martedì 25 giugno 2019

Stregoneria: crimine femminile a Viterbo

Martedì 25 giugno 2019 alle ore 21,00 in Piazza del Gesù a Viterbo, nell'ambito dell'Ombre Festival, Monia Montechiarini presenta il suo saggio "Stregoneria: crimine femminile" (Penne & Papiri, 2018).
Il saggio è un’indagine storica sui verbali di processi, realmente avvenuti tra il Medioevo e l’Età moderna contro donne accusate di stregoneria ed eresia. Processi al femminile, dove catene interminabili di accusatrici, testimoni e imputate, sono tutte donne. L’esame degli atti fa emergere scene del crimine misteriose e fatti raggelanti. Sul principale processo ai danni di Prudentia, una donna sospettata di essere un particolare tipo di strega che succhia il sangue dei bambini nella Blera del 1588, si innestano tanti casi giudiziari dell’area viterbese a confronto con altri Italiani e Europei, soprattutto scozzesi. Abigail, Nicolosa della Dalmazia, la nobile Eleanor, hanno tutte compiuto “scelleratezze ed altri crimini” come citano gli atti. Confrontando i dati, l’autrice ipotizza soluzioni per i delitti rimasti irrisolti, superando i luoghi comuni. Delle protagoniste sappiamo i nomi, i lavori, il carattere: elementi utili per ricostruire il profilo criminale delle streghe; conosciamo anche i luoghi delle ispezioni dove erano nascoste erbe, polveri color rosso, spilli, veleni e strumenti del mestiere con cui ingannavano i giudici.
Nel testo vengono illustrate le origini del fenomeno che ha reso pericolosa la donna quando, superato il culto delle divinità notturne, con l’arrivo del patto col demonio e del celebre manuale degli Inquisitori, il Malleus Maleficarum, essa giunge a rinnegare il battesimo, trasformarsi e volare.
L’autrice svelerà i veri motivi nascosti dietro alle accuse contro donne in possesso di certi “rimedi”, dove i verbali mescolano elementi mitologici di dee e sirene. Il testo vuole ridare voce alle accusate, la cui reputazione fu messa in discussione da vicini di casa e amici che addebitarono loro epidemie, morti premature e tempeste.

lunedì 24 giugno 2019

Il lettore di Dante, ultima lettura a Milano

È possibile leggere la Divina Commedia, o siamo ormai costretti a studiarla?
Dalla scuola e dalle edizioni commentate si ricava l’impressione che il capolavoro dantesco non possa essere inteso senza l’aiuto di un robustissimo zoccolo di note erudite.
Senza dubbio qualche aiuto è indispensabile per colmare la distanza che ci separa da Dante. Ma è altrettanto indubbio che vi siano eccessi, nel modo in cui viene presentato il testo di Dante – eccessi che spaventano il potenziale lettore e che rivelano una sostanziale sfiducia nel testo stesso. Come se le parole di Dante, anche laddove sono chiarissime, non possano essere intese nel loro vero significato se non dagli studiosi, dai filologi, dagli specialisti.
La scommessa da cui nasce questo progetto è che, con pochi aiuti essenziali, sia possibile tornare a leggere la Divina Commedia, recuperando un rapporto più diretto con il testo e con la sua poesia ed evitando l’impressione di avere a che fare con una serie infinita di indovinelli privi di qualsiasi rapporto con la nostra esperienza reale.
Leggere, beninteso, non significa fermarsi alla superficie, trascurando la complessità dell’opera di Dante; tanto meno questo progetto vuol essere un invito a ignorare i settecento anni di storia della lingua e delle idee che sono trascorsi da quando Dante scriveva i suoi versi.
Tornare a leggere Dante, significa invece, per esempio, non sostituire a espressioni perfettamente comprensibili a tutti, come “andavam forte”, la piatta parafrasi “camminavamo velocemente”. Significa non tradire l’intenzione di Dante, forzando a un senso chiaro quanto il poeta voleva che restasse oscuro, e proprio perciò inquietante, come il celebre “Papè Satan, papè Satan aleppe”. Significa, infine, non anticipare ciò che il testo non ha ancora spiegato, privando le parole della loro carica emotiva: la “Caina” evocata da Francesca perde gran parte della forza di suggestione che aveva per i primi lettori, e che dovrebbe conservare per quelli di oggi, se ci viene subito detto che è una delle zone in cui è diviso l’ultimo cerchio…
Nel leggere la Divina Commedia, dal primo all’ultimo canto, Alberto Cristofori proverà dunque a rimettersi nella condizione del lettore ideale che Dante ha immaginato per il suo poema. Diciamo meglio: dei lettori ideali che emergono nel corso dell’opera, col passaggio dalla prima alla terza cantica.
Questa ricerca è anche un modo per mettere alla prova il testo: nella convinzione che solo così si possa verificare se la Divina Commedia sia un’opera ormai museificata, oggetto di studi specialistici sempre più raffinati, ma capace di parlarci solo attraverso infinite mediazioni; o se viceversa sia un’opera ancora viva, capace, e in che misura, e a che condizioni, di dire qualcosa di importante ai lettori del xxi secolo.
Alberto Cristofori, traduttore, narratore e editore, ha organizzato nel 2015 “Milano per Dante”, una lettura integrale della Divina Commedia affidata a cento esponenti della società civile milanese.
Ora si cimenta in questa impresa solitaria, rivolta a chi desidera cancellare il ricordo della lunga noia delle “ore di Dante” liceali e a chi desidera superare il sacro timore che i versi del poema trecentesco troppo spesso incutono al profano. Il viaggio si concluderà nel 2021, in occasione del 700° anniversario della morte di Dante Alighieri.

