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martedì 6 aprile 2021

"Verona Romanica" ciclo di webinars culturali

Inizierà venerdì 9 aprile 2021, un importante ciclo di webinars culturali, sul tema: “Verona Romanica”, a cura dalla Fondazione Verona Minor Hierusalem, in sinergia con l’Università di Verona, la Soprintendenza archeologia Belle Arti e Paesaggio, per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, l’Ordine degli Architetti della Provincia di Verona e l'Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto - Verona.
Si tratta di sei appuntamenti, settimanali, che si terranno, ogni venerdì alle 18.00, dedicati all’architettura religiosa veronese, tra il X e il XII secolo, alla sua vitalità, complessità e pluralità di espressioni. Le radici medievali dell’architettura, nel veronese, saranno messe in dialogo, con la gestione - oggi - di questa eredità, attraverso il ruolo di progettisti, studiosi, comunicatori e fruitori dello spazio e della bellezza, mentre si verranno a conoscere origine e sviluppo delle forme di un’identità artistica e culturale dello spazio, che s’intreccia, con il formarsi della realtà religiosa, civile e politica della Verona comunale.
Storia e, al tempo, confronto con il presente, con il permanere di questa bellezza, che, ancora oggi, viviamo attraverso gli itinerari di Verona Minor Hierusalem. Un viaggio, che porterà i partecipanti, dagli ambienti ipogei altomedievali, ai grandi momenti romanici di San Zeno Maggiore, San Giovanni in Valle e Santo Stefano, integrando anche un’incursione nel recente cantiere di restauro nella Chiesa di San Severo di Bardolino.
Il corso è gratuito e aperto a tutti previa iscrizione sul sito: www.veronaminorhierusalem.it. Saranno assegnati crediti formativi agli Architetti - previa iscrizione alla piattaforma dedicata – e un attestato di frequenza ai Docenti della scuola secondaria. Un grande evento, dal contenuto altamente culturale, che permetterà di meglio conoscere la Verona medievale, in quella bellezza, che, ancora, oggi, traspare profonda – dai diversi monumenti, lasciatici da fedeli e da artisti di sentito credo del passato – verso l’osservatore, rendendo la città scaligera un immenso scenario, senza uguali. 

venerdì 29 gennaio 2021

"Territorio e monachesimo" e "Architettura sacra" online a Melfi

Nuovo appuntamento con il ciclo di incontri del “Secondo Convegno Internazionale per i festeggiamenti del Millenario della fortificazione della Città di Melfi”. Sabato 30 gennaio 2021, alle ore 17:00, spazio alle relazioni del Prof. Francesco Panarelli (Università della Basilicata) su “Territorio e monachesimo” e della Prof.ssa Luisa Derosa (Università di Foggia) su “L’architettura sacra “.
L’incontro si terrà in diretta streaming sulla pagina facebook del “Millenario di Melfi 1018-2018”, sul canale YouTube e sulla pagina facebook del Comune di Melfi.
Il Professor Francesco Panarelli, pugliese, è stato Allievo e poi Perfezionando di Storia presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, sotto la guida di Cinzio Violante. Dopo essere stato borsista a Tübingen, Roma, Bologna si è spostato per oltre un anno a Monaco di Baviera (1993-94) come borsista della Alexander von Humboldt-Stiftung presso i Monumenta Germaniae Historica. Dal 1995 è docente presso l’Università della Basilicata, dove è professore ordinario di Storia medievale dal 2005, è stato Consigliere di Amministrazione e Senatore dal 2006 ad oggi, ed attualmente è Direttore del Dipartimento di Scienze Umane. E’ membro dei comitati scientifici di numerose riviste e membro del Consiglio scientifico dell’International Commission for the History of Towns, del Centro studi sulla Storia degli insediamenti monastici europei presso l’Università Cattolica di Milano, del Forschungsstelle für Vergleichende Ordensgeschichte presso la Technische Universität di Dresda. Ha pubblicato oltre centosettanta lavori tra monografie, articoli e recensioni, occupandosi prevalentemente di storia del Mezzogiorno italiano in età medievale, con una particolare attenzione per l’età normanna e sveva; di storia delle città del Mezzogiorno e delle istituzioni ecclesiastiche; di storia del monachesimo; di problemi legati all’insediamento rupestre; non mancano pubblicazioni dedicate al mondo della scuola e della divulgazione.
La Professoressa Luisa Derosa insegna Storia dell’Arte medievale presso l’Università di Foggia. Ha in precedenza insegnato all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro dopo essere stata ricercatrice dell’Istituto Internazionale di Studi federiciani di Castel Lagopesole (PZ) del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Ha lavorato per lunghi anni con le Soprintendenza della Puglia e della Basilicata, e ha collaborato al progetto di restauro e valorizzazione del succorpo della cattedrale di Bari e dell’insediamento rurale di Balsignano. Ha pubblicato studi sulla Puglia e sulla Basilicata, soffermandosi in particolare sui problemi legati alla produzione scultorea del XII-XIV secolo. Si è inoltre occupata di questioni storiografiche relative al Medioevo in Italia meridionale con particolare attenzione allo studio dei monumenti della Puglia centrale tra Ottocento e Novecento. È stata di recente curatrice della mostra ‘Il Museo che non c’è. Arte, collezionismo, gusto antiquario nel Palazzo degli Studi di Bari (1875-1928) – Bari, Palazzo Ateneo, 28 febbraio-24 aprile 2020.

