mercoledì 16 ottobre 2019

Mangiare e bere dei contadini nel Medioevo in Trentino

Fra pochi giorni prenderanno nuovamente il via gli Incontri del giovedì, il seguitissimo ciclo di serate predisposte dall’Associazione Castelli del Trentino, organizzato dal presidente Bruno Kaisermann e dal vicepresidente, il giornalista, storico e critico d’arte Pietro Marsilli.
Da oltre trent’anni l’associazione è attiva nell’ambito culturale provinciale soprattutto attraverso pubblicazioni, convegni e cicli di conferenze su tematiche storiche e storico-artistiche che vengono seguiti con attenzione dal pubblico e dalla stampa. Il ciclo di incontri proposto quest’anno si coordina attorno ad un unico tema: la storia sociale del cibo e dell’alimentazione in Trentino.
Tutti sette gli interventi (ad entrata libera e gratuita) si terranno a Mezzolombardo (TN), nella prestigiosa Sala Spaur di p.zza Erbe, alle 20.30, il terzo giovedì di ciascun mese.
Il primo appuntamento, dal titolo «Mangiare e bere dei contadini nel Medioevo in Trentino», è fissato per giovedì 17 ottobre 2019. Protagonista della serata sarà Italo Franceschini, bibliotecario della Fondazione Biblioteca San Bernardino di Trento e membro della Direzione della Società di Studi Trentini di Scienze Storiche.
Come lui stesso sottolinea, forse per la prima volta nella storiografia lo studio dell’alimentazione si è discostato dalle fonti narrative e dall’esame di ricettari, trattati di agronomia e medicina per concentrarsi su un tipo di documentazione più immediata e quotidiana (patti agrari, elenchi di redditi, atti amministrativi, etc.) alla fine degli anni ’70 del secolo scorso, grazie agli studi di Massimo Montanari.
Iniziando da una profonda rilettura dell’Alto Medioevo, si sono così evidenziati i complessi rapporti che legano tra loro: approcci culturali, ambiente, pratiche agrarie, demografia e abitudini alimentari, con risultati spesso sorprendenti.
In questa serata Italo Franceschini ragionerà sulle informazioni che le fonti conservatesi nell’area che comprende l’attuale Trentino possono offrirci a proposito delle consuetudini alimentari di chi viveva nelle ville e nei mansi con l’auspicio che, messi in evidenza alcuni problemi metodologici, anche a livello locale si possa iniziare ad approfondire quest’affascinante argomento, magari potendo contare sull’aiuto dell’archeologia che indubbiamente riesce a portare alla luce dati che alle fonti scritte sfuggono quasi del tutto.

mercoledì 9 ottobre 2019

"Le imperdonabili" lectio magistralis a Catania

Giovedì 10 ottobre 2019 alle ore 10,00 nell’auditorium Giancarlo De Carlo del Monastero dei Benedettini di Catania, il prof. Antonio Di Grado, ordinario di Letteratura italiana nel dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università di Catania, terrà una lectio magistralis dal titolo “Le imperdonabili”.
Oggetto della lectio sono alcune figure di donne, dalle beghine, dalle sante e dalle eretiche del Medioevo alle scrittrici visionarie del Novecento, che rinnegando i percorsi univoci del Logos “maschile” hanno saputo sporgersi sull’oltre e indagare sull’inconoscibile: alcune di loro, come le ospiti dei beghinaggi, auto-organizzandosi fuori dalle gerarchie e dalle imposizioni ecclesiastiche in esemplari modelli di aurorale emancipazione femminile.
A introdurre la Lectio del prof. Di Grado il rettore Francesco Priolo e il direttore del DISUM Marina Paino.

