venerdì 9 agosto 2019

Palio di Oria 2019

Per la 53a edizione del Palio di Oria che si svolgerà venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 agosto 2019, organizzato dalla Pro Loco di Oria dal 1967, circa 1000 figuranti in costume, tra nobili, dame, armigeri, cavalieri, giullari e sbandieratori, accompagneranno l'imperatore Federico II lungo le vie di Oria imbandierate per l'occasione.
Partendo dall'Istituo dei Padri Rogazionisti e seguendo il percorso ad accesso libero e gratuito, visibile nella seguente mappa (via A.M. Di Francia, via Torre S.S., via D. Bonifacio, Piazza Donnolo, via G. D’Oria, Piazza Lama, via Latiano, via Tripoli, via Trento, via Mario Pagano, Piazza Lorch), il Corteo giungerà nella centralissima e rinnovata piazza Lorch. Lì sarà letto il bando del Torneo e si svolgerà la cerimonia di presentazione del Palio 2019.
Sul palco di Piazza Lorch, che accoglierà la Corte di Federico II, sfileranno i personaggi del Corteo. Esibizioni intraterranno il pubblico sino alla lettura del bando del Torneo e l'ingresso del Palio 2019.
Il Torneamento è una sfida tra i quattro rioni di Oria: Castello, Judea, Lama e Santo Basilio.
Presso il campo del Torneo, Atleti e Cavalieri si cimenteranno in durissime prove di stampo medievale per conquistare l'ambito Palio.
Un piccolo spettacolo coreografico e di sbandieratori precederà lo svolgimento delle prove.
A seguire, dopo le gare del torneo valide per l'assegnazione del Palio, la cerimonia di consegna. La fine dell'evento è prevista all'imbrunire.
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martedì 23 luglio 2019

I Normanni a Catanzaro

Giovedì 25 luglio 2019 alle ore 18.30 presso la sala convegni di Palazzo Staglianò a Chiaravalle Centrale (CZ) si tiene presentazione del saggio storico di Saverio Abenavoli Montebianco dal titolo “I Normanni a Catanzaro, Roberto il Guiscardo, Duca di Puglia e di Calabria” (La Rondine Edizioni, 2018). Dopo i saluti istituzionali del sindaco, Mimmo Donato, e della consigliera delegata alla Cultura, Pina Rizzo, interverranno l’assessore comunale al Turismo, Gianfranco Corrado, e il presidente della Consulta della Cultura, Francesco Pungitore.
Concluderà l’autore, eccellente cultore di storia medievale, che è riuscito con successo a ricostruire la magnifica storia dei Normanni nell’Italia Meridionale.
“La presenza dei Normanni nel Sud Italia – racconta Abenavoli – non rappresentò solo la conquista di un territorio o la liberazione da Bizantini. Fu senza dubbio una grande testimonianza di altissima civiltà, capace di unire popoli diversi, religioni e lingue distinte, dando vita ad una singolare e straordinaria civiltà mediterranea”.

domenica 21 luglio 2019

Cosimo I de' Medici e la sua eredità al Giglio

"Cosimo I de’ Medici, lo statista che cambiò il destino dell’Arcipelago Toscano: la sua eredità all’isola del Giglio" questo il titolo dell'evento che si svolgerà domenica 21 luglio 2019  e domenica 28 agosto 2019 all’isola del Giglio, condotto dalla Guida Parco Marina Aldi nonché referente locale della Sezione Italia Nostra Arcipelago Toscano. Si tratta di una visita guidata del borgo medievale con appuntamento in piazza Gloriosa a Giglio Castello alle ore 18,30.
È una proposta del Parco nazionale Arcipelago Toscano con la collaborazione di Italia Nostra e fanno parte del Progetto Le Vie dei Medici, particolarmente significativo nel 2019, cinquecentenario della nascita di Cosimo I de’ Medici (1510-1574), primo Granduca di Toscana. Un vasto programma di eventi a scala regionale coinvolge molte sezioni di Italia Nostra, ha l’adesione di Anci e Unpli Toscana. 
Le Vie dei Medici “è un network che esiste già e continua ad evolversi e crescere, aggrega e restituisce esperienze e dialoghi, fra enti, associazioni, realtà dei territori e che ha il grande pregio di coinvolgere i ragazzi, il mondo della scuola e di rendere vivo il patrimonio culturale”, sottolinea Sabrina Busato Presidente di Feisct, Federazione Europea Itinerari Storici Culturali Turistici.