lunedì 21 settembre 2020

Costruire a Milano, architettura tra IV e XVIII secolo


Martedì 22 settembre 2020
alla Biblioteca Sormani di Milano, per il ciclo di incontri "Libri in Corte", alle ore 18,30 si terrà la presentazione di "Costruire Milano, architettura tra IV e XVIII seocolo" (Il Libraccio, 2019). Sarà presente una delle curatrici del volume, Isabella Balestrieri, docente del Politecnico di Milano. Il libro, bilingue in italiano e cinese, si lega a un'esperienza maturata presso il Politecnico di Milano, in una Scuola di architettura aperta a studenti di tutto il mondo. L'opera propone un itinerario fra le principali architetture costruite a Milano fra la fine dell'Età antica e quella dell'Età moderna. Si tratta certamente di alcuni "dei più notabili" edifici milanesi, ma soprattutto dei cantieri che, fra IV e XVIII secolo, hanno visto architetti e ingegneri affrontare e risolvere i principali problemi della costruzione.
Per partecipare sarà necessario prenotarsi.

lunedì 27 luglio 2020

Conferenza "La pieve di Sant'Ippolito in Piazzanese"

Martedì 28 luglio 2020 alle ore 21,30 nel Chiostro di San Domenico a Prato si tiene la conferenza "La pieve di Sant'Ippolito in Piazzanese" a cura di Damiano Cioni. Ingresso libero.
In questa conferenza verrà riconsiderata la storia architettonica della pieve romanica di Sant'Ippolito in Piazzanese rileggendola attraverso le scoperte avvenute durante i restauri conclusisi nel 2015.
Damiano Cioni, storico dell’arte ed esperto in architetture romaniche, cercherà di far luce sull'architettura e sulle opere scultoree che la arricchiscono, valutandole, non solo come rilevanti testimonianze della civiltà artistica del territorio pratese, ma soprattutto come espressione particolare dei diversi linguaggi dell'arte romanica toscana così influenzati dall'opera delle maestranze che operarono nelle regioni limitrofe.
Questa chiesa costituisce un unicum all'interno dell'intero panorama toscano per le absidi di color verde scuro in conci di serpentino di Prato e i capitelli cubici.
Dalla ricerca incentrata sulle pievi romaniche dell'area pratese dovrebbe ripartire l'intera riconsiderazione dell'arte del Medioevo pratese, le cui opere più rilevanti vanno ricercate sotto strati di opaco intonaco o negli angoli più bui di chiese ormai dimenticate.
Per seguire l'evento su Facebok clicca qui !