martedì 8 ottobre 2019

"Paradiso vista Inferno" Chiara Frugoni a Siena

Martedì 8 ottobre 2019 alle ore 17,00 presso la Sala del Mappamondo di Palazzo Pubblico, Chiara Frugoni, in in occasione dell'uscita del suo nuovo libro ''Paradiso vista Inferno - Buon governo e tirannide nel Medioevo di Ambrogio Lorenzetti'' edito da Il Mulino, dialogherà con Tomaso Montanari. A seguire visita agli affreschi di Ambrogio Lorenzetti. Ingresso libero.
Nel Medioevo il diritto all’immagine appartiene soprattutto ai protagonisti del mondo religioso, della Chiesa come delle Sacre Scritture, o a grandi personaggi laici e famosi. Con gli affreschi di Palazzo Pubblico a Siena Ambrogio Lorenzetti ci propone una straordinaria novità, rappresentando gente comune, senza storia. Ad essa per la prima volta è affidato il compito di illustrare la ridente vita in città e in campagna assicurata dall’ottimo governo dei Nove. Non importa che la realtà, ben diversa, fosse fatta di carestie, rivolte, corruzione. Nella prestigiosa Sala dei Nove i cittadini e i contadini senesi del tempo – siamo intorno al 1338 – vedono raffigurata una città orgogliosa dei suoi splendidi palazzi, una lieta e fertile campagna dove vecchi e giovani, donne e bambini, e poi artigiani, mercanti, nobili e intellettuali, contadini e pastori sono partecipi di una convivenza operosa e felice. è il trionfo del Bene Comune, e della guida illuminata dei governanti cittadini. Dove invece ognuno tende al bene proprio ecco infuriare un corteo nefasto: anarchia, violenza, distruzione, soprusi, guerra. Un capitolo vivo di storia medievale, ma non solo: additando il pericolo della Tirannide e le sue conseguenze, questo grande manifesto politico ha parlato a tutte le epoche, e oggi parla a noi con voce particolarmente forte.
Nella scoperta del capolavoro di Ambrogio, ad accompagnare il lettore un ricchissimo corredo di immagini smaglianti.
Chiara Frugoni ha insegnato Storia medievale nelle Università di Pisa, Roma e Parigi. Tra i suoi libri segnaliamo: «Medioevo sul naso. Occhiali, bottoni e altre invenzioni medievali» (Laterza, ultima rist. 2014), per Einaudi «Quale Francesco?» (2015) e «Senza misericordia» (con S. Facchinetti, 2016), per il Mulino «Vivere nel Medioevo. Uomini, donne e soprattutto bambini» (2017) e «Uomini e animali nel Medioevo. Storie feroci e fantastiche» (2018). I suoi saggi sono tradotti nelle principali lingue europee, oltre che in giapponese e in coreano. Premio «Giuria-Viareggio» 2019 per «Uomini e animali nel Medioevo».

venerdì 4 ottobre 2019

Medioevo in Libreria 2019-2020, prima giornata

Sabato 5 ottobre 2019 l’Associazione Italia Medievale è lieta di invitarvi alla prima giornata di Medioevo in LIbreria 2018-2019 organizzato in collaborazione con l’Istituto Italiano dei Castelli e con la sua sezione Lombardia che avrà il seguente programma: 
Ore 10,00: Milano Medievale: Visita guidata alla Chiesa di Santa Maria Bianca della Misericordia. Costo: 5 euro per i soci di Italia Medievale, 8 euro per i non associati, oltre a al bigletto d’ingresso. Ritrovo davanti all’ingresso in Piazza San Materno, 5. A cura di Maurizio Calì.
Nel pomeriggio nella Sala Conferenze del Civico Museo Archeologico di Milano (Ingresso da Via Nirone, 7):
 
Ore 15,30: Medioevo Movie. Viaggio nel Medioevo filmato. Proiezione del documentario "Valle d'Aosta, terra di castelli". A cura di Italia Medievale. 
Ore 16,00: Aldo A. Settia, storico medievista: “I Castelli Medievali“.
La «preistoria» del castello inteso come fortezza abitata si colloca al tempo delle grandi immigrazioni germaniche. Fu poi per secoli il centro organizzatore del territorio, fino a che, dopo il Quattrocento, le nuove armi da fuoco ne decreteranno la trasformazione e il declino. Il relatore illustra lo sviluppo della struttura materiale del castello dal secolo X in poi partendo dalle fonti scritte e mettendole a confronto con i risultati degli scavi archeologici.
 
