sabato 3 dicembre 2022

Mineo (CT), riapre i battenti l'antico Castello di Serravalle

Un gioiello di architettura siciliana medievale torna a brillare: è il Castello di Serravalle, nel Comune di Mineo (CT). Si tratta di un'alta fortificazione con torre di avvistamento, un edificio antico di almeno otto secoli, al quale è stato dedicato un accurato restauro conservativo, realizzato dall'avvocato Orsola Sedati, con il supporto di fondi regionali: "E' un atto di amore - spiega - verso il territorio catanese, verso la nostra storia collettiva e anche verso la mia Famiglia. Il nostro Castello tornerà a vivere, a ospitare, a far parte della quotidianità delle istituzioni e delle persone. L'edificio è stato restituito alla collettività per seminari, iniziative culturali, mostre, eventi di Istituzioni e di privati. Ciò ha richiesto un grandissimo sforzo, ma per me era irrinunciabile questo traguardo e sono grata a coloro che mi hanno aiutata e supportata".
 
L'inaugurazione si terrà sabato 3 dicembre 2022 alle ore 12,00 alla presenza delle autorità e dei rappresentati delle associazioni. Interverranno, tra gli altri, il Sindaco di Mineo Giuseppe Mistretta, l'Ambasciatore Giandomenico Magliano, il vice presidente nazionale dell'Istituto Nazionale dei Castelli Domenico Zerbi, il presidente regionale Francesco Cultrera di Montesano e il Presidente dell'Ordine degli Architetti di Catania Sebastian Carlo Greco.

venerdì 2 dicembre 2022

"L'artista dell'anima. Giotto e il suo mondo" presentazione a Firenze

Venerdì 2 dicembre 2022
alle ore 17.30, presso la Sala del Cenacolo (via Ricasoli, 66), sede dell'Accademia di Belle Arti di Firenze, verrà presentato il volume "L'artista dell'anima. Giotto e il suo mondo" (Neri Pozza 2022) di Alessandro Masi. Insieme all'autore, interverranno Claudio Rocca (Direttore dell’Accademia di Belle Arti), Filippo Carlà Campa (Sindaco del Comune di Vicchio). Previsto anche l'intervento del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.
L’incontro sarà anche l’occasione per presentare un progetto che vedrà presto Alessandro Masi collaborare a fianco dell’Accademia di Belle Arti e con il Comune di Vicchio – città natale di Giotto – in una produzione audiovisiva sulla vita del pittore. 
Nel volume Masi ci propone Giotto e il suo mondo tramite una rigorosa e documentatissima biografia della vita dell’artista che rivoluzionò la pittura tra il Duecento e il Trecento. E lo fa narrando quella vita, ripercorsa grazie allo studio approfondito di documenti d’archivio e cronache dell’epoca, come fosse un romanzo. 
Seguiamo Giotto che percorre l’Italia e segna quel periodo con un profondo rinnovamento della pittura attraverso i cicli pittorici della Basilica Superiore di Assisi fino alla cappella degli Scrovegni a Padova, senza dimenticare le tappe di Roma, Napoli, Firenze e Rimini che vide il fiorire di quella bottega salita agli onori di vera e propria “scuola giottesca”. 
Alessandro Masi, storico dell’arte e giornalista, è Segretario generale della Società Dante Alighieri. I suoi interessi spaziano dal futurismo (Zig Zag. Il romanzo futurista, il Saggiatore), a trattati di politica culturale del Ventennio fascista (Giuseppe Bottai, La politica delle arti. Scritti 1918-1943, Editalia). Il suo recente studio sull’arte italiana a cavallo tra fascismo e Repubblica (Idealismo e opportunismo della cultura italiana. 1943-1948, Mursia) ha dato vita a un lungo dibattito sulla figura di Palmiro Togliatti e gli intellettuali.

