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lunedì 13 marzo 2023

La finzione animale nel medioevo e nel rinascimento. Mito, performance e comunità tra teatro e filosofia

Martedì 14 marzo 2023
dalle 9:30 alle 17 la Sala Grottesca del Rettorato in Piazza Tancredi a Lecce ospita “La finzione animale nel medioevo e nel rinascimento. Mito, performance e comunità tra teatro e filosofia”, una giornata di studi internazionale promossa da Astràgali Teatro, Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Salento, Centro Studi Medievali del Salento e Calcagnile Academy. Docenti, ricercatrici e ricercatori provenienti da Università di tutto il bacino del Mediterraneo si confronteranno sulla “Disputa fra l’uomo e gli animali” dei Fratelli della Purità (Ikhwān al-Safā’), romanzo filosofico arabo scritto in Iraq nel X secolo, sulla sua circolazione nel mondo ebraico e cristiano, attraverso traduzioni e adattamenti, sui paralleli nella letteratura europea del Medioevo e del Rinascimento e sulle presenze animali nelle tradizioni performative. Questo testo, che mette in discussione la legittimità della dominazione umana sugli animali, illustra la dimensione politica della riflessione sul rapporto dell’uomo con l’animale ed esemplifica la divulgazione delle idee filosofiche attraverso la finzione narrativa e la rappresentazione drammatica.

Dopo i saluti di Fiorella Retucci (vice coordinatrice del Dottorato in Filosofia: Forme e Storia dei saperi filosofici), la mattinata ospiterà gli interventi di Mohamed Ben Sassi (professore emerito di Storia della filosofia dell’Università di Tunisi al-Manar), Samuela Pagani (docente di Lingua e letteratura araba dell’Università del Salento), Michael Ebstein (Faculty of Humanities, Arabic Language and Literature Department della Hebrew University di Gerusalemme), Francesca Gorgoni (Post-Doc Filosofia Ebraica dell’INALCO di Parigi), Arianna Tondi (dottore di Ricerca in Lingua e letteratura araba e docente dell’Università degli Studi di Bergamo). Dopo una breve pausa dalle 14 si alterneranno Nadia Bray (Docente di Storia della Filosofia Medievale dell’Università del Salento), Luana Rizzo (docente di Storia della Filosofia del Rinascimento dell’Università del Salento), Fabio Tolledi (direttore artistico di Astragali Teatro). In chiusura la discussione coordinata da Monica Ruocco (docente di lingua e letteratura araba dell’Università degli Studi di Napoli l’Orientale) e Fatima Sai (docente di lingua e letteratura araba dell’Università degli Studi Gabriele D’Annunzio di Chieti). Il comitato scientifico e organizzativo è composto da Nadia Bray, Samuela Pagani, Luana Rizzo (Università del Salento) e Roberta Quarta e Fabio Tolledi (Astràgali Teatro).
Le 52 Epistole dei Fratelli della Purità (Ikhwān al-Safā’), composte da un anonimo gruppo di studiosi nell’Iraq della fine del X secolo, espongono in modo relativamente accessibile tutti gli aspetti del sapere scientifico, filosofico e religioso dell’epoca, dall’aritmetica all’escatologia. Sono un esempio straordinario di enciclopedismo medievale perché la divulgazione del sapere è associata a un messaggio politico emancipatorio ed è rivolta a un ampio pubblico. Di qui l’uso di racconti allegorici disseminati nel testo. Il più lungo di questi, “La disputa degli animali contro gli uomini davanti al re dei jinn”, occupa la maggior parte del trattato sulle scienze della vita. È un atto di accusa contro la tirannia degli uomini sugli animali e sull’ambiente, dietro il quale si profila chiaramente una critica del dominio dell’uomo sull’uomo, che sia giustificato su base religiosa o razziale. La Disputa degli animali è circolata nell’Europa medievale e moderna indipendentemente dal resto dell’Enciclopedia: tradotta in ebraico nel Trecento da Kalonymos ben Kalonymos, anche traduttore di Averroè, dall’ebraico è stata tradotta e pubblicata in yiddish, da una donna, nel XVIII secolo. Plagiata nel XV secolo dal francescano Anselmo Turmeda in catalano, e a partire da questa versione tradotta in francese e stampata a Lione nel 1544, ha avuto successo in ambienti protestanti fra XVI e XVII secolo. All’incrocio fra scienze naturali, filosofia, religione e letteratura, il pensiero sul rapporto fra l’uomo e l’ambiente naturale, attraversa le barriere confessionali.