Aldo A. Settia ha insegnato Storia medievale all’Università di Pavia. Tra i suoi libri segnaliamo «Castelli e villaggi nell’Italia padana: popolamento, potere e sicurezza fra IX e XIII secolo» (Liguori, 1984), «Proteggere e dominare: fortificazioni e popolamento nell’Italia medievale» (Viella, 1999), «Rapine, assedi, battaglie. La guerra nel Medioevo» (Laterza, nuova ed. 2014) e «Tecniche e spazi della guerra medievale» (Viella, 2016).

giovedì 3 ottobre 2019

"Il Palio di Siena. Una festa italiana", presentazione a Ferrara

Ripercorre la storia e gli aspetti caratterizzanti di una delle manifestazioni rievocative più note nel mondo il libro di Duccio Balestracci “Il Palio di Siena. Una festa italiana” (Laterza, 2019) che giovedì 3 ottobre 2019 alle 17,00 sarà presentato a Ferrara nella sala Agnelli della Biblioteca Comunale Ariostea. Nel corso dell’incontro dialogherà con l’autore Susanna Tartari.
Il Palio di Siena è una delle feste più conosciute e popolari non solo a livello nazionale, ma anche internazionale. Il suo punto di forza, in questo senso, come viene esplicitato nel libro, è stata la continuità della quale questa manifestazione ha goduto nei secoli, non essendosi mai interrotta da quando, nel XVII secolo, recepì e trasformò (grazie a quell’elemento unico e fondamentale che è la contrada) le feste precedenti della città, riscrivendole in una corsa di cavalli che vedeva come protagoniste le cellule ludiche aggregative di base, la cui esistenza è testimoniata almeno fin dall’inizio del quattrocento. Ma il Palio di Siena è, in realtà, una manifestazione che presenta aspetti ludici che nei secoli erano stati, per certi aspetti, comuni all’intero panorama festivo nazionale e che fra sette e ottocento si perde, però, quasi ovunque con l’eccezione, appunto, senese. Il libro intende proprio ripercorrere la storia della festa senese interfacciandola costantemente con quella delle feste italiane e contestualizzandola (per capire le sue fasi di rielaborazione e di riscrittura nel tempo) con la storia nazionale e internazionale.
Duccio Balestracci è nato a Siena nel 1949 ed è stato fino a poco tempo fa professore ordinario di Storia Medievale presso l’Università di Siena. Si è occupato di storia sociale, di storia della produzione, di storia della mentalità, di storia della creazione dell’identità, di storia della guerra e di storia della festa. Si è anche occupato di storia dell’alfabetizzazione dei ceti subalterni. Fra le sue monografie: La festa in armi. Giostre tornei e giochi del Medioevo, ed. Laterza; Le armi i cavalli l’oro. Giovanni Acuto e i condottieri nell’Italia del Trecento, ed. Laterza; Terre ignote strana gente. Storie di viaggiatori medievali, ed. Laterza; La battaglia di Montaperti, ed. Laterza; Medioevo e Risorgimento. L’invenzione dell’identità italiana nell’Ottocento, ed. Il Mulino

martedì 1 ottobre 2019

"Hildegard von Bingen" presentazione a Sant'Antimo

Sabato 5 ottobre 2019 alle ore 17.00, presso l’Abbazia di Sant’Antimo, sarà presentato il volume Hildegard von Bingen. Viaggio nelle immagini di Sara Salvadori.
Alla presentazione interverrà Michela Pereira, già ordinario di storia della filosofia medievale all’Università di Siena alla presenza dell’autrice. Durante la serata il coro Cantus Anthimi – diretto da Livio Picotti – eseguirà alcuni canti di Hildegard von Bingen che permetteranno di conoscere uno dei tanti aspetti della composita personalità della santa, che è stata studiosa di medicina, scienziata, compositrice di musica, scrittrice e filosofa.
Grazie a un laborioso e attento lavoro analitico, frutto di sette anni di ricerca, Sara Salvadori offre al lettore uno strumento unico nel suo genere per guidarlo attraverso le vie della conoscenza e della sapienza. Viaggio nelle Immagini nasce, infatti, con la speranza di far comprendere al lettore il percorso mistico della santa tedesca elaborato nel manoscritto Scivias – Conosci le vie. Nel suo libro Hildegard racconta del viaggio in cui l’umanità/stelle luminose nel grembo di Eva si ricongiungono alle stelle del cielo. Una possibilità offerta ad ogni anima per tornare alla Luce Divina. Un cammino vissuto da Hildegard stessa nell’esperienza delle visioni e raccontato nel manoscritto, in cui le immagini rendono vivo e vibrante il racconto. La complessità del testo profetico, però, risulta di difficile comprensione e le stesse immagini restano avvolte in un simbolismo decifrabile con fatica. Le pagine centrali del libro di Sara Salvadori riproducono a grandezza originale le 35 miniature, già presenti in Scivias, con a fianco una legenda che ne illustra il significato simbolico e un sintetico racconto della visione. A queste tavole, che offrono una grammatica del simbolo, seguono le pagine illustrate della retorica, una lettura tematica che attraversa tutta l’opera, dove i particolari delle figure sono messi in rilievo sullo sfondo delle miniature. Le numerose citazioni del testo ildegardiano consentono, infine, di essere accompagnati in questo viaggio dalla sua stessa voce e dalla sua figura.

