-XII)"
L’intento del ciclo di conferenze è quello di ricostruire istituzioni, iniziative e figure del secolare processo volto a favorire l’estensione delle conoscenze culturali da una ristretta cerchia di specialisti a strati sempre più larghi della popolazione, approdando nel corso dell’Ottocento all’organizzazione della Pubblica Istruzione come servizio pubblico istituzionalizzato, con particolare riferimento alla città e al territorio aretini. Sei le conferenze in programma nell’ambito della prima parte in calendario nei mesi di ottobre e novembre. L’iniziativa è curata da Giovanni Galli e dedicata a Barbara Serboli, socio fondatore e tesoriere della Società storica, precocemente scomparsa.
La cattedrale aretina, che aveva sede al Pionta, poco fuori dalle mura cittadine (dove oggi si trova il polo didattico dell’Università di Siena), è stata il centro principale di formazione e di istruzione di Arezzo per gran parte del medioevo. Qui ha insegnato Guido d’Arezzo e sempre qui si è dato avvio ad una riscoperta particolarmente precoce del diritto romano (detta “rinascimento giuridico”), che ha dato impulso ad una scuola notarile di assoluta qualità. Si tratta di un rinnovamento culturale che ha visto la sua piena maturità nel secolo successivo e che ha trovato esito nella fondazione ad Arezzo di una delle prime università (detta “studium generale”) d’Europa.
Questa storia sarà ripercorsa attraverso l’analisi di più testimonianze manoscritte che a vario titolo possono essere ricondotte all’ambito di produzione (libraria e documentaria) della cattedrale aretina. In particolare si analizzeranno le caratteristiche grafiche della scrittura di un ampio panorama di scriventi (chierici, laici e pratici del diritto), che nel medioevo hanno contraddistinto e messo in evidenza le peculiarità e le innovazioni di questa scuola.

venerdì 9 ottobre 2020

Immagini, monete e reliquie: storia di un reliquiario medievale

Sabato 10 ottobre 2020
tornano a Vercelli gli appuntamenti della rassegna Passeggiando tra sacro e profano.

Francesca Corsaro sarà la voce dell’evento Immagini, monete e reliquie: storia di un reliquiario medievale.
Protagonista indiscusso dell’evento sarà un piccolo ed antichissimo reliquiario medievale. Datato al VII secolo, è conservato nel Museo del Tesoro del Duomo.
Tra le opere più conosciute del Museo, l’oggetto contiene diverse reliquie. Come riportato dalla pergamena sul lato posteriore racchiude resti del Santo Presepe, del Santo Sepolcro, della pietra con cui fu lapidato Sant’Eusebio e altre reliquie di incerto nome.
La piccola cassetta reliquiario è in legno, coperta da una serie di lamine dorate sulle quali sono raffigurate a sbalzo scene di caccia.
A queste si aggiungono calchi di monete romane. Una decorazione che crea un apparato decorativo specchio di più culture. Influssi merovingi si intersecano con richiami alla tradizione romana, in un oggetto di devozione cristiana.
Un mix vincente che ne fa un oggetto dall’alto interesse storico, artistico e culturale. A dare voce al reliquiario sarà Francesca Corsaro, classe 1994, archeologa.
Si è laureata in Lettere nel 2016 presso l’Università del Piemonte Orientale. Nel 2019 ha conseguito la Laurea Magistrale in Archeologia presso l’Università Alma Mater di Bologna.
Ha lavorato allo scavo archeologico nella città romana di Ostra nelle Marche. Si è occupata di documentazione e digitalizzazione di materiale a Pompei. Ha lavorato nello scavo archeologico della villa romana in località Villa Sora, a Torre del Greco.
Oltre ad operare sul campo, parte delle sue attività sono dedicate alla ricerca.
Proprio in occasione dell’evento del 10 ottobre offrirà ai partecipanti una nuova chiave di lettura del reliquiario medievale del Museo, grazie alle analisi delle fonti disponibili.
Per partecipare è necessario prenotare chiamando lo 0161.61560 oppure inviando una mail a info@tesorodelduomovc.it entro il 9 ottobre.
Nel rispetto delle normative sanitarie e per garantire il distanziamento sociale, sono previsti tre turni di visita: al mattino alle ore 11,00; al pomeriggio alle ore 15,00 e 16,30.
L’evento è gratuito e organizzato in collaborazione con l’Associazione Italiana di Cultura Classica, delegazione di Vercelli. Realizzato grazie al sostegno di Arcidiocesi di Vercelli e Fondazione CRV.

"I Templari" conferenza a Todi

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giovedì 8 ottobre 2020

La decorazione medievale scultorea del San Martino: alcuni casi esemplari


Venerdì 9 ottobre 2020
nell'ambito delle celebrazioni del 950° anniversario della dedicazione della Cattedrale di Lucca, Annamaria Ducci (Fondazione Ragghianti) terrà la conferenza "La decorazione medievale scultorea del San Martino: alcuni casi esemplari", alle ore 17,00 nel salone del Palazzo dell'Arcivescovado, in piazzale Arrigoni a Lucca.

La Cattedrale è un organismo vivente, che nel tempo si trasforma secondo le esigenze e le vicende della comunità cristiana e di quella cittadina; l’edificio voluto da Alessandro II - consacrato il 6 Ottobre 1070 - subentrava a uno più antico ed è stato a sua volta profondamente modificato nei secoli successivi. Ogni generazione ha voluto lasciare qualche traccia in San Martino, secondo il proprio modo di intendere, celebrare e vivere la fede. In epoche meno attente dell’attuale alla preservazione del passato, ciò ha fatto sì che opere di temi e stili diversi si trovino accostati, testimoniando la vitalità del corpo ecclesiale e civico della città.