Visualizzazione post con etichetta guelfi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta guelfi. Mostra tutti i post

sabato 26 febbraio 2022

Conferenza "Bibbiena Medievale"

Domenica 27 febbraio 2022
alle ore 17,00 presso la saletta del Consiglio del palazzo comunale di Bibbiena, l’associazione del Carnevale storico organizza una conferenza su “Bibbiena Medievale” con l’intervento del professore di Paleografia e Filosofia Medievale Federico Canaccini. A moderare la conferenza sarà Luigi De Concilio, autore del libro “Curiosando in Casentino”. Nell’occasione si parlerà del conflitto tra le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini, di Arezzo tra Due e Trecento, di Guido e Pier Saccone Tarlati, tornando al 1337 quando ebbe origine la tradizione del Carnevale storico con l’abbruciamento dell’albero di ginepro noto come “Bello Pomo”. Nel Carnevale di Bibbiena sono infatti presenti due anime: quella storica che rimanda alla manifestazione del “Bello Pomo” e quella leggendaria della bella Mea con i suoi contenuti narrativi (il rapimento, la rivalità tra i rioni, l’amore, ecc.). A vestire i panni della popolana Bartolomea, detta Mea, per l’edizione 2022 del Carnevale storico è la studentessa in Medicina Laura Falsini.

lunedì 19 ottobre 2020

"L'orgoglio del falco" presentazione a Perugia

Martedì 20 ottobre 2020 alle ore 16:30 presso la Biblioteca comunale Villa Urbani di Perugia si terrà la presentazione di "L’orgoglio del falco", romanzo storico dell’autrice perugina Marina Trastulla. Durante l’incontro si terranno letture a più voci di alcuni bani del libro e la proiezione del booktrailer.
Da sempre appassionata di storia e di Medioevo in particolare, Marina Trastulla conclude con questo nuovo romanzo il ciclo dedicato alla rievocazione delle vicende che ruotano intorno alle lotte tra Guelfi e Ghibellini nell’Italia centrale agli inizi del Trecento. Una storia che sembra lontana, ma i cui meccanismi di fondo sono attualissimi: la lotta per la supremazia politica, i contrasti religiosi, le alleanze e i tradimenti, i passaggi da una fazione all’altra. Il romanzo storico assume quindi una molteplice valenza: un’occasione per riflettere, oltre che per rivivere un’epoca del passato studiata sui libri ma anche vissuta quotidianamente nel tessuto urbanistico e nelle memorie artistiche e culturali così diffuse nei nostri paesi e nelle nostre città. La forma del romanzo e non del saggio storico consente all’autrice anche di inventare personaggi perfettamente calati nel panorama culturale dell’epoca che coinvolgono il lettore con le loro forti passioni, ideologiche e sentimentali, le loro vittorie e le loro sconfitte, in un percorso di crescita umana che li porta alla ricerca del vero io interiore, in una società che vorrebbe ricondurli ai consueti schemi sociali. Le accurate ricostruzioni storiche, le coinvolgenti descrizioni di luoghi e battaglie contribuiscono a rendere la lettura un vero e proprio “viaggio nel tempo”.
Ambientato nel periodo tra il 1316 e il 1325 (Battaglia di Altopascio) “L’orgoglio del falco” ruota intorno alla storia della rivalità per il trono imperiale tra Ludovico il Bavaro e Federico d’Asburgo, che si svolge in contemporanea ai disordini in Italia centrale dovuti all’eterno contrasto tra Guelfi e Ghibellini e alle rivalità interne tra i due comandanti ghibellini Uguccione della Faggiola e Castruccio Castracani. Nel dipanarsi della trama vengono narrate anche dolorose vicende legate alla persecuzione contro gli eretici (in particolare viene ricordato Fra’ Dolcino). Nella finzione romanzesca, a narrare le vicende medievali è una giovane donna dei nostri tempi, Stella, che trae spunto dal passato per riflettere sulla propria vita e sulla realtà presente. Fulcro della storia è dunque l’orgoglio, sentimento positivo che rischia di diventare un ostacolo quando si trasforma in una sorta di cecità che ci impedisce di vedere realmente l’altro. Stella e il suo fidanzato Stefano proveranno a superare le avversità della vita moderna ed il proprio orgoglio cercando sostegno nelle vite dei loro “alter ego” medievali, alle prese con i dilemmi di parte ghibellina: parteggiare per l’imperatore di polso o per quello di nobile cuore? Cercare il bene comune o perseguire solo i propri interessi? Leggendo scopriremo se l’orgoglio servirà a dividere i protagonisti o li aiuterà a superare le difficoltà.