Ogni incontro prevede la lettura di due canti e una durata di circa un’ora.
Gli incontri si svolgono in corso Garibaldi 17, Milano, a partire dalle ore 19.00
Calendario degli ultimi incontri (Inferno):
martedì 25 giugno 2019 – canti XIX e XX
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domenica 23 giugno 2019

Voci segrete dai muri: antiche iscrizioni e graffiti nelle pievi

Domenica 23 giugno 2019 alle ore 17,30 a Badia Cavana il dott. Marzio Dall'Acqua inaugura la stagione culturale e turistica 2019 a Badia Cavana. Per il ciclo di conferenze "Quel che passa il convento" è in programma “Voci segrete dai muri”.
Una conversazione, con proiezione di immagini, dedicata alle antichissime iscrizioni e ai disegni graffiti che si ritrovano su vari edifici del territorio matildico e rossiano, tra cui la Pieve di Lesignano de’Bagni, la Pieve di Moragnano (Tizzano), il Castello di Torrechiara.
Ad esempio, le "balestre di maggio" che richiamano le gare di primavera che si tenevano per festeggiare l'inizio della bella stagione, I tornei di maggio si rifacevano ad una tradizione antica, aprivano la stagione delle messi. Queste gare si ricollegavano al culto degli alberi che caratterizza, in parte ancora oggi, il calendimaggio in tutta Europa e che trae origine dalla preistoria.
Tra i segni più antichi e misteriosi è il "quatre de chiffre", un segno delle corporazioni medievali diffusissimo, che ricorda gli originari costruttori del Duomo di Fidenza, esistente già nel secolo XI, spazioso e dipinto, ma che fu ristrutturato dal 1200 al 1268, con il trasferimento da Parma del cantiere antelamico, che aveva lavorato al Battistero.
Ed ancora la "triplice cinta druidica", simbolo che si ritrova sia nel Duomo di Fidenza, sia in quello di Parma, sia in un mattone romano della chiesa di San Genesio e riassume la concezione del mondo di una cultura arcaica.
E tante altre scritte e disegni misteriosi..
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mercoledì 19 giugno 2019

Leonardo e l'acqua in Porta Ticinese

Giovedì 20 giugno 2019 alle ore 18,30 con ritrovo davanti alla Basilica di San Lorenzo, corso Porta Ticinese a Milano si terrà la visita guidata "Leonardo e l'acqua in Porta Ticinese" a cura di Visite Guidate per tutti.
Leonardo e l'acqua: un amore senza fine... e a Milano ebbe modo di vedere a studiare tutte le forme in cui essa veniva utilizzata. Nei suoi appunti ritroviamo i navigli, le architetture militari, i fossati e tanto altro. Riscopriamo la Milano di Leonardo nella zona di corso Porta Ticinese, oggi tra le più note per la vita notturna.
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martedì 18 giugno 2019

Artifices de la cittade de Mevania

Giovedi 20 giugno 2019 alle ore 21.30 in piazza Filippo Silvestri a Bevagna (PG) si svolgerà la serata inaugurale dell’Edizione 2019 del Mercato delle Gaite.
Traendo spunto da un documento veneziano del 1268 (Martin de Canal, Les estoires de Venise) sfileranno nella stupenda cornice della Piazza tutte le Arti e i Mestieri realizzati dalle quattro Gaite in questi 30 anni di filologiche ricostruzioni storiche. Ogni Arte, riunita ciascuna sotto al proprio gonfalone, sfilerà con strumenti di lavoro, carri, animali e fuochi. I figuranti porteranno con loro telai, alambicchi e incudini. Saranno adornati da mantelli, drappi e ghirlande di edera in testa; sfileranno accompagnati da trombe, liuti, tamburi e fiati.
La serata inizierà alle ore 21.30 con la proiezione di un’imperdibile, commovente e affascinante Video Mapping 3D che metterà in risalto le incantevoli architetture ed il bellissimo impianto urbanistico degli edifici medievali di una fra le più belle piazze d’Italia. Oltre 200 figuranti in costume torneranno nella piazza di Bevagna portando la maestria, l’eccellenza, l’originalità e la padronanza delle tecniche di lavorazione che ormai fanno parte del DNA di tutti gli “addetti ai lavori” del Mercato delle Gaite.
Vi aspettiamo numerosissimi giovedì 20 giugno alle ore 21.30 per sostenere e festeggiare la nostra stupenda Manifestazione. Biglietto di ingresso unico €10 info@ilmercatodellegaite.it | 0742.361847 | 335.5977629.

lunedì 17 giugno 2019

Antonio Piromalli interprete del Medioevo

Il Centro Internazionale Scrittori della Calabria e il Comitato Scientifico di studio della figura e delle opere di Antonio Piromalli, con il patrocinio del comune di Reggio Calabria e la collaborazione della Biblioteca “De Nava”, lunedì 17 giugno 2019, alle ore 16:45, presso la Biblioteca comunale “P. De Nava” di Reggio Calabria, promuovono la tavola rotonda sul tema “Antonio Piromalli, interprete del Medioevo: Gioacchino da Fiore e Dante Alighieri”.
Intervengono: Paola Radici Colace, professore ordinario di Filologia Classica dell’Università di Messina, presidente del Comitato Scientifico “A. Piromalli”, Giuseppe Rando, professore ordinario di Letteratura Italiana dell’Università di Messina, coordinatore del Comitato Scientifico A. P., Mila Lucisano, docente di Italiano e Latino, componente Comitato Scientifico A. P., Emilia Serranò, docente di Filosofia, componente Comitato Scientifico “A. Piromalli”.
Coordina l’incontro Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria.
Antonio Piromalli (Maropati, 3 settembre 1920 – Polistena, 7 giugno 2003) è stato un critico letterario, scrittore, poeta, docente di Letteratura Italiana nelle Università di Urbino, Bologna, Salerno, Cassino. Famosi i suoi libri: La letteratura Calabrese in due volumi; Letteratura e Cultura popolare; Saggi critici di Storia Letteraria; monografie su Fogazzaro, Corazzini, Gozzano, Seminara, Deledda, Padula, Ariosto, Michelstaedter, Pierro, Calogero, Gioacchino Da Fiore e Dante; “Società, cultura e letteratura in Emilia Romagna”; “La Storia della cultura a Rimini nell’Ottocento”; le raccolte poetiche: “Sei tu il bolero” e “Ti estraggo dai tifoni”, “La ragazza di Ferrara”, “Da un’altra stanza” e numerose altre pubblicazioni.