Premio Internazionale Gioacchino da Fiore

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martedì 29 novembre 2022

Il medioevo nascosto nei libri: il progetto Ticinensia disiecta

Martedì 29 novembre 2022
alle ore 18,00 presso la Biblioteca Salita dei Frati a Lugano si tiee la conferenza
"Il Medioevo nascosto nei libri".
I libri a stampa, soprattutto quelli che furono editi nei primi secoli dalla scoperta del rivoluzionario sistema dei caratteri mobili, possono conservare delle importanti tracce di medioevo. Nascosti al loro interno, o addirittura usati come copertina, possono infatti trovarsi frammenti di manoscritti medievali in pergamena, uniche testimonianze rimaste di quelli che una volta erano dei codici interi. Il progetto Ticinensia disiecta, intende catalogare e studiare questo materiale ancora sconosciuto, ed inserirlo, quale prima e unica istituzione finora nel cantone, in Fragmentarium, una moderna banca dati internazionale per lo studio dei frammenti. Ancora in corso, l’indagine ha già permesso di “recuperare” frustoli di un laudario in volgare lombardo che già precocemente circolava nel nostro territorio.
Marina Bernasconi Reusser, specialista di manoscritti e miniatura medievale, collaboratrice della Bibliothèque cantonale et universitaire di Losanna e responsabile del progetto Ticinensia disiecta; attualmente insegna nell’ambito del Master di specializzazione Histoire du livre et édition critique des textes“ presso l’Università di Losanna.
Renzo Iacobucci, dottore di ricerca in Paleografia latina, collaboratore scientifico del progetto Ticinensia disiecta a cura del CCLA e ricercatore archivista presso l’Archivio del Moderno, ha insegnato Codicologia presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".
Laura Luraschi, bibliotecaria e collaboratrice scientifica presso la Biblioteca Salita dei Frati (CCLA) e l’Archivio di Stato del Cantone Ticino.

lunedì 28 novembre 2022

"Medioevo - la luce nascosta" a Salerno

“Medioevo - la luce nascosta” è il nuovo progetto culturale firmato Compagnia dei Poeti Erranti. La manifestazione rientra in una cornice di più eventi che si svolgeranno a Salerno a partire da giovedì 1 dicembre fino a sabato 3 dicembre 2022. Obiettivo dell’iniziativa, alla quale collaborano l’Istituto Alberghiero Santa Caterina Amendola, il Liceo Musicale Alfano I e l’Associazione Artisti e Mercanti del Conte Ruggero, è regalare al pubblico un appassionante viaggio lungo dieci secoli di storia tra gli splendori dell’arte, della letteratura e della poesia. Il programma è fittissimo e prevede conferenze, dibattiti, reading e concerti in perfetto stile medievale.
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domenica 27 novembre 2022

«Il più grande palinsesto dell'Alto Medioevo»

«Il più grande palinsesto dell'Alto Medioevo»
Il restauro dei dipinti murali di Santa Maria Antiqua al Foro romano dal 1900 al 1960 e oltre. Ediz. illustrata
di Paola Pogliani
pp. 176, € 24,00
EDIFIR Edizioni, 2022
EAN: 9788892801271
 
Il volume ripercorre la storia conservativa dei dipinti murali della chiesa di Santa Maria Antiqua al Foro romano dal momento della scoperta al 1960 proiettandosi fino all'ultimo restauro concluso nel 2015. Un caso complesso e paradigmatico al centro del dibattito storico sin dalla scoperta avvenuta con lo scavo condotto da Giacomo Boni nel 1900 che restituì un monumento cardine dell'Altomedioevo con le sue pitture, databili dal VI al IX secolo, che costituiscono l'asse portante della cultura artistica bizantina a Roma. Le vicende storiche del loro restauro rappresentano l'esempio più alto nel quadro dei restauri condotti sui cicli pittorici medievali a Roma. Un racconto avvincente che qui si dipana seguendo i fili degli interventi, delle scelte metodologiche e operative che si nutrono del dibattito sulla conservazione dei dipinti murali nella prima metà del Novecento e trovano, di volta in volta, un filo conduttore nel criterio dell'autenticità della materia dell'opera d'arte. I tempi del restauro sono scanditi da una prima fase (1900-1910) che vede protagonisti Boni e Tito Venturini Papari, e una seconda fase condotta dall'Istituto Centrale del Restauro (1945-1960) diretto da Cesare Brandi. Nel riconoscere la centralità delle pitture della chiesa forense, gli interventi di restauro, ricostruiti attraverso la documentazione d'archivio e l'analisi autoptica dei dipinti, si muovono fra istanze conservative e tecnicismi esprimendo la cultura del proprio tempo.
Paola Pogliani è ricecatore dell'Università degli Studi della Tuscia Dipartimento di Scienze dei Beni Culturali.