Vissuta in Germania dal 1098 al 1179 e dichiarata dottore della Chiesa da Papa Benedetto XVI, Hildegard von Bingen fin dall’infanzia ha visioni mistiche che le permettono di attingere alla conoscenza delle realtà cosmiche e divine. Avvertendo l’esigenza di trasformare in linguaggio umano le sue visioni, Hildegard dà inizio alla scrittura di Scivias – Conosci le vie. A distanza di quasi novecento anni, Viaggio nelle immagini è il primo libro – edito da SKIRA – che, a partire dall’elemento iconografico, illustra il testo profetico della santa tedesca, cercando di renderlo accessibile e di decifrarne il complesso simbolismo.
Sara Salvadori è impegnata dal 2011 in un percorso di ricerca sulla figura di Hildegard von Bingen, che ha portato ad una prima pubblicazione Hildegard Von Bingen, Viaggio nelle Immagini (Skira, 2019). Sfondo di questa ricerca il percorso personale prima come musicista classica, poi nella pratica educativa sul campo e nella ricerca del ruolo della musica nei contesti di cura. Dal 2018 ha ripreso la sua attività di musicista.
Michela Pereira, già ordinario di storia della filosofia medievale all’Università di Siena, ha svolto ricerche sul rapporto fra filosofia naturale, saperi del corpo e pratiche di trasformazione in autori come Raimondo Lullo, Ruggero Bacone e nella tradizione alchemica tardo medievale. A Ildegarda di Bingen ha dedicato diversi studi a partire dal 1980, oltre alla traduzione italiana del Liber divinorum operum (in collaborazione con Marta Cristiani, 2002) e al recente Ildegarda di Bingen Maestra di Sapienza nel suo tempo e oggi (2017).

lunedì 30 settembre 2019

Tutto l’oro ch’è sotto alla luna

L’edizione 2019 delle Conversazioni Dantesche dal titolo “Tutto l’oro ch’è sotto alla luna”, progetto realizzato dal Centro relazioni culturali del Comune di Ravenna in collaborazione con il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna, a cura di Sebastiana Nobili e Luigi Canetti, è dedicata ad una riflessione sull’oro, la ricchezza e il denaro e le implicazioni etiche, sociali e simboliche.
Il primo dei quattro appuntamenti in calendario è per martedì 1 ottobre alle 17.30 alla sala Dantesca della Biblioteca Classense di Ravenna (via Baccarini 3) con una conversazione che entra nel pieno della nostra contemporaneità. Maria Giuseppina Muzzarelli, storica del medioevo esperta del mondo economico e del commercio con particolare predilezione per la storia della moda,  nota e apprezzata dal pubblico ravennate per la grande capacità di comunicare anche i contenuti più complessi converserà con Elisa Tosi Brandi docente dell’Ateneo bolognese che si occupa di storia sociale ed economica (Mestieri e oggetti della moda), storia della cultura e della mentalità (Rapporto tra vesti e società; Storia del costume e della moda) in Italia tra i secoli XIII-XVI. Due studiose che intrecciano le accurate indagini storiche e sociali sul Medioevo al contesto in cui Dante si è trovato di elaborare il proprio pensiero politico e sociale. La complessa funzione e simbologia dell’oro e del denaro, potente metafora che innerva il tessuto narrativo della Commedia, e un ricco confronto tra testi e testimonianze fanno dell’incontro un’occasione di acquisire prospettive nuove per una lettura profonda del lascito dantesco.
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lunedì 23 settembre 2019