martedì 11 giugno 2019

Il lettore di Dante, ultimi incontri


È possibile leggere la Divina Commedia, o siamo ormai costretti a studiarla?
Dalla scuola e dalle edizioni commentate si ricava l’impressione che il capolavoro dantesco non possa essere inteso senza l’aiuto di un robustissimo zoccolo di note erudite.
Senza dubbio qualche aiuto è indispensabile per colmare la distanza che ci separa da Dante. Ma è altrettanto indubbio che vi siano eccessi, nel modo in cui viene presentato il testo di Dante – eccessi che spaventano il potenziale lettore e che rivelano una sostanziale sfiducia nel testo stesso. Come se le parole di Dante, anche laddove sono chiarissime, non possano essere intese nel loro vero significato se non dagli studiosi, dai filologi, dagli specialisti.
La scommessa da cui nasce questo progetto è che, con pochi aiuti essenziali, sia possibile tornare a leggere la Divina Commedia, recuperando un rapporto più diretto con il testo e con la sua poesia ed evitando l’impressione di avere a che fare con una serie infinita di indovinelli privi di qualsiasi rapporto con la nostra esperienza reale.
Leggere, beninteso, non significa fermarsi alla superficie, trascurando la complessità dell’opera di Dante; tanto meno questo progetto vuol essere un invito a ignorare i settecento anni di storia della lingua e delle idee che sono trascorsi da quando Dante scriveva i suoi versi.
Tornare a leggere Dante, significa invece, per esempio, non sostituire a espressioni perfettamente comprensibili a tutti, come “andavam forte”, la piatta parafrasi “camminavamo velocemente”. Significa non tradire l’intenzione di Dante, forzando a un senso chiaro quanto il poeta voleva che restasse oscuro, e proprio perciò inquietante, come il celebre “Papè Satan, papè Satan aleppe”. Significa, infine, non anticipare ciò che il testo non ha ancora spiegato, privando le parole della loro carica emotiva: la “Caina” evocata da Francesca perde gran parte della forza di suggestione che aveva per i primi lettori, e che dovrebbe conservare per quelli di oggi, se ci viene subito detto che è una delle zone in cui è diviso l’ultimo cerchio…
Nel leggere la Divina Commedia, dal primo all’ultimo canto, Alberto Cristofori proverà dunque a rimettersi nella condizione del lettore ideale che Dante ha immaginato per il suo poema. Diciamo meglio: dei lettori ideali che emergono nel corso dell’opera, col passaggio dalla prima alla terza cantica.
Questa ricerca è anche un modo per mettere alla prova il testo: nella convinzione che solo così si possa verificare se la Divina Commedia sia un’opera ormai museificata, oggetto di studi specialistici sempre più raffinati, ma capace di parlarci solo attraverso infinite mediazioni; o se viceversa sia un’opera ancora viva, capace, e in che misura, e a che condizioni, di dire qualcosa di importante ai lettori del xxi secolo.
Alberto Cristofori, traduttore, narratore e editore, ha organizzato nel 2015 “Milano per Dante”, una lettura integrale della Divina Commedia affidata a cento esponenti della società civile milanese.
Ora si cimenta in questa impresa solitaria, rivolta a chi desidera cancellare il ricordo della lunga noia delle “ore di Dante” liceali e a chi desidera superare il sacro timore che i versi del poema trecentesco troppo spesso incutono al profano. Il viaggio si concluderà nel 2021, in occasione del 700° anniversario della morte di Dante Alighieri.

Ogni incontro prevede la lettura di due canti e una durata di circa un’ora.
Gli incontri si svolgono in corso Garibaldi 17, Milano, a partire dalle ore 19.00
Calendario degli ultimi incontri (Inferno):
martedì 11 giugno 2019 – canti XVII e XVIII 
martedì 25 giugno 2019 – canti XIX e XX
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domenica 9 giugno 2019

Transitus Sancti Antonii, IX edizione

Torna nelle strade del centro storico di Fragagnano il “Transitus Sancti Antonii” (Transito di Sant’Antonio), la rievocazione itinerante di matrice medioevale “dedicata” ai momenti salienti della vita di Sant’Antonio da Padova, il Santo Patrono di Fragagnano.
La manifestazione si tiene domenica 9 giugno 2019, con partenza alle ore 19.00 da via Archimede.
Al suono delle chiarine e dei tamburi araldici, si svilupperà il corteo del “Transitus Sancti Antonii” con centinaia di protagonisti e figuranti in costumi medievali: frati, clarisse, cardinali, tamburini, cavalieri crociati, popolani e nobili.
L’evento è organizzato dall’Associazione di Promozione Socioculturale “Terra Nostra Fragagnano” in collaborazione con l’Arcidiocesi di Taranto, il Comune di Fragagnano e la Pro Loco di Fragagnano.
Il “Transitus Sancti Antonii” è caratterizzato dalla rappresentazione cronologica di alcuni dei momenti più importanti dell’esistenza del Santo Taumaturgo, con una particolare attenzione ad alcuni eventi prodigiosi che Sant’Antonio ha compiuto in vita.
Anche in questa nona edizione, infatti, ci saranno anche le rappresentazioni di due famosi miracoli: il “Prodigio della Giumenta” e “il Prodigio del Cuore dell’Avaro”.
Al termine dell'evento i bambini potranno giocare con divertilandia e nel laboratorio della lana cardata dove i bimbi, e non solo, potranno creare meravigliosi manufatti; sarà possibile, inoltre, assistere a un combattimento medievale e allo spettacolo degli sbandieratori.
Alla manifestazione “Transito di Sant’Antonio di Fragagnano” parteciperanno il laboratorio di lana cardata e fiaba per bambini di Antonietta Ferrari di Nardò, i tamburini del Barone di Freganius, il Gruppo sbandieratori e musici “Rione San Basilio” di Oria, la Compagnia d’arme “Militia Regis” di Oria, la Scuola Koreia di Pulsano con la danza medievale, il Duo Reptail (serpenti) di Oria e la Scuderia “De Padova” di San Marzano di San Giuseppe.
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venerdì 7 giugno 2019