"Il Medioevo in 21 battaglie" presentazione a Firenze

Martedì 29 novembre 2022
, alle ore 18.00, la libreria Libraccio di Firenze (Via de' Cerretani 16R) ospita l'incontro con Federico Canaccini per la presentazione del libro "Il Medioevo in 21 battaglie" (Laterza, 2022). Dialoga con l’autore Paolo Caselli.
Cavalieri, fanti, arcieri e poi armi, strategie, tecniche. Questi sono gli elementi che fanno una battaglia. Ma se osserviamo con attenzione il ‘volto della guerra’ ci riconosciamo molto altro: emozioni, cultura, contesti, personalità e caratteristiche individuali. Un nuovo racconto del Medioevo in 21 momenti fatali che hanno deciso la Storia. Quando pensiamo al Medioevo, automaticamente ci vengono in mente immagini di spade, castelli e armature. Quasi ogni cosa che ricordiamo di questo periodo storico ha a che fare con battaglie, duelli o assedi. Mai come nei mille anni dell’Età di Mezzo, la guerra ha occupato uno spazio così centrale nella vita degli uomini. In queste pagine troveremo tutte le battaglie più famose, da Hastings ad Azincourt, da Poitiers a Bouvines, ma più volte ci stupiremo inoltrandoci in luoghi lontani, sconosciuti e affascinanti: dalle umide pianure indiane alle gole del Tagikistan, dalle acque del Giappone fino alle inesplorate valli dell’Impero azteco, dai ghiacci del Baltico fino al profondo deserto d’Arabia. Ciascuno di questi 21 ‘fatti d’arme’ diventa un prisma attraverso il quale conosciamo gli avanzamenti dell’῾arte della guerra’, ma anche uomini, culture, contesti. Un libro che piacerà a tutti gli appassionati di storia militare e che ha l’ambizione di proporre uno sguardo nuovo, capace di coinvolgere tutti coloro che amano la storia.
Federico Canaccini, medievista, si occupa da anni di storia comunale italiana, con una particolare attenzione al conflitto tra le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini. Ha insegnato Storia della guerra nel Medioevo alla Catholic University of America di Washington, Paleografia latina alla LUMSA di Roma e attualmente insegna Paleografia e Filosofia medievale alla Università Pontificia Salesiana di Roma. In qualità di ricercatore all’Università di Princeton ha intrapreso un lavoro di edizione critica di Questioni quodlibetali e di trattati astrologici inediti. È assiduo collaboratore della rivista “Medioevo”, di cui cura la rubrica d’apertura. Tra le sue pubblicazioni, Ghibellini e ghibellinismo in Toscana da Montaperti a Campaldino (2007), Matteo d’Acquasparta tra Dante e Bonifacio VIII (2008) e Al cuore del primo Giubileo (2016). Per Laterza è autore di 1268. La battaglia di Tagliacozzo (2018) e 1289. La battaglia di Campaldino (2021).