"I paesaggi dell'Italia medievale" a Erbusco (BS)

Nell'ambito della VI edizione del Festival Rinascimento Culturale 2019, martedì 24 settembre 2019 alle ore 20.45 a Erbusco (BS), Riccardo Rao presenta il suo saggio "I paesaggi dell'Italia medievale" (Carocci, 2015).
Riccardo Rao è professore associato presso l’Università degli Studi di Bergamo dove insegna Storia medievale, Storia del Paesaggio e Storia dell’Ambiente e degli Animali. Si occupa di temi di storia sociale, storia dell’ambiente, storia degli animali, storia del paesaggio, storia dei beni comuni, prevalentemente per l’epoca medievale. È stato Visiting Fellow ad Harvard (History Department e Standing Committee on Medieval Studies), Professeur Invité all’Université d’Angers (Département d’Histoire) e Membre Associé del Ciham di Lione. Ha trascorso brevi periodi di insegnamento all’Università di Aix-Marseille. Si è formato presso l’Università degli studi di Milano, dove ha conseguito il dottorato.
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sabato 21 settembre 2019

"L'imperatore nel suo labirinto" presentazione a Genova

Sabato 21 settembre 2019 alle ore 17,30 presso la Libreria "L'Antico Portale" in vico Sant'Antonio 3 a Genova si tiene la presentazione dell'ultimo saggio di Marco Brando "L'imperatore nel suo labirinto. Usi, abusi e riusi del mito di Federico II di Svevia" (Tessere, 2019) presentato dall’autore insieme a Roberto Bisio, architetto e studioso di storia locale, che offre l'occasione per ricordare uno dei maggiori nemici della fiera Genova medievale e uno dei più celebri protagonisti di quell’epoca.
La lotta, nel XIII secolo, tra i genovesi e l'imperatore è stata tra le più dure del Medioevo. Ancor più dopo l'elezione come papa dell'acerrimo rivale dello Svevo, il ligure Sinibaldo Fieschi, col nome di Innocenzo IV. Cosicché, per festeggiare la dipartita dello Svevo, nel 1250 a Genova venne rielaborato lo stemma cittadino, inserendo tra gli artigli del Grifo l'aquila imperiale e la volpe di Pisa (alleata dell'imperatore), con il motto: "Gryphus ut has angit sic hostes Janua frangit" ("Così come il grifone li stringe, allo stesso modo Genova distrugge i nemici").
Otto secoli dopo il grande imperatore continua a essere molto citato: l'ultimo a farlo è stato, recentemente, il premier Giuseppe Conte, mentre spiegava le ragioni della fine del suo primo governo. Il libro di Brando racconta, tra passato e presente, in quale modo la figura del sovrano normanno-svevo sia ancora molto presente nell'immaginario della gente e nel dibattito pubblico. Tanto che - di fronte all'affetto manifestato dai meridionali (e al grandissimo amore dimostrato soprattutto dai pugliesi) - si incontra, in tono meno enfatico ma resistente, un senso di rivalsa da parte degli altri italiani (soprattutto in quel Nord che la retorica leghista fino a pochi anni fa chiamava Padania). Così come nei Paesi europei di cultura tedesca e in quelli arabi si continuano a fare i conti, in modi diversi, con la sua memoria.
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mercoledì 18 settembre 2019