Medioevo in Archivio 2019, quarto incontro

Sabato 8 giugno 2019 alle ore 11,15 l’Associazione Italia Medievale, l’Archivio di Stato di Milano e Archeion sono lieti di invitarvi nella Sala Conferenze dell’Archivio di Stato di Milano in Via Senato, 10 al quarto e ultimo appuntamento del secondo ciclo di incontri “Medioevo in Archivio 2019”. Ingresso libero. Paolo Grillo (Università degli Studi di Milano): “Le acque domate: la trasformazione delle campagne milanesi nel Duecento“.
Sarà presentata, narrata e esposta una pergamena datata 5 maggio 1233.
Gli esponenti di tre famiglie milanesi (Gambari, Curti e Palazzi) concludono un accordo per scavare a spese comuni una roggia per irrigare i loro pascoli.
Ci accompagnerà alla scoperta di questo importante documento d’archivio Paolo Grillo, professore associato di Storia Medievale presso l’Università degli Studi di Milano. Ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università di Firenze. Ha svolto periodi di insegnamento presso l’École Normale Superieure di Parigi e presso l’Université de Paris IV, Sorbonne. È membro del comitato di redazione delle riviste “Società e storia” e “Études angevins”. È membro del collegio dei docenti del Dottorato in Storia, cultura e teorie della società e delle istituzioni dell’Università degli Studi di Milano, del Centro interuniversitario di studi “Le polizie e il controllo del territorio” (CEPOC) e “Esperto della materia” per il Ministero dell’Istruzione del Canton Ticino. Si occupa della storia sociale e politica delle città italiane nei secoli XII-XIV, con particolare attenzione al momento di passaggio dal Comune alla Signoria e alla “crisi del primo Trecento”. Studia inoltre la storia militare del basso Medioevo in Italia.

martedì 4 giugno 2019

"Genaua Kainua Genua Ianua" presentazione a Genova

Martedì 4 giugno 2019, alle ore 16.30, l’Associazione Amici di Palazzo della Meridiana organizza la presentazione del libro Genaua Kainua Genua Ianua - Genova. Le molte vite di una città portuale dal Neolitico al VII secolo d.C. di Piera Melli (OLTRE Edizioni). Dopo il saluti di Davide Viziano, presidente dell’Associzione Amici di Palazzo della Meridiana, Vincenzo Tinè, Soprintendente per l’Archeologia, le belle arti e il paesaggio della Liguria introduce l’autrice. Interviene Giuliano Volpe, Ordinario di Archelogia Cristiana e Medioevale e Rettore Emerito dell’Università di Foggia che dialogherà con l’autrice.
Il libro è una trattazione della più antica storia di Genova. Dalle origini nel Neolitico medio al preludio del suo trasformarsi in grande capitale mediterranea e europea nel VIII secolo, dalle capanne alle domus, da fondaco di pescatori alla sede vescovile. Ovvero preistoria, protostoria, età romana, tardo-antica e il primo, nebuloso e quasi sempre negletto, tratto del'Alto medioevo. Un amplissimo periodo storico che di solito è sommariamente trattato nel primo capitolo delle tante storie di Genova. È una storia che gli sviluppi recenti dell'archeologia urbana consentono oggi, finalmente, di scrivere, restituendo a Genova e al resto della Liguria quella dimensione ancestrale che può spiegare il lento e graduale affermarsi di questa città e di questa regione come area chiave dei traffici politici, economici e culturali del Mediterraneo.
Piera Melli è l'autorità indiscussa in materia, essendo stata funzionaria responsabile della Soprintendenza e la protagonista locale di quella felice stagione dell'archeologia urbana in Italia negli anni '80 e' 90.
L’evento è a ingresso libero fino ad esaurimento posti. Per informazioni: 010 2541996.

lunedì 3 giugno 2019

Le due vite di Lucrezia Borgia. La cattiva ragazza che andò in Paradiso

Mercoledì 5 giugno 2019 alle ore 19.00 torna a Tempo Ritrovato Libri di Milano “Storie ritrovate” in collaborazione con Italia Medievale, stavolta con una sorta di ‘cold case’ riaperto dalla giornalista Lia Celi e dallo storico Andrea Santangelo, dinamico duo riminese giunto alla quarta opera a quattro mani: il loro nuovo libro “Le due vite di Lucrezia Borgia. La cattiva ragazza che andò in Paradiso” (UTET 2019) è un’indagine dallo stile leggero e ironico, ma dalle basi storicamente solidissime, dove il lettore entra davvero nella vita di una donna intelligente e capace, marchiata però nell’immaginario collettivo da una leggenda nera – rialimentata da recenti serie tv – che la associa a congiure e veleni, sessualità sfrenata e corruzione, in connubio inscindibile con il papà-Papa e col ‘machiavellico’ fratello, il “duca Valentino”.
Nel Cinquecentenario del suo contemporaneo Leonardo da Vinci, Lucrezia è riportata a una dimensione più reale - ma non meno affascinante – rispetto a quella dark lady del Rinascimento frutto del mix tra propaganda ostile e gossip sesso&sangue che ‘tira’ sempre.
Dialoga con gli autori Giuseppe Maria Bianchi di Italia Medievale. Ingresso libero.

mercoledì 29 maggio 2019

"Le varianti testuali della Divina Commedia" a Ferrara

Sarà dedicata alle varianti testuali della Divina Commedia emerse grazie agli studi dell'Università di Ferrara la lectio magistralis di Paolo Trovato, docente UniFe di Storia della Lingua italiana, in programma mercoledì 29 maggio 2019 alle ore 17,00 nella sala Agnelli della Biblioteca Comunale Ariostea in Via delle Scienze 17, a Ferrara. L'incontro, inserito nel ciclo 'I Mercoledì dell'Ippogrifo' a cura del Gruppo Scrittori Ferraresi, sarà introdotto da Federica Graziadei e Giuseppe Ferrara.
Come succede per moltissimi altri scrittori dell'antichità o del Medioevo o del Rinascimento (gli autori dei vari libri della Bibbia, tutti i classici latini, Shakespeare), di Dante non abbiamo neanche una riga autografa. In tutti questi casi abbiamo solo copie più o meno fedeli (è difficile copiare un'opera lunga senza commettere un certo numero di errori, a volte molto gravi). Di conseguenza, il testo della Bibbia, quelli di Virgilio, Ovidio, Cicerone, quello di Dante sono, in parte, frutto di ipotesi ricostruttive a partire dal confronto dei manoscritti. Nel caso di Dante il confronto si è limitato a lungo solo a una piccolissima parte (al massimo il 5%) delle copie manoscritte superstiti, che sono 580 (le edizioni degli ultimi 50 anni riproducono tutte la ricostruzione di Giorgio Petrocchi, 1966-1967). Ma l'estensione della ricerca a tutti i 580 manoscritti, portata avanti a Ferrara dal 2003, ha permesso di prendere in considerazione varianti testuali in precedenza ignote agli studiosi, che almeno in qualche caso sembrano preferibili a quelle del testo oggi in uso.