mercoledì 23 novembre 2022

"Violenza contro le donne. Uno sguardo sul Medioevo" conferenza a Orvieto


"Violenza contro le donne. Uno sguardo sul Medioevo" è il titolo della prima conferenza promossa dall'Istituto Storico Artistico Orvietano per l'Anno Accademico 2022/23 che venerdì 25 novembre 2022 alle 16.30 chiama in cattedra al Museo Emilio Greco, gentilmente concesso dall'Opera del Duomo di Orvieto, la professoressa Anna Esposito, già docente di Storia Medievale alla Sapienza - Università di Roma che ha recentemente curato, con Franco Franceschi e Gabriella Piccinni, il volume "Violenza alle donne. Una prospettiva medievale" (Bologna, 2018). Tra le altre sue pubblicazioni, "Un’altra Roma. Minoranze nazionali e comunità ebraiche tra Medioevo e Rinascimento" (Roma, 1995), "Donne del rinascimento a Roma e dintorni" (Bologna, 2013), "Lucrezia e le altre: la vita difficile delle donne. Roma e Lazio, secc. XV-XVI" (Bologna, 2015) e "Vivere la città. Roma nel Rinascimento" (Roma, 2020).
"Veramente impressionanti - afferma l'architetto Raffaele Davanzo, presidente dell'ISAO - sono le descrizioni delle forme di violenza esercitate nel Medioevo sulle donne: e specialmente in ambito domestico, ambito su cui la professoressa Esposito concentrerà il suo racconto. Mogli percosse in nome del diritto del marito a correggerle; e lo stesso valeva per le figlie e le sorelle. La donna non poteva denunciare l’accaduto perché non sarebbe stata creduta, anzi se veniva scoperta veniva punita in maniera ancor più crudele e sadica.
Le donne erano di regola relegate in casa, costrette a pensare alle sole faccende domestiche e ai figli; senza parlare poi di ogni tipo di violenza nella sfera sessuale, che era (ed è spesso tuttora!) considerata come l’affermazione del diritto del patriarcato di controllare e utilizzare impropriamente i corpi delle donne. Un triste catalogo quindi: ingiurie connesse al comportamento femminile; stupri, segregazioni, omicidi in nome dell’onore tradito; spoliazione di beni, a partire dalle eredità e dalle doti; matrimoni e monacazioni forzate; manipolazione delle coscienze e violenze inquisitoriali; maltrattamenti, prevaricazione e discriminazione nel mondo del lavoro".

sabato 19 novembre 2022

Archeologia del paesaggio medievale intorno al Monte Iato

Si terrà sabato 19 novembre 2022 alle ore 16,30 la seconda lezione del Corso di Archeologia Medievale promosso da BCsicilia, in collaborazione con il Dipartimento Culture e Società dell’Università di Palermo, il Museo Civico, l’Università Popolare Termini Imerese e la Parrocchia San Nicola di Bari. Dopo la presentazione di Alfonso Lo Cascio, Presidente regionale di BCsicilia, è prevista la conferenza dal titolo “Archeologia del paesaggio medievale intorno al Monte Iato” che sarà tenuta dall’archeologo Antonio Alfano.
 
L’incontro si terrà presso la Chiesa di S. Caterina d’Alessandria, in piazza S. Caterina a Termini Imerese (PA).
Grazie al forte interesse dimostrato negli ultimi anni in favore delle problematiche storico-archeologiche che hanno caratterizzato la Sicilia nell’alto medioevo, si affronta l’analisi di un’area quasi del tutto sconosciuta, nel tentativo di pervenire ad un modello insediativo da poter confrontare, sulla base dei risultati, con altri studi simili nel Mediterraneo. L’area indagata si colloca nella porzione settentrionale della Provincia di Palermo tra San Giuseppe Jato e Corleone. I primi risultati delle ricognizioni mostrano numerose similitudini con i territori limitrofi (Contessa Entellina – Calatafimi) ma anche alcune sostanziali differenze legate alle scelte insediative sia di età altomedievale (VI-XI secolo) che basso medievale (XII-XIV). La maggior parte dei dati archeologici si inquadrano tra la prima metà del X secolo e la prima metà del XII. Un’attenzione particolare sarà riservata al Castellazzo di Monte Iato, fatto costruire nella prima metà del XIII secolo da Federico II che segna la disfatta dei musulmani nel 1246 ed un generale abbandono delle campagne che saranno ripopolate a partire dalla prima metà del XV secolo con lo sviluppo delle Masserie fortificate. 
Antonio Alfano, specializzato in archeologia medievale presso l’Università di Roma “Sapienza” si interessa di archeologia e storia del popolamento in Sicilia tra il tardoantico ed il medioevo. Ha condotto lo studio sulla ceramica medievale proveniente dai recenti scavi (anni 2009- 2014) dell’Università “Sapienza” presso la Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, dirige sul campo lo scavo presso la località “Castellazzo” di Monte Iato ed è il responsabile del progetto di ricognizione intensiva e sistematica nelle valli dello Jato e del Belìce Destro. Attivo nell’associazionismo archeologico dal 2011, è il Direttore del Gruppo Archeologico “Valle dello Jato” Ha prodotto sia come autore principale che coautore circa 50 pubblicazioni a carattere specifico in sedi quali atti di convegni o riviste specializzate.