mercoledì 17 luglio 2019

A Feltre nel tardo Quattrocento: aspetti archeologici

Giovedì 18 luglio 2019 alle ore 20,30 nella Sala degli Stemmi in Piazzetta delle Biade a Feltre (BL) si tiene la conferenza: "A Feltre nel tardo Quattrocento: aspetti archeologici".
La terra restituisce spesso tracce ed indizi che risultano complementari alle indicazioni provenienti dagli altri tipi di fonte, siano esse scritte o materiali. Marisa Rigoni - già Direttore della Soprintendenza Archeologica del Veneto e Funzionaria competente su Feltre per oltre trent'anni - fornirà alcuni spunti di riflessione su alcuni aspetti della vita, privata e pubblica, feltrina nel tardo Quattrocento, così come sono stati disvelati dagli scavi archeologici condotti in città.
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martedì 16 luglio 2019

"Una folgore tra le tenebre – il medioevo normanno in Sicilia" presentazione a Mazara

Nell’ambito della rassegna organizzata dall’Istituto Euroarabo di Mazara del Vallo, con il patrocinio dell’amministrazione civica, in collaborazione con gli Amici della Musica e le Associazioni Alchimie e Strada del vino e dei sapori, martedì 16 luglio 2019 alle 21.00, sulla terrazza dell’Alhambra, sarà presentato il libro di Domenico Arezzo dal titolo "Una folgore tra le tenebre – il medioevo normanno in Sicilia", edito da Le Fate Editore, un romanzo storico ambientato nella Sicilia del XII secolo.
L’autore, muovendo da riscontri storici fondati su ricerche documentali presso l’Archivio di Stato di Palermo, riporta fedelmente gli avvenimenti e ricostruisce costumi, idee e personaggi vissuti al tempo di Ruggero II d’Altavilla, fondatore del Regno di Sicilia. Si trattò del primo Stato europeo moderno che, superato il modello feudale piramidale, ha esaltato la supremazia della legge, sottoponendo la stessa autorità regia ai deliberati del Parlamento. L’amore, gli affetti e i sentimenti, insieme con l’onore, la fedeltà e il coraggio, sono al centro del vissuto quotidiano dei protagonisti.
A coordinare l’incontro - in presenza dell'Autore - saranno Vincenzo Montalbano Caracci, dell’Istituto Euroarabo e Liana Tumbiolo, presidente della Fildis Mazara.
La serata si chiuderà con un momento musicale a cura del fisarmonicista Vincenzo Triolo e con una degustazione di vini prodotti dall’Azienda Foraci.

martedì 9 luglio 2019

"Il cimitero medievale di via Orfeo" presentazione a Bologna

Gli scavi condotti tra il 2012 e il 2014 dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Bologna in via Orfeo hanno portato alla luce la più vasta area funeraria di età medievale e post medievale finora nota in città. Oltre 400 sepolture che raccontano le storie di un gruppo molto vivace e attivo in città sia a livello culturale sia commerciale. Un cimitero triste protagonista di eventi che hanno radicalmente mutato la storia e la vita della popolazione bolognese tra il XIV e il XVI secolo.
L’analisi dei dati archeologici condotta dalla Soprintendenza, lo studio antropologico sugli inumati effettuato dall’Università di Bologna e la costante collaborazione della Comunità Ebraica Bolognese - il tutto con il sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna - hanno aperto la strada a un processo di conoscenza più sistematico su periodi e aspetti della storia di Bologna, delle sue tradizioni e delle abitudini di vita dei suoi abitanti.
A pochi anni da questa eccezionale scoperta e grazie al contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, esce il volume curato dalle archeologhe Renata Curina e Valentina Di StefanoIl cimitero medievale di via Orfeo: un percorso tra memoria e valorizzazione” che viene presentato con ingresso libero, giovedì 11 luglio 2019, alle ore 17,00 nel Salone d’Onore di Palazzo Dall’Armi Marescalchi, via IV Novembre, 5 a Bologna, sede della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara.
Intervengono:
G. Finocchiaro, Presidente Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna
 
C. Ambrosini, Soprintendente Archeologia, belle arti e Paesaggio di Bologna
D. De Paz, Presidente Comunità Ebraica di Bologna
 
A. Sermoneta, Rabbino Capo Comunità Ebraica di Bologna 
S. Gelichi, Università Ca’ Foscari Venezia 
D. Rossi, Soprintendenza Speciale Archeologia, belle arti e Paesaggio di Roma
Il volume, tredicesimo della collana DEA, Documenti ed Evidenze di Archeologia, della Soprintendenza, documenta gli studi e le ricerche effettuate nell’ultimo lustro e offre abbondante materia di riflessione per individuare modalità di restituzione della memoria e di valorizzazione di questo importante patrimonio culturale ebraico di Bologna.