sabato 11 luglio 2020

Visite guidate nella Bisceglie medievale

Il programma della prima edizione de "Il borgo delle meraviglie" si arricchirà nel fine settimana con le visite guidate alla scoperta della Bisceglie medievale. Due itinerari storico-culturali pensati appositamente per l'occasione dalle guide turistiche Irene Frisari e Giovanni Di Liddo. Un'opportunità preziosa per conoscere meglio la storia e la cultura biscegliese, che precederà una passeggiata nel borgo delle meraviglie, da via Cardinale Dell'Olio fino alla Porta di mare sul porto turistico, per visitare le oltre 40 botteghe di artigiani, commercianti e artisti che hanno riaperto negli antichi locali del centro storico.
Sabato 11 luglio 2020 le visite guidate si svolgeranno in due turni: alle ore 18:30 e alle ore 19,00. Il primo turno sarà dedicato alla visita delle chiese medievali del borgo mentre il secondo, dedicato alle architetture civili dell'epoca, ripercorrerà le strade, i monumenti, le case e i luoghi del periodo medievale di Bisceglie.
Domenica 12 luglio 2020, invece, i due itinerari saranno proposti a turni invertit: alle 18:30 quello sulle chiese medievali, alle ore 19,00 quello sulle architetture biscegliesi.
La quota di partecipazione è di 5 euro per gli adulti e di 3 euro per i ragazzi di età compresa dai 6 ai 18 anni.
La prenotazione, obbligatoria, si potrà effettuare all'infopoint turistico Iat di via Ottavio Tupputi, 1, telefonicamente al numero 0803968554 o via mail attraverso l'indirizzo info@iatbisceglie.it.
Le visite guidate costituiranno un'opportunità per apprezzare le bellezze del centro storico di Bisceglie, che finalmente si mette in mostra nella sua veste migliore ma anche per far luce sul periodo medievale. Come si apprende leggendo le Norme (i Capitoli) che, almeno dal XV secolo, regolavano la convivenza civile all'interno della città, all'epoca tutta compressa dentro le mura di quello che oggi è considerato il Borgo Antico, i biscegliesi del tempo si sentivano invece estremamente partecipi della cosa pubblica e interessati a custodirla con rispetto e attenzione. Le visite guidate previste per il secondo fine settimana de Il Borgo delle Meraviglie racconteranno quei secoli attraverso le architetture, civili e religiose, che li hanno caratterizzati, svelando misteri e sfatando false credenze.

venerdì 15 maggio 2020

Le chiese scomparse di Piacenza

Domenica 17 maggio 2020 alle ore 16,00 Grazie alla collaborazione di Cooltour Piacenza, Kronos - Museo della Cattedrale vuole offrirvi una visita guidata virtuale per un viaggio nella storia dell'arte e dell'architettura comodamente da casa. Una vera e propria esperienza in diretta streaming con possibilità di interazione.
Alla scoperta delle chiese di Piacenza che non ci sono più: demolite, riconvertite, soppresse. Secondo un manoscritto del primo Ottocento le chiese erano 94, ma è confermato il numero simbolico di 100 già nel XVIII secolo, numero che ha generato l'appellativo di "Piacenza città delle 100 chiese".
Per tutte le informazioni e le modalità segui l'evento su Facebook !