martedì 28 maggio 2019

"Il Primo parlamento generale del Regno aragonese di Napoli" presentazione a Napoli

Mercoledì 29 maggio 2019 alle ore 17.00 presso la sala Capitolare di San Lorenzo Maggiore in piazza San Gaetano, 316 a Napoli, si terrà la presentazione del libro “Il Primo parlamento generale del Regno aragonese di Napoli” di Guido d’Agostino edito dalla ESI (Edizioni Scientifiche Italiane).  Il volume sarà presentato da Nino Daniele, assessore alla cultura del Comune di Napoli, dalla professoressa Maria Sofia Corciulo, presidente della Commissione internazionale di storia delle Istituzioni Parlamentari, da Francesco Senatore, professore di Storia medievale alla Federico II e dall’autore.
Il primo Parlamento Generale del Regno aragonese di Napoli, convocato da Alfonso il Magnanimo il Magnanimo appena compiuta la conquista del Mezzogiorno continentale, inaugura la lunga sequenza della storia parlamentare meridionale nell’età spagnola (1442-1642). Ed è bene, al riguardo, e qualunque sia la valutazione complessiva della vita e dell’attività svolta dalle assemblee in questione, ribadire che attraverso lo studio e la ricostruzione dei parlamenti, delle loro strutture, funzioni e prassi, emergono e si possono approfondire i più vari temi ed aspetti della storia complessiva di una data realtà geo-politica e statuale. Il caso presentato in questo volume fissa alcuni punti fermi in relazione a dibattute e controverse questioni quali quelle riguardanti la natura stessa del Parlamento che il Sovrano impianta, o ‘trapianta’, nel Regno rispetto alle omologhe istituzioni del contesto iberico, o anche delle grandi Isole (Sardegna e Sicilia) in cui erano già state poste in essere.
Guido d'Agostino, Presidente dell’Istituto campano della Storia della Resistenza, ha insegnato Storia delle Istituzioni parlamentari, Storia moderna e Storia del Mezzogiorno presso l’Università Federico II di Napoli. È stato presidente della Società italiana di studi elettorali e del Laboratorio nazionale di didattica della storia. Dirige la rivista «Meridione. Sud e Nord nel Mondo»; collabora a giornali e riviste, in Italia e all’estero. Tra suoi libri: Napoli, Mezzogiorno, Europa Potere, Istituzioni, Società, Liguori (2009); e Ferrando d’Aragona. Duca di Calabria e Viceré di Valenza, (2015); «Nel segreto dell’urna…» Il voto politico a Napoli (1946-2018), con V. Mauriello, (2018); Il primo Parlamento Generale del Regno aragonese di Napoli, (2018), tutti con le Edizioni Scientifiche Italiane.

lunedì 27 maggio 2019

Ospedali, cure e farmaci nella Tergeste medievale

Mercoledì 29 maggio 2019, alle ore 17.30, nella sala “Bobi Bazlen” del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” (Via Rossini, 4), avrà luogo un miniconvegno di storia della medicina dal titolo “Ospedali, cure e farmaci nella Tergeste medievale”, che vedrà impegnati tre storici concittadini: il dottor Claudio Bevilacqua, il professor Euro Ponte e il dottor Giorgio du Ban.
Medico e storico della medicina, Bevilacqua è stato Sovrintendente Sanitario degli Ospedali Riuniti di Trieste. A lui il compito di ricordare i cinque ospedali esistenti nell’antica Tergeste, tra il XIII e il XV secolo. La relazione sarà preceduta da una carrellata su date e fatti che hanno interessato il territorio tergestino dalla protostoria al Quattrocento.
Clinico medico e storico della medicina, già docente all’Università di Trieste, Ponte illustrerà le cure che venivano fornite all’epoca in esame, talvolta da personale qualificato, ma non di rado da praticoni.
A du Ban, già Direttore di Farmacia e fondatore del Museo della Farmacia Picciola, il compito infine di introdurre il pubblico nell’affascinante mondo di erbe, piante, polveri minerali e altre sostanze presunte miracolose. Tutti gli interventi saranno accompagnati da un puntuale corredo iconografico. L’ingresso alla manifestazione è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

venerdì 24 maggio 2019

Medioevo a Binasco VII edizione

Due giornate in cui Binasco (MI) torna ad essere un borgo medievale; siamo alla settima edizione di questa bella manifestazione che comincia con la Cena Medievale in Castello, venerdì 24 maggio 2019 alle ore 20,00. Quest’anno le danzatrici del Gruppo Danze Storiche Binasco – Il Lieto Passo, metteranno in scena un intrigo tra le mura del Castello. I convitati che lo desiderano potranno così cimentarsi nella risoluzione del mistero, seguendo gli indizi forniti per trovare il colpevole. Al tavolo che per primo consegnerà la soluzione verrà dato un premio! I posti sono limitati e la cena è su prenotazione al costo di 30,00 euro a persona da pagare alla prenotazione che può essere fatta presso il negozio Oro Argento e Fantasia in via Matteotti 70 a Binasco, oppure tramite mail scrivendo a prolocobinasco@gmail.com e procedendo poi al bonifico con i dati che verranno inviati.
Sabato 25 maggio 2019 invece sarà una giornata allegra e divertente, con un programma di eventi che sapranno appassionare adulti e bambini. Gli uomini della Pro Loco hanno costruito nuove strutture in legno che renderanno più funzionale la zona che chiamiamo Locanda dove a partire dalle ore 12,00 saranno servite gustose pietanze per appetiti antichi e … moderni. Ci perdonerete per questa incongruenza storica, ma non sappiamo resistere ai peccati di gola!
Una novità di questa edizione è l’introduzione nel pomeriggio di un piccolo palio tra le contrade che spesso anima le rievocazioni storiche e le sagre di paese e che anche noi abbiamo voluto proporre sperando che possa diventare una piacevole tradizione come in questi anni lo è diventata la Giornata Storica. Il paese è stato idealmente suddiviso in due contrade “il Borgo” e “la Campagna” che si sfideranno in una serie di giochi per aggiudicarsi il vessillo della vittoria ed il bacio della Duchessa.
La presenza degli amici Sbandieratori e Musici di Lacchiarella, degli Arcieri del Drago Nero e dei Falconieri del Feudo, sarà fonte di interesse ed un modo per immergersi nei colori e nelle usanze medievali. Non mancheranno le danze storiche dei gruppi di Binasco “Il Lieto Passo” e “le Dame e i Cavalieri di Beatrice” con la partecipazione de “Il Biancofiore” di Vigevano. Nuovi abiti e nuovi passi sapranno affascinarvi.
I nostri ragazzi del progetto scuola-lavoro, anche quest’anno faranno da cicerone a coloro che vorranno approfondire la storia di Binasco lungo un percorso con delle bellissime stazioni create con i dipinti della maestra Nicoletta dell’associazione Accademia del Prezzemolo.
Sarà piacevole anche passeggiare tra le bancarelle del mercato medievale.
In serata, alle ore 21,00 il nostro bellissimo corteo storico che conta ormai più di 100 figuranti, scenderà dalla rampa del Castello e grazie alla sempre preziosa consulenza del prof. Cuomo, vi presenteremo i personaggi per farvi conoscere da vicino i Signori della Corte del Ducato di Milano che vogliamo immaginare in un momento di festa nel nostro borgo, magari venuti qui per una battuta di caccia come spesso solevano fare. Con orgoglio ricordiamo che tutti gli abiti sono stati fatti dalle donne della Pro Loco sotto la preziosa guida dell’ormai mitica signora Ornella.
In chiusura della giornata, la Compagnia del Teatro Scalzo di Genova, ci proporrà uno spettacolo in cui le percussioni faranno da sottofondo ad acrobazie con il fuoco.
A voi non resta che partecipare numerosi! Se necessitate di ogni altra informazione non esitate a contattarci, ci trovate anche su facebook e su instagram.
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giovedì 23 maggio 2019