A Jesolo scavi archeologici aperti al pubblico

Università Ca’ Foscari Venezia e Comune di Jesolo insieme per valorizzare e far conoscere la straordinaria ricchezza del territorio con una serie di appuntamenti dedicati e visite: anche quest’anno infatti l’équipe di Archeologia Medievale del prof. Sauro Gelichi del Dipartimento di Studi Umanistici apre il cantiere degli scavi di Jesolo ai non addetti ai lavori.
Per il settimo anno consecutivo tra i mesi di settembre e ottobre si svolgeranno le attività di indagine nell’area archeologica della località turistica e, come già avvenuto negli anni precedenti, gli archeologi cafoscarini saranno coinvolti in diverse attività che interesseranno popolazione locale e turisti.
Tutti gli appuntamenti, organizzati in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Jesolo, prevedono una serie di visite guidate gratuite agli scavi in corso nell’area del monastero medievale di San Mauro, a poche centinaia di metri dalla cattedrale romanica.
“Questa amministrazione sta investendo molto sulla cultura e sulla valorizzazione delle radici storiche della comunità jesolana – commenta l’assessore alla Cultura della Città di Jesolo, Otello Bergamocercando di coinvolgere i cittadini nella conoscenza delle peculiarità e del patrimonio della nostra città. Jesolo può vantare infatti un passato di tutto rispetto che continua a regalare sorprese; penso alla scoperta della “mansio” e dei resti del basamento del campanile del monastero di San Mauro da parte degli archeologi dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Sono aspetti che testimoniano l’importanza della località e ne arricchiscono la storia”.
“Sono particolarmente soddisfatto – spiega il prof. Sauro Gelichi (Ca’ Foscari) – della collaborazione che mette in campo forze diverse come Comune di Jesolo e Ateneo, in sinergia con la Soprintendenza per l’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. Il sito si sta rivelando uno dei più importanti della laguna per i resti conservati del Monastero di San Mauro e per la possibilità di ricostruire l’identità e la storia del territorio”.
Si inizierà con le Giornate Europee del Patrimonio 2019, in occasione delle quali saranno organizzate due giornate di eventi sul tema ”Frammenti di storia: percorsi archeologici per scoprire l’antica Jesolo”: sabato 21 settembre 2019 alle ore 10.00 presso la Biblioteca Civica di Jesolo si terranno laboratori didattici per bambini e una conferenza, a cui seguirà la visita guidata all’area di scavo. La visita, sempre condotta dalle archeologhe coinvolte nel progetto, si ripeterà domenica 22 settembre 2019 alle ore 11.00.
A partire da lunedì 23 settembre fino a giovedì 24 ottobre 2019 ci saranno gli appuntamenti fissi settimanali: il lunedì mattina le visite guidate alle scolaresche (su appuntamento) e il lunedì e il giovedì pomeriggio alle 16:00 le visite guidate aperte al pubblico.

martedì 17 settembre 2019

"I Longobardi" con Alessandro Barbero

Alessandro Barbero che, oltre a collaborare con Piero Angela, è professore ordinario di Storia Medievale presso l’Università del Piemonte Orientale, sarà giovedì 19 settembre 2019 a Gambolò (PV): sarà lui a tenere la conferenza “I Longobardi”, in programma alle ore 18,00 presso l’Auditorium Città di Gambolò (plesso scolastico di Corso Garibaldi). Un’occasione per approfondire tanti aspetti poco conosciuti della popolazione che scelse Pavia come capitale del proprio regno, in cui certamente non mancheranno riferimenti al ritrovamento della necropoli longobarda alla frazione Belcreda, avvenuto nel 2018.
nell'ambito del ciclo di incontri 'I Barbari in Italia', promosso dal Museo Archeologico Lomellino e dall'Amministrazione Comunale di Gambolò.
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venerdì 13 settembre 2019

VII Midgard Viking Folk Fest

Venerdì 13, sabato 14 e domenica 15 settembre 2019 i predoni Vichinghi, reduci dalle razzie estive riapprodano sulle rive del Po per il tradizionale raduno di fine estate.
In un avamposto commerciale vichingo ricostruito nella suggestiva ambientazione delle aree golenali oltre 200 rievocatori ed artigiani (provenienti anche da oltre confine) riproporranno estratti di vita quotidiana, attività artigianali, esibizioni belliche e ludiche, intrattenimento didattico su usi, costumi e spiritualità delle antiche genti norrene.
Un appuntamento unico, diverso arricchito da mercatino storico, musiche, cibi e bevande a tema.
Una completa, intensa immersione in usi e costumi persi nel tempo, ma dal riconosciuto valore storico e di assoluta dignità culturale.
Una rara opportunità per conoscere la realtà storica dietro la finzione televisiva, lontano da luoghi comuni e connotazioni inappropriate.
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mercoledì 11 settembre 2019