I signori del Rinascimento italiano: Giuliano e Lorenze de' Medici

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"Le terme della Toscana dal Medioevo a oggi" presentazione a Manciano (GR)

Sabato 19 novembre 2022
alle 17.30 a Le Stanze (via Cavour 6) di Manciano (GR) sarà presentato il libro “Le terme della Toscana dal Medioevo a oggi - Storia e beni culturali”, per la casa editrice Aska edizioni, a cura della  professoressa Anna Guarducci, con il patrocinio del Comune e della biblioteca “Antonio Morvidi” di Manciano.
Il volume è composto da due parti: una parte generale dedicata alla formazione e all’evoluzione del termalismo nella regione (considerata entro i suoi limiti attuali) tra tempi medievali e contemporanei e una seconda parte composta dalle schede monografiche di tutte le strutture termali individuate (veri e propri stabilimenti o strutture termali minori), costruite attraverso la ricerca documentaria, archivistica e l’indagine sul terreno. Sulla base della documentazione raccolta e dell’importanza della struttura termale, le schede hanno dimensioni differenti ma, in generale, si qualificano come piccole monografie contenenti: la storia, l’ubicazione topografica, la consistenza edilizia e urbana (edifici termali e di servizio, semplici manufatti, strutture idriche, viabilità), la funzione/fruizione e lo stato di conservazione attuale. Il volume è corredato da una serie di carte generali della Toscana con la localizzazione delle strutture termali individuate, sia organizzate per tipologie sulla base della loro condizione d’uso (dalle semplici vasche o fontane fino alle città termali), sia organizzate sulla base della presenza degli stabilimenti nelle diverse epoche (a partire dal basso medioevo). Ogni singola scheda monografica dispone di apparato iconografico composto da: documentazioni cartografiche e iconografiche (carte topografiche, piante urbane e di edifici, cartoline, vedute pittoriche, disegni e fotografie) per lo più inedite, sia del presente che del passato. Il volume consiste nella ricostruzione geo-storica dell’intero sistema termale toscano tra i tempi tardo-medievali e contemporanei. Sono state individuate 80 strutture, con esclusione di quelle sorgenti o ‘polle’ idrominerali calde o fredde, anche fruite per uso industriale per l’imbottigliamento dell’acqua da tavola, ma per le quali non si sono reperite testimonianze su utilizzazioni di tipo idroterapico organizzato o spontaneo. Si tratta di un sistema particolarmente numeroso e relativamente ben distribuito nel territorio toscano, in considerazione sia della pronunciata compartimentazione fisiconaturale e storicopolitica della regione, e sia dell’ampio ventaglio della natura delle acque quanto a caratteristiche fisico-chimiche, con le  conseguenti differenziate qualità terapeutiche. Il lavoro di ricerca è stato condotto mediante sopralluoghi a tutte le località considerate, e con l’integrazione di un’amplissima gamma di fonti e di studi sia editi che inediti. 
Anna Guarducci è professoressa di Geografia nel Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’Università di Siena. I suoi interessi di ricerca riguardano tematiche storico geografiche, a partire dalla storia della cartografia e del viaggio, del territorio e del paesaggio, considerati nelle loro dinamiche e nella loro attualità. È autrice e curatrice di numerosi studi monografici, saggi e articoli su riviste.
Alla presentazione del libro saranno presenti l’assessore comunale alla Cultura Luca Manini, l’assessore al Turismo Andrea Caccialupi, l’autrice Anna Guarducci e l’architetto Fabio Detti del Comune di Manciano.