giovedì 4 luglio 2019

"Una saga veneziana" presentazione a Lignano

Marco Salvador
Proseguono gli “Incontri con l’autore e con il vino”, la manifestazione estiva che porta a Lignano da 21 anni alcuni dei maggiori protagonisti della scena letteraria nazionale. Giovedì 4 luglio 2019 appuntamento alle 18.30 al PalaPineta nel Parco del Mare con il romanzo storico di Marco Salvador, “Una saga veneziana” (Biblioteca dell’immagine). È la storia di una potente famiglia nella Venezia medievale, allora la città più bella, ricca e popolosa d’Europa. Quotidianità, felicità, amori e dolori in una società e in una Venezia che è al massimo della potenza e della ricchezza. Una Venezia aperta e laica che forniva a tutti l’opportunità di una vita migliore alla sola condizione di accettare un principio basilare: “Prima so’ venexiàn e dopo cristiàn”.
Il vino abbinato all’incontro con l’autore sarà offerto a tutto il pubblico dall’Azienda Podere Marcello di Doberdò del Lago, che proporrà il “Terrosè 2016” Igt Venezia Giulia. Un rosè ottenuto da breve macerazione di uve Terrano, una piacevole scoperta di come la varietà esprima carattere, intensità unitamente ad eleganza, freschezza e a un’inaspettata suadenza. Un vino dal gusto vellutato, secco e persistente, che all’olfatto sprigiona note di fiori rossi e frutta matura di bacche.
Ingresso libero !

martedì 2 luglio 2019

"Il cibo nella Sicilia medievale" presentazione a Palermo

La cucina è di certo uno dei luoghi della rappresentazione dell’identità acquisita progressivamente da ogni cultura popolare e dello scambio tra culture differenti. Come il linguaggio, vive di regole nelle ricette, di nomi attribuiti ai prodotti e agli ingredienti, di sintassi nel menu e di oratoria nei modi conviviali. Un veicolo di identità culturale capace di rappresentare un popolo o un aggregato di popoli come quello che visse la Sicilia per secoli e il popolo che oggi ne è figlio.
La cucina del periodo medievale è una straordinaria testimonianza di questa storia. Il nuovo lavoro dello storico francese, esperto medievalista, Henri Bresc Il cibo nella Sicilia medievale (edito da Palermo University Press e dalla Fondazione Federico II), che sarà presentato in anteprima e in esclusiva giovedì 4 luglio 2019 alle 17.30 nei Giardini del Palazzo Reale, ne ripercorre gli aspetti storici, sociologici, culturali, economici e bibliografici.
A questo tema, è dedicato il secondo focus sulla mostra “Castrum superius. Il palazzo dei Re Normanni” promosso dalla Fondazione Federico II.
Dopo i saluti del presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè e del direttore generale della Fondazione Federico IIPatrizia Monterosso, interverranno Ninni Giuffrida, professore associato di Storia Moderna dell’Università di Palermo, Giovanni Travagliato, docente del Dipartimento Culture e Società dell’Università di Palermo, e Davide Camarrone, scrittore e giornalista Rai, che introdurrà e coordinerà il dibattito.
Nella sua introduzione, Bresc scrive che “La Sicilia del medioevo vede il cristallizzarsi di un’identità economica e culturale che si manifesta ancora oggi: economia agricola indirizzata alla cerealicoltura, che ne fa il “granaio del Tirreno” e cucina costituita dalla confluenza della tradizione araba, della sfera catalana e dell’umanesimo gastronomico napoletano”.
Il Mediterraneo quale crogiuolo di tradizioni alimentari. Non mancano tracce della cultura greca, romana ed ellenistica. I testi medievali di cucina diventano, così, espressione di una cultura sincretistica.