lunedì 23 luglio 2018

Palermo nel Trecento

La “Palermo nel Trecento” sarà il primo dei cinquanta appuntamenti estivi dell’iniziativa “Notti di BCsicilia”. L’evento, organizzato da BCsicilia in collaborazione con Dedalus ed il patrocinio dell’assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, punta a far conoscere e valorizzare il territorio isolano.
L’ampio programma prevede visite guidate, musica, conversazioni, proiezioni, letture, mostri, presentazioni di libri e degustazioni. Il tutto inizierà lunedì 23 luglio per chiudersi il 3 settembre 2018.
Il primo evento in calendario, “Palermo nel Trecento” si terrà lunedì 23 luglio 2018 alle 21,30. L’appuntamento sarà davanti palazzo Sclafani in piazza S. Giovanni Decollato a Palermo.
Durante la passeggiata saranno affrontati i temi salienti dell’architettura religiosa e civile della Palermo del ‘300. Dagli hosteria delle grandi famiglie feudali, tra cui i Chiaramonte e gli Sclafani, alle chiese conventuali sino alle torri civiche, con un particolare accento a tutte quel patrimonio edilizio “minore’” in ombra, segno eloquente delle capacità costruttive degli architetti locali del XIV secolo.
Il percorso oltre a porre l’attenzione sui grandi complessi monumentali della Palermo del ‘300 quali palazzo Sclafani, palazzo Steri, Palazzo Artale e la chiesa di San Francesco, punterà i riflettori anche su una serie di edifici medievali inglobati in strutture di periodo successivo, tra cui torre Busuemi in palazzo Federico, palazzo Santamarina, palazzo Vanni e palazzo Cefalá.
Il palazzo Sclafani costruito attorno al 1330 mostra chiare influenze normanne nella decorazione ad intarsi del prospetto così come l’edificio Steri, antica dimora dei Chiaramonte, poi sede del tribunale dell’Inquisizione. La torre Busuemi, inglobata all’interno del barocco palazzo Federico mostra una bifora trecentesca su uno dei fronti mentre il palazzo Santamarina presenta un prospetto aperto in una serie di finestre a bifora tamponate e la tipica colonna angolare nel cantonale.
Tracce cospicue sono evidenti anche in uno dei prospetti di palazzo Vanni e nella facciata di palazzo Cefalá in via Alloro, aperto in una serie di finestre medievali, adorne di tarsie marmoree e di colonnine centrali. Un XIV secolo quello palermitano ricco di tendenze: dai riferimenti locali del periodo aureo normanno alle innovazioni del gotico continentale.
Per informazioni: Tel. 091.8112571 – 346.8241076. Email: segreteria@bcsicilia.it. Facebook: BCsicilia. Twitter: BCsicilia.

domenica 1 aprile 2018

Laboratorio a Cielo Aperto a Villa Rufolo

La direzione di Villa Rufolo prosegue nel suo percorso di partnership e collaborazione con enti e istituzioni co-organizzando con l’Università di Salerno un laboratorio a Cielo Aperto di Rilievo dell’Architettura. Questa volta la facoltà interessata è quella di Ingegneria Civile e, nello specifico, la cattedra del prof. Salvatore Barba con la quale il direttore dr. Secondo Amalfitano collabora quale docente a contratto in “Rilievo dell’architettura”. Il laboratorio, organizzato con la collaborazione della Fondazione Ravello e del Comune di Ravello, prenderà il via martedì 3 per concludersi sabato 7 aprile 2018 prendendo come case study non solo il monumento simbolo di Ravello ma anche la chiesa di Santa Maria della Pomice di Sambuco con il suo Cristo Pantocratore, i resti medioevali del complesso di S. Angelo dell’ospedale, e due strutture medioevali di proprietà privata site nel vicino comune di Scala: una fullonica – vera e propria “lavanderia” medioevale – e un calidarium.
Il laboratorio rientra fra le attività di studio e valorizzazione, previste nel più ampio dossier elaborato per la candidatura di Ravello Costa d’Amalfi a Capitale della Cultura 2020 – dice il Direttore di Villa Rufoloanche quale esempio di come le collaborazioni inter istituzionali possono portare vantaggi e benefici per il territorio; per tutti ricordiamo che, proprio gli studi e le ricerche finalizzati alla realizzazione di una tesi di laurea su Villa Rufolo, hanno permesso nei mesi scorsi di correggere ed integrare un’ampia letteratura moderna poco rigorosa”.
L’obiettivo diretto del laboratorio, ovviamente, è quello di ampliare le conoscenze degli allievi del quinto anno di Ingegneria Civile di UNISA, fornendo loro il linguaggio, i metodi e gli strumenti infografici per il rilievo dell’architettura oltre ad approfondire la conoscenza delle tecniche grafiche digitali atte alla realizzazione, alla visualizzazione, alla presentazione, alla comunicazione di un progetto grafico di rilievo. Saranno inoltre illustrate le più moderne tecniche di ‘modellazione’ digitale, dai sistemi di presa laser scanner alla fotogrammetria da drone. Il laboratorio contempla lezioni teoriche, esercitazioni pratiche di campagna e attività di laboratorio, anche per sviluppare le capacità critiche e quelle di lavorare in team.