"La medicina araba" presentazione a Milano

Giovedì 23 maggio 2019 alle ore 18.00, presso il Centro Missionario PIME, sala beato Mazzucconi alle ore 18,00 si tiene la presentazione del saggio "La medicina araba" di Jolanda Guardi (Luni Editore – ICOO). Interviene l’Autrice; introduce e modera Isabella Doniselli Eramo. Ingressso libero.
Se è vero che la medicina araba fa ampio riferimento alla tradizione greca, la medicina del Profeta rimane il suo punto di partenza e la base dei suoi sviluppi successivi: un insieme di prescrizioni e medicamenti naturali ancora in uso e tutt’oggi ritenuti validi.
E’ altrettanto innegabile che per circa nove secoli la lingua franca della produzione scientifica musulmana sia stata l’arabo. Arricchitasi nel corso dei secoli è difficile distinguere i singoli apporti che attingono alle tradizioni persiane e ottomane o che provengono da culture radicate ancora più a Oriente.
Nel corso della serata L’Autrice ci illustrerà il filo degli intrecci con la scienza medica occidentale, per la quale i testi dei grandi medici arabi erano fondamentali nelle università europee. Figure di grandi medici quali Averroè e Avicenna e altri meno noti in Occidente, hanno dato un contributo cruciale nello sviluppo della scienza medica.
Ma, pur con tutti i contributi e gli scambi di saperi tra Oriente ed Occidente è il CORPO, così come concepito nell’islam, il centro della scienza medica araba.
Jolanda Guardi ha conseguito un International PhD in Antropologia con una tesi sulla Letteratura algerina presso l’Università Rovira i Virgili (Spagna). Ha una laurea magistrale in Lingua e letteratura tedesca (Università di Milano) e una laurea magistrale in Lingua a letteratura araba (Università di Torino), oltre a un Master in Femminismo islamico (Università di Madrid). È membro di ICOO. È membro del comitato scientifico del SIMREF (Seminari Interdisciplinar de Metodologia de Recerca Feminista). Nel 2012 ha conseguito l’abilitazione di Professore Associato. Ha insegnato lingua e letteratura araba all’Università di Milano, all’Università di Pavia ed è stata visiting professor presso università arabe ed europee. Attualmente insegna Letteratura e cultura araba presso l’Università di Macerata; è direttrice scientifica del Progetto di Certificazione della Lingua Araba (ILA – Milano) e direttrice per Jouvence della collana di traduzioni dall’arabo.
Isabella Doniselli Eramo : Sinologa, collabora attivamente con la Biblioteca del Pime; è Vice Presidente e coordinatrice del Comitato Scientifico di ICOO (Istituto di Cultura per l’Oriente e l’Occidente).

mercoledì 22 maggio 2019

"La prima veste di San Francesco" a Siena

San Francesco riportò pezzi del mantello del vescovo Guido sul suo abito penitenziale: è questa la deduzione a cui è arrivata dopo lunghe ricerche scientifiche e studio dei materiali, la restauratrice senese Maria Giorgi che illustrerà in una conferenza, giovedì 23 maggio 2019 alle 17.30, alla Biblioteca comunale degli Intronati a Siena. L’appuntamento, a ingresso libero, nella Sala Storica (via della Sapienza, 5), vedrà il coordinamento di Raffaele Ascheri, presidente del CdA della Biblioteca.
Il lavoro presentato, per la prima volta, in occasione dell’apertura del Santuario della Spoliazione di Assisi nel maggio del 2017, e accolto con estremo entusiasmo anche a Londra lo scorso mese di aprile alla conferenza annuale: “Wool Cloth, Clothing and Culture” della Società per lo studio del tessuto e del costume medioevale MEDATS (Medieval Dress and Textiles Society), approderà così anche a Siena. Per l’occasione, la stessa Giorgi, professore a contratto al corso di laurea magistrale in Restauro all’Accademia di Brera a Milano, spiegherà il lungo processo iniziato nel 2007 su alcuni frammenti ritrovati in una scatola e altri avvolti in un rotolo recanti il cartiglio “Sacro Pallium, Mantello del vescovo Guido”. I reperti confrontati con il primo abito penitenziale di San Francesco, dopo numerose analisi scientifiche e tecniche, hanno confermato la compatibilità delle fibre rinvenute sulla prima veste con i frammenti tessili scoperti nel 2007.
Maria Giorgi: restauratore/conservatore già responsabile della collezione tessile delle reliquie di San Francesco e Santa Chiara presso il Protomonastero delle Clarisse di Assisi, ha curato, tra gli altri, il restauro delle reliquie di San Bernardino della Basilica dell’Osservanza di Siena e Massa Marittima, i parati di Palazzo Guadagni Strozzi Sacrati sede della Presidenza della Regione Toscana a Firenze, l’opus anglicanum  Piviale di Pio II di Pienza, la casula di San Panfilo Sulmona, la collezione tessile del Museo di Palazzo Venezia e del Museo d’Arte Orientale di Roma,  parte della collezione di arazzi del Palazzo del Quirinale. Molti di questi lavori sono stati dalla Giorgi pubblicati e  presentati in congressi nazionali ed internazionali.