venerdì 28 giugno 2019

Sa Battalla di Sanluri, XII edizione

Spade affilate, armature luccicanti, bardature equestri e bandiere sventolanti: a Sanluri è tutto pronto per rivivere “Sa Battalla”, il sanguinoso scontro del 1409, tra le truppe sarde del Giudicato di Arborea e i cavalieri aragonesi dell’erede al trono Martino II.
Un tuffo nel medioevo per rievocare la battaglia finale nell’agro sanlurese (località “Su Bruncu de sa battalla”), in cui uomini, donne e bambini furono trucidati o deportati in schiavitù.
Per la 12esima volta, Sanluri testimonierà l’evento storico con una manifestazione di tre giorni, organizzata dal Comune, dalla Proloco e dalle associazioni locali.
Usi e consumi del periodo prenderanno vita venerdì 28 giugno 2019 alle 10.30, con il bando per le strade e piazze del centro che simulerà “l’annuncio dell’imminente battaglia”. Alle 18.30 il Castello Giudicale ospiterà la tavola rotonda “La guerra nel Medioevo: strategie e battaglie” e seguirà, alle 21.30, il concerto a cura del Complesso strumentale a fiati Amilcare Ponchielli.
Sabato 29 giugno 2019 alle ore 18,00 sempre al Castello, si svolgerà il Consiglio comunale solenne, il convegno “La battaglia di Sanluri del 30 giugno 1409, evento epocale nella storia dello Stato italiano” e una sfilata medievale in costume fino a piazza San Pietro.
La manifestazione proseguirà domenica 30 giugno 2019 alle 11.15, nella chiesa San Lorenzo per la Santa Messa, alle ore 18,00 con la suggestiva rievocazione de “Sa Battalla” in località “Su Bruncu” e alle ore 19,00 con l’assalto al Castello.
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martedì 25 giugno 2019

Stregoneria: crimine femminile a Viterbo

Martedì 25 giugno 2019 alle ore 21,00 in Piazza del Gesù a Viterbo, nell'ambito dell'Ombre Festival, Monia Montechiarini presenta il suo saggio "Stregoneria: crimine femminile" (Penne & Papiri, 2018).
Il saggio è un’indagine storica sui verbali di processi, realmente avvenuti tra il Medioevo e l’Età moderna contro donne accusate di stregoneria ed eresia. Processi al femminile, dove catene interminabili di accusatrici, testimoni e imputate, sono tutte donne. L’esame degli atti fa emergere scene del crimine misteriose e fatti raggelanti. Sul principale processo ai danni di Prudentia, una donna sospettata di essere un particolare tipo di strega che succhia il sangue dei bambini nella Blera del 1588, si innestano tanti casi giudiziari dell’area viterbese a confronto con altri Italiani e Europei, soprattutto scozzesi. Abigail, Nicolosa della Dalmazia, la nobile Eleanor, hanno tutte compiuto “scelleratezze ed altri crimini” come citano gli atti. Confrontando i dati, l’autrice ipotizza soluzioni per i delitti rimasti irrisolti, superando i luoghi comuni. Delle protagoniste sappiamo i nomi, i lavori, il carattere: elementi utili per ricostruire il profilo criminale delle streghe; conosciamo anche i luoghi delle ispezioni dove erano nascoste erbe, polveri color rosso, spilli, veleni e strumenti del mestiere con cui ingannavano i giudici.
Nel testo vengono illustrate le origini del fenomeno che ha reso pericolosa la donna quando, superato il culto delle divinità notturne, con l’arrivo del patto col demonio e del celebre manuale degli Inquisitori, il Malleus Maleficarum, essa giunge a rinnegare il battesimo, trasformarsi e volare.
L’autrice svelerà i veri motivi nascosti dietro alle accuse contro donne in possesso di certi “rimedi”, dove i verbali mescolano elementi mitologici di dee e sirene. Il testo vuole ridare voce alle accusate, la cui reputazione fu messa in discussione da vicini di casa e amici che addebitarono loro epidemie, morti premature e tempeste.

