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venerdì 19 febbraio 2021

Visita guidata ai romitori rupestri nella valle del Fiora

L'eremo di Poggio Conte
Sabato 20 febbraio 2021 visita guidata ai romitori rupestri nella valle del Fiora.

Lungo il corso della Fiora sono nascosti due eremi rupestri scavati nella roccia nel corso del Medioevo. Qui, raccolti nel silenzio, i monaci eremiti fuggirono dal caos della civiltà per ritrovare il contatto con il divino. Il percorso per arrivare a vederli è un’avventura! 

L’eremo di Poggio Conte è un vero gioiello custodito dal bosco. Si trova sospeso sopra un anfiteatro naturale, dove una cascatella dall’altezza vertiginosa canta la sua melodia secolare.  In epoca medievale fu scavata una chiesina, ancora oggi visitabile e coperta di suggestivi affreschi dal significato misterioso. La magia del luogo saprà stregare anche voi…

Continuando il nostro percorso lungo  il corso boscoso della Fiora e dell’Olpeta, giungeremo anche al cospetto dell’imponente eremo di Ripatonna Cicognina. Un nido d’aquila, seminascosto dalla vegetazione, mostrerà la sua complessa architettura solo agli intrepidi che oseranno salire la rupe: quassù, una pianta articolata, ci parlerà di una società complessa di monaci che vivevano sospesi tra il cielo e la terra.

Per tutte le informazioni clicca qui !

lunedì 20 agosto 2018

"L'eremo di Santa Maria della Stella" presentazione a Pazzano (RC)

Viene presentato ufficialmente, lunedì 20 agosto 2018, alle ore 21.00 nella piazza IV Novembre a Pazzano (RC), “L’Eremo di Santa Maria della Stella” libro scritto da Elia Fiorenza, studioso del paesaggio rurale e di storia medievale. Il libro, stampato da Laruffa Editore, in centottanta pagine ripercorre e analizza la storia di uno dei più importanti luoghi di culto mariani della regione, esamina la genesi del piccolo borgo della vallata dello Stilaro, riporta alla luce una serie di dati finora inediti. A coordinare la presentazione del volume sarà il giornalista-scrittore Francesco Sorgiovanni. Dopo i saluti del sindaco della città, Sandro Taverniti, del presidente della pro loco, Renzo Campanella, e del rettore dell’eremo, don Enzo Chiodo sono previsti gli interventi di S.E.R. Monsignor Vincenzo Bertolone, Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace e Presidente della Conferenza Episcopale Calabra, di Vincenzo Naymo, professore presso l’Università “Dante Alighieri di Reggio Calabria” e Deputato di Storia Patria e di Matteo Enia, antropologo. Concluderà Elia Fiorenza, autore del libro. Durante la serata, gli interventi musicali saranno a cura del M° Elena Andreacchio, arpa e Miriam Galati, flauto.
L’Eremo di Santa Maria della Stella è un santuario creato all'interno di una suggestiva grotta. È ricordato nel Codice greco 598 di Parigi, contenente le opere di Sant'Efrem diacono, e composto dal monaco Michele. Successivamente, con le incursioni saracene, Cristodulo, che era l'egumeno dell'eremo, fuggì a Patmos. Con la fine dell'invasione saracena, Paolo, successore di Cristodulo, tornò a Stilo riportando molti manoscritti che costituirono parte della biblioteca di Santa Maria. Dal 1096, durante il periodo normanno, l'Eremo di Santa Maria diventa un monastero minore, come si evince da un documento del conte Ruggero I, che cedette al vescovo di Squillace, Giovanni Niceforo, l'abbazia di San Giovanni Theresti di Stilo, l'abbazia di San Leonte, la chiesa di San Nicola e Santa Maria della Stella. Nel 1522 il monastero diventa santuario e vi fu collocata per la prima volta la statua della Madonna della Stella o Madonna della Scala.
Elia Fiorenza è studioso del Paesaggio Rurale e di Storia Medievale ha conseguito le lauree in Lettere e Beni Culturali ed Archeologia presso l'Università della Calabria con 110 e lode. Il relatore delle sue tesi è stato il Prof. Filippo Burgarella, ordinario di Storia Bizantina, massimo esperto della disciplina a livello europeo.
Dal 2010 è iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti con tessera nr. 149140. È autore di numerosi articoli sulla Storia della Calabria.
Alla base dell’attività di studioso di archeologia cristiana c’è la ricerca del Cristianesimo delle origini. Attualmente si occupa di paesaggio e architetture rurali e antropiche del Mediterraneo e di programmi iconografici paleocristiani.