domenica 25 marzo 2018

Da Mutina romana a Modena medievale: geoarcheologia e geoarchitettura

Tra gli appuntamenti del weekend che animano la mostra “Mutina Splendidisima” non manca, come in ogni fine settimana un momento di studio e confronto con esperti sui temi affrontati nell’esposizione. Domenica 25 marzo 2018 alle 16.30 è la volta dell’incontro “Da Mutina romana a Modena medievale: geoarcheologia e geoarchitettura” in cui Stefano Lugli, docente dell’Università di Modena e Reggio Emilia, illustra i risultati delle indagini svolte su malte ed elementi lapidei di lussuosi edifici di Mutina a confronto con i materiali da costruzione del Duomo e della Ghirlandina. L’incontro, aperto liberamente a tutti fino ad esaurimento posti, si svolge nella sala Crespellani dei Musei civici al terzo piano di Palazzo dei Musei, largo S. Agostino. Ingresso omaggio a “Mutina splendidissima” per i partecipanti.
La cattedrale di Modena con la torre civica campanaria Ghirlandina, prestigiosi esempi di arte medioevale, sono iscritte nella lista Unesco del Patrimonio mondiale dell’Umanità. I paramenti esterni di questi monumenti sono coperti da 22 varietà di pietre ornamentali in gran parte derivanti dalla spoliazione della città romana e provenienti anche da luoghi molto lontani, come la Grecia, la Tunisia, la Turchia e persino l’Egitto. La conferenza di Stefano Lugli darà l’occasione di esplorare l’affascinante geoarcheologia delle rovine romane di Mutina, oggi sepolte sotto circa 5 metri di sedimenti alluvionali, e le tecniche costruttive medioevali che hanno prodotto un esempio senza precedenti di spettacolare geoarchitettura.
Per maggiori informazioni visita il sito dedicato: www.mutinasplendidissima.it.

giovedì 23 novembre 2017

La pietra nelle costruzioni savonesi medievali, secoli XI-XIV

Savona. Torri urbane
La conferenza-seminario dal titolo La pietra nelle costruzioni savonesi medievali, secoli XI-XIV promette numerose novità nell’ambito dei reimpieghi lapidei in monumenti come le torri savonesi e San Pietro di Carpignana, permettendoci di intuirne finora sconosciuti contesti storici precedenti.
Luca Finco, architetto e collaboratore in numerosi progetti di ricerca, nel Salone di Storia Patria (via Pia 14/4), venerdì 24 novembre 2017 alle ore 17.30, presenterà in anteprima le sue ricerche nell’area savonese.
Nel savonese si dispone di varia materia prima abile per le costruzioni, in particolare affiorano rocce metamorfiche. Non tutti i diversi tipi di pietra adoperati nelle architetture civili e religiose dei secoli XI-XIV, però, sono autoctoni. La ricerca vuole inquadrare per l’epoca medievale questi usi ed i riusi di manufatti più antichi, approfondendo la cultura tecnica degli artigiani impegnati nei cantieri. Ad esempio, la fornitura di san Pietro in Carpignano verosimilmente deriva da fasi edificatorie precedenti; la sua varietà diventa una risorsa per le maestranze, come testimoniato nella realizzazione policroma della porta ad arco falcato in cui i conci lapidei vengono abbinati ai laterizi. Nei paramenti del complesso di piazza Brandale la differenziazione dei materiali pare legata invece a condizioni contingenti, a necessità della fabbrica. La pietra usata negli esterni delle torri talvolta definisce il basamento, come anche a Noli, mentre per l’elevato si predilige il mattone.
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