lunedì 24 giugno 2019

Il lettore di Dante, ultima lettura a Milano

È possibile leggere la Divina Commedia, o siamo ormai costretti a studiarla?
Dalla scuola e dalle edizioni commentate si ricava l’impressione che il capolavoro dantesco non possa essere inteso senza l’aiuto di un robustissimo zoccolo di note erudite.
Senza dubbio qualche aiuto è indispensabile per colmare la distanza che ci separa da Dante. Ma è altrettanto indubbio che vi siano eccessi, nel modo in cui viene presentato il testo di Dante – eccessi che spaventano il potenziale lettore e che rivelano una sostanziale sfiducia nel testo stesso. Come se le parole di Dante, anche laddove sono chiarissime, non possano essere intese nel loro vero significato se non dagli studiosi, dai filologi, dagli specialisti.
La scommessa da cui nasce questo progetto è che, con pochi aiuti essenziali, sia possibile tornare a leggere la Divina Commedia, recuperando un rapporto più diretto con il testo e con la sua poesia ed evitando l’impressione di avere a che fare con una serie infinita di indovinelli privi di qualsiasi rapporto con la nostra esperienza reale.
Leggere, beninteso, non significa fermarsi alla superficie, trascurando la complessità dell’opera di Dante; tanto meno questo progetto vuol essere un invito a ignorare i settecento anni di storia della lingua e delle idee che sono trascorsi da quando Dante scriveva i suoi versi.
Tornare a leggere Dante, significa invece, per esempio, non sostituire a espressioni perfettamente comprensibili a tutti, come “andavam forte”, la piatta parafrasi “camminavamo velocemente”. Significa non tradire l’intenzione di Dante, forzando a un senso chiaro quanto il poeta voleva che restasse oscuro, e proprio perciò inquietante, come il celebre “Papè Satan, papè Satan aleppe”. Significa, infine, non anticipare ciò che il testo non ha ancora spiegato, privando le parole della loro carica emotiva: la “Caina” evocata da Francesca perde gran parte della forza di suggestione che aveva per i primi lettori, e che dovrebbe conservare per quelli di oggi, se ci viene subito detto che è una delle zone in cui è diviso l’ultimo cerchio…
Nel leggere la Divina Commedia, dal primo all’ultimo canto, Alberto Cristofori proverà dunque a rimettersi nella condizione del lettore ideale che Dante ha immaginato per il suo poema. Diciamo meglio: dei lettori ideali che emergono nel corso dell’opera, col passaggio dalla prima alla terza cantica.
Questa ricerca è anche un modo per mettere alla prova il testo: nella convinzione che solo così si possa verificare se la Divina Commedia sia un’opera ormai museificata, oggetto di studi specialistici sempre più raffinati, ma capace di parlarci solo attraverso infinite mediazioni; o se viceversa sia un’opera ancora viva, capace, e in che misura, e a che condizioni, di dire qualcosa di importante ai lettori del xxi secolo.
Alberto Cristofori, traduttore, narratore e editore, ha organizzato nel 2015 “Milano per Dante”, una lettura integrale della Divina Commedia affidata a cento esponenti della società civile milanese.
Ora si cimenta in questa impresa solitaria, rivolta a chi desidera cancellare il ricordo della lunga noia delle “ore di Dante” liceali e a chi desidera superare il sacro timore che i versi del poema trecentesco troppo spesso incutono al profano. Il viaggio si concluderà nel 2021, in occasione del 700° anniversario della morte di Dante Alighieri.

Ogni incontro prevede la lettura di due canti e una durata di circa un’ora.
Gli incontri si svolgono in corso Garibaldi 17, Milano, a partire dalle ore 19.00
Calendario degli ultimi incontri (Inferno):
martedì 25 giugno 2019 – canti XIX e XX
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domenica 23 giugno 2019

Voci segrete dai muri: antiche iscrizioni e graffiti nelle pievi

Domenica 23 giugno 2019 alle ore 17,30 a Badia Cavana il dott. Marzio Dall'Acqua inaugura la stagione culturale e turistica 2019 a Badia Cavana. Per il ciclo di conferenze "Quel che passa il convento" è in programma “Voci segrete dai muri”.
Una conversazione, con proiezione di immagini, dedicata alle antichissime iscrizioni e ai disegni graffiti che si ritrovano su vari edifici del territorio matildico e rossiano, tra cui la Pieve di Lesignano de’Bagni, la Pieve di Moragnano (Tizzano), il Castello di Torrechiara.
Ad esempio, le "balestre di maggio" che richiamano le gare di primavera che si tenevano per festeggiare l'inizio della bella stagione, I tornei di maggio si rifacevano ad una tradizione antica, aprivano la stagione delle messi. Queste gare si ricollegavano al culto degli alberi che caratterizza, in parte ancora oggi, il calendimaggio in tutta Europa e che trae origine dalla preistoria.
Tra i segni più antichi e misteriosi è il "quatre de chiffre", un segno delle corporazioni medievali diffusissimo, che ricorda gli originari costruttori del Duomo di Fidenza, esistente già nel secolo XI, spazioso e dipinto, ma che fu ristrutturato dal 1200 al 1268, con il trasferimento da Parma del cantiere antelamico, che aveva lavorato al Battistero.
Ed ancora la "triplice cinta druidica", simbolo che si ritrova sia nel Duomo di Fidenza, sia in quello di Parma, sia in un mattone romano della chiesa di San Genesio e riassume la concezione del mondo di una cultura arcaica.
E tante altre scritte e disegni misteriosi..
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