martedì 21 maggio 2019

"Il giudice Albertano e il caso del numero perfetto" a Brescia

Giovedì 23 maggio 2019 alle ore 17.30 nella Sala dei Giudici di palazzo della Loggia si presenta "Il giudice Albertano e il caso del numero perfetto" (Liberedizioni, 2019), il nuovo, atteso giallo di Enrico Giustacchini ambientato nel Medioevo bresciano. Conduce l'incontro Marcello Zane, storico e giornalista. L'ingresso è libero.
Due delitti, a breve distanza tra loro.
Prima, il reggitore del castello di Cimbergo appeso alle mura a testa in giù.
Poi, un monaco dell’abbazia di Leno avvelenato da una pozione micidiale.
Due delitti, firmati dalla stessa mano.
Per il giudice Albertano, una sola certezza: la serie non è che al suo inizio e presto l’assassino tornerà a colpire.
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lunedì 20 maggio 2019

Lectura Dantis con Quirino Principe e Umberto Ceriani

Martedi' 21 maggio 2019 alle ore 18.30 presso la Libreria Citta' Possibile Via Frua 11 (ingresso da via delle Stelline) a Milano prosegue la Lectura Dantis intrapresa in occasione del 750° anniversario della nascita di Dante Alighieri.
Quirino Principe legge e commenta il canto XXXIII dell'Inferno.
Con la partecipazione straordinaria di Umberto Ceriani.
Segue aperitivo.
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mercoledì 15 maggio 2019

Federico II di Svevia a Pavia

Mercoledì 15 maggio 2019 alle ore 18,00 presso il Collegio Gerolamo Cardano in Viale Resistenza, 15 a Pavia si tiene la presentazione del saggio “L’imperatore nel suo labirinto. Usi, abusi e riusi del mito di Federico II di Svevia” di Marco Brando (Tessere Edizioni, 2019). Interviene l’autore.
Ha 800 anni sulle spalle ma ancora oggi Federico II di Svevia, l’imperatore normanno-svevo, viene posto o sugli altari o sul banco degli imputati. Rimosso (o messo da parte) il personaggio storico, è stato trasformato in un mito e di esso, a seconda delle stagioni, della collocazione geografica, delle mire politiche, se ne è fatto abbondante uso. Tanto da stravolgere la storia, o meglio, come sempre più spesso avviene, a tirarla dalla propria parte fino a negarla.
Con le armi del cronista che segue un avvincente caso giudiziario, e con una gradevolissima scrittura che regala anche più di un sorriso, Marco Brando, giornalista di lungo corso e scrittore, ha indagato sul “leader” del Sacro romano impero (Jesi, 1194 – Castel Fiorentino, 1250), sul vestito, anzi, meglio, i vestiti che gli sono stato messi addosso e sul massiccio impiego ideologico della sua immagine.
Blandamente apprezzato in tutto il Sud, soltanto in Puglia è assurto a vero e proprio idolo, padre fondatore, venerabile santo, poi trasformato in un’icona da stampare su magliette o gadget come si fa con Che Guevara o Marilyn Monroe.
Dalla “centrifuga” di questo caso emerge però anche il disprezzo strumentale che se ne è fatto nel Nord padano-leghista, dove i santini riproducono invece l’effige di Alberto da Giussano.
E nell’area europea di cultura germanica – terra natale dei suoi avi tedeschi, Enrico VI e Federico Barbarossa, dove di miti, archetipi e simboli ne sono stati collezionati a dismisura – che ne è del puer Apuliae? Quasi completamente ignorato dalla gente comune, persino nella sua Svevia, lo scopre il cronista prestato al mestiere di storico, che dei ferri di questa disciplina si è qui rigorosamente servito.
Se ne interessano invece i media islamici contemporanei, per i quali Federico non è affatto il fautore della cosiddetta “crociata pacifica”, bensì un invasore e un nemico, come tutti i suoi predecessori.
Marco Brando, giornalista, scrittore e blogger, ha lavorato a l’Unità, TV Sorrisi e Canzoni, Corriere del Mezzogiorno e City, il quotidiano free press del gruppo RCS. Dal maggio 2012 al luglio 2017 è stato caposervizio per l’attualità del Settimanale Nuovo, di Cairo Editore. Ora fa il giornalista free lance su vari fronti del mondo dei media, del web e della divulgazione culturale.
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lunedì 13 maggio 2019

Conferenza stampa per "Laus Musicae" a Benevento

Si terrà martedì 14 maggio 2019, alle ore 11,00 presso il Salone Biblioteca Arcivescovile “Francesco Pacca” in Piazza Orsini, 27 a Benevento, la conferenza stampa di presentazione del Convegno Internazionale “Laus musicae: arte, scienza e prassi del canto liturgico e devozionale medievale”.
Saranno presenti: Giuseppe Ilario – Direttore Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento, Antonio Verga - Presidente Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento, Felice Accrocca – Arcivescovo metropolita di Benevento, Mario Iadanza – Ufficio Beni culturali e arte sacra Arcidiocesi di Benevento, Paolo Scarnecchia – docente di Storia della musica Conservatorio di Benevento.
“Durante la conferenza – spiegano gli organizzatori - verrà comunicato il programma del Convegno Internazionale “Laus musicae: arte, scienza e prassi del canto liturgico e devozionale medievale”, che si svolgerà nei giorni 23, 24 e 25 maggio 2019 presso il Complesso di San Vittorino e riunirà importanti e prestigiosi studiosi italiani e stranieri che racconteranno le loro ultime ricerche sul Canto beneventano e sulla storia della Longobardia minore. L’idea del Convegno è maturata attraverso il dialogo e la collaborazione tra il Conservatorio di Musica “Nicola Sala” e l’Arcidiocesi di Benevento, e l’iniziativa è nata dal desiderio di ribadire l’importanza e la bellezza del patrimonio del Canto beneventano nel quadro storico, artistico e musicologico medievale, e di conoscere lo stato più avanzato dei suoi studi e dei punti di contatto e d’influenza con altre tradizioni di canto piano”.