Dante2021, IX edizione a Ravenna

Dante2021, l'unico festival nazionale interamente dedicato al padre della lingua italiana, giunge alla sua 9° edizione, proseguendo in questo modo il suo percorso celebrativo in vista del VII° Centenario della morte del Sommo Poeta Dante Alighieri.
Quest’anno l’orizzonte del Festival sarà definito da una citazione dalla Commedia: «a la futura gente» (Paradiso XXXIII, v. 72), che ci chiama a essere suoi interlocutori, separati da secoli di storia eppure uniti da quel verso luminosissimo e pieno di speranza e disperazione, con cui il Poeta, al cospetto del mistero divino, prega che gli sia fatto dono di un linguaggio «tanto possente» da raggiungere tutta l’umanità che verrà dopo.
Il ricco programma si svolgerà da mercoledì 11 a domenica 15 settembre 2019 con cinque giorni di incontri, spettacoli e concerti nei luoghi storici e simbolici della “città di Dante”.
L'evento è promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna con la direzione scientifica dell’Accademia della Crusca di Firenze.
Ingresso libero a tutti gli eventi.
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martedì 10 settembre 2019

Hortus in festa: banchetto medievale al Giardino dell'Archeologia

Tempo fino a mercoledì 11 settembre 2019 per aderire all'“Hortus in festa”, il banchetto medievale allestito nel Giardino del Museo Archeologico e d'Arte della Maremma, venerdì 13 settembre 2019.
La cena medievale, inserita nell'ambito degli eventi del progetto “Oltre il Duomo”, nasce dalla collaborazione tra il Comune di Grosseto, Promocultura, società cooperativa che gestisce i servizi aggiuntivi del museo archeologico e d’arte della Maremma, ArcheoEvo associazione culturale, Archeòtipo e Arkè archeologia Sperimentale. Una collaborazione che permetterà di vivere un evento filologicamente corretto e in grado di far immergere i commensali nello spirito dell'epoca. Sarà proposto un menù a tema ispirato alla Grosseto del XV secolo. Durante lo svolgimento della serata gli stessi commensali saranno intrattenuti con esibizioni, racconti e performance nello stile medievale.
Tra i tanti attori coinvolti: il Comune di Grosseto, il Museo archeologico, lo chef Moreno Cardone che insieme agli esperti ha elaborato il menù per la serata, le associazioni Arké e Archeòtipo che si occuperanno dell'intrattenimento (finanziato da Promocultura), ma anche archeologi esperti nella narrazione di storie dal forte rigore scientifico.
Per info e prenotazioni 0564/488752 - Posti  limitati e prenotazione obbligatoria.
Per informazioni e menù segui l'evento su Facebook !

martedì 3 settembre 2019

Alessandro Barbero a San Cristoforo (AL)

Martedì 3 settembre 2019 alle ore 21,00 al al Castello di San Cristoforo (AL), nell'ambito dell'Attraverso Festival Alessandro Barbero in "Il Medioevo qui da noi". Ingresso libero.
Alessandro Barbero è uno storico, scrittore e docente italiano, ordinario presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale e Vercelli, specializzato in storia militare e storia del Medioevo, ma anche un autore prolifico su argomenti di tutti i periodi storici, dall’antichità greca e romana fino almeno a Caporetto.
Collaboratore di programmi televisivi e di diverse testate giornalistiche, è soprattutto autore di numerosi saggi e libri di narrativa. Nel 1996 ha vinto il premio Strega con Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo. Per Mondadori ha pubblicato Romanzo russo (1998), L’ultima rosa di Lautrec (2001), Poeta del comando (2003), gli Occhi di Venezia (2011) e Le Ateniesi ( 2015). Tra le sue opere di saggistica Storia del Piemonte (2008) e Lepanto, La battaglia dei tre imperi (2010).
Racconta la storia, il professore, e come lui stesso ama specificare, racconta fatti documentati, non altro, non ipotesi, non supposizioni o deduzioni, ma documenti che parlano allo storico e lo storico li traduce al pubblico. E lo fa con una capacità di comunicazione che lo contraddistingue donandogli un particolare carisma.
Con la sua lezione Il Medioevo qui da noi Alessandro Barbero arriva al Castello di San Cristoforo in provincia di Alessandria e con i suoi racconti tra personaggi e avvenimenti storici cattura e coinvolge gli ascoltatori facendogli rivivere gli odori, il dolore delle trincee, la paura incalzante dei personaggi nella clandestinità, le passioni, le meschinità umane. Con sapiente equilibrio e dovizia di particolari Barbero descrive i vizi e le virtù dei personaggi, elimina le distanze secolari e fa della Storia un affare che riguarda tutti.