giovedì 11 marzo 2021

"Ci appressammo a quelle fiere. I Bestiari medioevali e gli animali nella Commedia"

In occasione delle celebrazioni per i
700 anni dalla morte di Dante, un ciclo di video conversazioni che, a partire dalla Divina Commedia, propongono un'ampia varietà di temi fra cui la botanica, la natura, l'impianto simbolico del Giardino della Villa medicea di Castello.
Il programma è parte del progetto Amor sementa in voi | Dante 2021, realizzato da Culter con il contributo del Comune di Firenze e del Comitato nazionale per le celebrazioni dantesche.
Venerdì 12 marzo 2021 alle ore 17:00: "Ci appressammo a quelle fiere. I Bestiari medioevali e gli animali nella Commedia" A cura di Maurizio Tibaldi, ex libraio e illustratore. 
Nel corso del proprio viaggio nell'aldilà, Dante incontra un gran numero di animali e molti di più ne cita attraverso allusioni, metafore e similitudini. Queste citazioni si rifanno al modo tipicamente medioevale di conoscere e di intendere non soltanto gli animali o la natura, ma l'uomo, il suo carattere e le sue passioni. Nulla a che vedere con la biologia o la fisiologia di oggi: gli animali sono simboli potentissimi, nei quali riconoscersi e grazie ai quali rapportarsi con la realtà.
Per maggiori informazioni e programma completo clicca qui ! 

lunedì 3 dicembre 2018

Chiara Frugoni a Lecco

Martedì 4 dicembre 2018, alle ore 18,00 nella libreria IBS+Libraccio in via Camillo Benso Conte di Cavour, 44 a Lecco, interverrà Chiara Frugoni, la storica italiana di fama internazionale, specialista del Medioevo e di storia della Chiesa.
Il tema della serata saranno gli animali: unicorni, draghi, grifoni, una folla di creature surreali e favolose, ma anche molto concrete e temute, popola la vita degli uomini intorno al 1000 e fino al Rinascimento.
E gli uomini: Santi padri del deserto, monaci, autorevoli predicatori assicuravano che la terra fosse gremita di bestie feroci, nonché di esseri mostruosi e ibridi. E poiché alle bestie si guardava alla luce della Creazione, ecco sorgere alcuni interrogativi fondamentali. Un uomo con la testa di cane doveva essere battezzato? Poteva Dio aver creato qualcosa di tanto orrido?
Nel Medioevo si sapeva di vivere ormai in un paradiso perduto. Così come perduto per sempre – dopo la trasgressione dei progenitori – era il meraviglioso rapporto di subordinazione che gli animali, creati per servire Adamo, avevano intrattenuto con gli uomini. Questi ultimi non disponevano di armi efficaci per affrontare lupi, orsi e cinghiali, e ancor meno leoni, tigri e pantere, caso mai li avessero incontrati. Li soccorreva però una fervida fantasia, grazie alla quale venivano a patti con la paura.
Dispiegate in arazzi, miniature, mosaici, sculture, dipinti, enciclopedie figurate, raccolte di mirabilia, Chiara Frugoni racconterà le mille facce della storia di una relazione secolare, simbolica quanto reale, tra gli uomini e gli animali. Con un corredo di immagini che rende vivo, palpitante e nostro quel tempo lontano.
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