venerdì 10 maggio 2019

Federico II di Svevia nel suo labirinto

Sabato 11 maggio 2019 alle ore 11,00 l’Associazione Italia Medievale e Archeobooks sono lieti di invitarvi nella Sala Conferenze del Civico Museo Archeologico di Milano (Ingresso da Via Nirone, 7) per la presentazione del saggio “L’imperatore nel suo labirinto. Usi, abusi e riusi del mito di Federico II di Svevia” di Marco Brando (Tessere Edizioni, 2019). Interviene l’autore, conduce Giuseppe Maria Bianchi. Ingresso libero.
Ha 800 anni sulle spalle ma ancora oggi Federico II di Svevia, l’imperatore normanno-svevo, viene posto o sugli altari o sul banco degli imputati. Rimosso (o messo da parte) il personaggio storico, è stato trasformato in un mito e di esso, a seconda delle stagioni, della collocazione geografica, delle mire politiche, se ne è fatto abbondante uso. Tanto da stravolgere la storia, o meglio, come sempre più spesso avviene, a tirarla dalla propria parte fino a negarla.
Con le armi del cronista che segue un avvincente caso giudiziario, e con una gradevolissima scrittura che regala anche più di un sorriso, Marco Brando, giornalista di lungo corso e scrittore, ha indagato sul “leader” del Sacro romano impero (Jesi, 1194 – Castel Fiorentino, 1250), sul vestito, anzi, meglio, i vestiti che gli sono stato messi addosso e sul massiccio impiego ideologico della sua immagine.
Blandamente apprezzato in tutto il Sud, soltanto in Puglia è assurto a vero e proprio idolo, padre fondatore, venerabile santo, poi trasformato in un’icona da stampare su magliette o gadget come si fa con Che Guevara o Marilyn Monroe.
Dalla “centrifuga” di questo caso emerge però anche il disprezzo strumentale che se ne è fatto nel Nord padano-leghista, dove i santini riproducono invece l’effige di Alberto da Giussano.
E nell’area europea di cultura germanica – terra natale dei suoi avi tedeschi, Enrico VI e Federico Barbarossa, dove di miti, archetipi e simboli ne sono stati collezionati a dismisura – che ne è del puer Apuliae? Quasi completamente ignorato dalla gente comune, persino nella sua Svevia, lo scopre il cronista prestato al mestiere di storico, che dei ferri di questa disciplina si è qui rigorosamente servito.
Se ne interessano invece i media islamici contemporanei, per i quali Federico non è affatto il fautore della cosiddetta “crociata pacifica”, bensì un invasore e un nemico, come tutti i suoi predecessori.
Dall’inchiesta “giornalistica” – per metà è questo il libro, per metà è ricerca di storia contemporanea – emergono anche le tante false raffigurazioni del Medioevo, impiegate per demonizzare le presunte “stagioni buie” e rassicurarsi del proprio luminoso presente o per travestirsi nei protagonisti di un video-gioco ambientato nei labirinti di un castello ottagonale.
Il puzzle ricostruito svela usi e abusi dell’imperatore, gli antichi debiti e gli antichi pregiudizi, la ferita profonda che lacera l’Italia imprigionandola nel suo Sud e nel suo Nord.
Accompagnato dalla prefazione di Giuseppe Sergi e dalla postfazione di Tommaso di Carpegna Falconieri, medievisti di chiara fama, il libro aggiorna ed amplia un precedente volume uscito nel 2008 e ormai esaurito, riproducendo in appendice i testi di Raffaele Licinio e Franco Cardini, presenti in quella edizione, oltre a una ricca sezione iconografica.
In controluce si legge, a prescindere dal personaggio, l’uso che si fa dei miti, fornendo gli strumenti per coltivarli, come naturalmente avviene, senza farsene fagocitare fino a perdere il lume della ragione.
Marco Brando, giornalista, scrittore e blogger, ha lavorato a l’Unità, TV Sorrisi e Canzoni, Corriere del Mezzogiorno e City, il quotidiano free press del gruppo RCS. Dal maggio 2012 al luglio 2017 è stato caposervizio per l’attualità del Settimanale Nuovo, di Cairo Editore. Ora fa il giornalista free lance su vari fronti del mondo dei media, del web e della divulgazione culturale.
Nel corso della sua attività giornalistica ha collaborato anche con Epoca, L’Europeo, La Domenica del Corriere, L’Espresso, Rai, Reuters, Sette, Radio Popolare, Radio della Svizzera Italiana, Italia Radio, Liberal, Farefuturoweb, Traveller, AD, Italia Oggi, Markos.it, Caffeina Magazine e Bari Economica.
Dal 2006 al 2011 ha diretto la collana “altreStorie” della Palomar. Con la casa editrice barese ha pubblicato due suoi libri: Sud Est. Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia (2006) e Lo strano caso di Federico II di Svevia. Un mito medievale nella cultura di massa (2008), con prefazione e postfazione a cura degli storici Raffaele Licinio e Franco Cardini.
Due suoi saggi sono ospitati nel volume Il paesaggio agrario medievale (Edizioni Istituto Alcide Cervi, agosto 2011): Politica, identità e storia divulgata e Barbarossa (nella sezione “Divulgare il Medioevo”).
È uno degli autori dei libri Quale energia per la Puglia? (Cacucci, Bari, 2008), L’eredità di Federico II / Das Erbe Friedrichs II (Adda, Bari, 2011) e Puglia. Appunti di viaggio (Eventi d’autore, Bari, 2011).
Ad Oxford, nel Regno Unito, un suo racconto A Night of Moon and Sea è stato pubblicato nell’antologia The Globetrotter’s Companion: A Collection of Creative Travel Writing (edited by Nikul Patel and Leon Terner, Lion Lounge Press, 2011).
Il suo ultimo libro, L’imperatore nel suo labirinto. Usi, abusi e riusi del mito di Federico II di Svevia, con prefazione di Giuseppe Sergi, postfazione di Tommaso di Carpegna Falconieri e in appendice scritti di Raffaele Licinio e Franco Cardini, è stato pubblicato nel 2019 dalla casa editrice Tessere.