venerdì 8 febbraio 2019

Rievocare i Camposampiero: una stirpe feudale nel XIII secolo

È all’età medievale che risalgono le vicende più importanti della storia di Camposampiero.
Le vestigie di quel passato illustre sono ancora visibili, in particolare nelle due torri che svettano in centro storico e nel palazzo Tiso, l’antica rocca.
Ed è proprio un viaggio in quei tempi lontani che l’archivista e storica dell’arte Elda Forin Martellozzo propone a quanti parteciperanno alla conferenza: Rievocare i Camposampiero: una stirpe feudale nel XIII secolo, in programma venerdì 8 febbraio 2019 alle ore 20.30, in sala Filarmonica, piazza Vittoria a Camposampiero (PD).
La relatrice accompagnerà il pubblico lungo le vicende tumultuose e varie della nobile famiglia guelfa, che proprio dal castello di Camposampiero aveva preso il nome.
In apertura verranno illustrate l’origine del casato, l’assegnazione del feudo e le caratteristiche dei possedimenti, a cavallo tra il territorio di Treviso e Padova, le nobili famiglie confinanti (Da Romano, Scaligeri, Carraresi).
Numerosi i personaggi storici che riemergeranno dal passato, tra questi spicca Tiso VI, uomo di potere e di fede, di cui verranno analizzate la lunga militanza nel partito filopapale insieme con gli Este, gli scontri con Ezzelino III, figura quest’ultima, consegnata al mito, oltre che alla storia, infine l’incontro con il francescanesimo e l’amicizia con frate Antonio, il santo più venerato dalla cristianità, che a Camposampiero visse l’ultimo mese di vita terrena.
Il significato storico del passaggio di Sant’Antonio a Camposampiero, la cui presenza tocchiamo ancora oggi con mano nell’oratorio del Noce e nel santuario della Visione, verrà proposto nei suoi risvolti più umani, proprio partendo dal vincolo di amicizia che unì Sant’Antonio a Tiso.
Altro personaggio, meno conosciuto ma sicuramente interessante dal punto di vista storico è Giovanni il Cavaliere, la cui morte, avvenuta nel 1343, coincide con la data di estinzione del ramo principale della famiglia Da Camposampiero.
Di questa figura tutt’altro che secondaria la relatrice ricorderà: l’impegno politico per affermare il ruolo della famiglia nella città di Padova; la brillante carriera come ambasciatore; la sconfitta del suo partito e, infine, l’esilio ed il ritiro a Ferrara a servizio degli Este.
La conferenza, che costituisce una sorta di anticipazione della Festa Medievale prevista nella terza fine settimana di maggio, è promossa dalla Pro loco di Camposampiero con la partecipazione dell’amministrazione comunale.
L’ingresso è libero la Cittadinanza è invitata.

venerdì 21 dicembre 2018

"Firenze 1216: Guelfi VS Ghibellini" passeggiata medievale

Sabato 22 dicembre 2018 Il Filo di Arianna vi conduce alla passeggiata medievale "Firenze 1216: Guelfi VS Ghibellini"
Firenze 1216, Pasqua: è da questa data che ha inizio la sanguinosa faida tra Guelfi e Ghibellini a Firenze.
Dall'edificazione delle prime case-torri, passo passo, attraverso i racconti delle più sanguinarie lotte intestine medievali, fino all'esilio di Dante Alighieri e alla vittoria definitiva dei Guelfi Neri.
Contributo: 10 euro (7 euro per chi ha patentino di guida turistica e studenti universitari, gratuito per i bambini sotto i 12 anni)
Durata: 1 h e 30''
Ritrovo: ore 10.45 davanti alla colonna di Piazza Santa Trinita
Guida: Martina Barreca (3291917132).
Prenotazione obbligatoria, inviando una email all'indirizzo ilfilodiarianna.guida@gmail.com.
Per seguire l'evento su Facebook clicca qui !

domenica 9 luglio 2017

"La battaglia di Montaperti" presentazione a Asciano (SI)

Montaperti e Asciano, l’Arbia «colorata di rosso», i guelfi e i ghibellini, le cronache di una battaglia che ha finito per segnare la storia d’Italia e quella di due storiche città rivali, Siena e Firenze. Ma quali sono le verità storiche oltre al mito reso immortale dai versi di Dante Alighieri? Furono veramente eroiche le gesta degli uomini guidati da Provenzano Salvani e fu tradimento quello che si consumò tra le fila fiorentine?
Ne parlerà Duccio Balestracci, docente di storia medievale all’Università di Siena, autore di “La battaglia di Montaperti” (Laterza) che presenterà ad Asciano giovedì 13 luglio 2017 alle ore 18.00 al Museo civico archeologico e d’arte sacra Palazzo Corboli. Con l’autore anche il sindaco di Asciano, Paolo Bonari, il presidente della Pro Loco di Asciano, Luca Barbi, lo storico Giovanni Mazzini e l’archeologo Francesco Brogi. Modera il giornalista Michele Taddei.
Duccio Balestracci insegna Storia medievale e Civiltà medievali all’Università di Siena. Si è occupato di storia delle classi sociali in città e in campagna e degli aspetti della guerra e della festa. Tra le sue più recenti pubblicazioni, “Medioevo e Risorgimento. L’invenzione dell’identità italiana nell’Ottocento” (Il Mulino 2015). Ricordiamo poi “La festa in armi” (2003), “Le armi, i cavalli, l’oro” (2009), “Terre ignote strana gente” (2015), “La battaglia di Montaperti” (2017).
L’iniziativa rientra nel ciclo di incontri all’interno della mostra dedicata a “DOMENICO DI BARTOLO – CRONACHE DI MISERICORDIA, in corso a Palazzo Corboli fino all’11 agosto prossimo.

mercoledì 3 maggio 2017

"Arpaïs. La memoria delle anime imperfette", presentazione a Rignano (FI)

Venerdì 5 maggio 2017 alle ore 18.00 presentazione presso la Biblioteca Comunale di Rignano sull'Arno (FI) del libro "Arpaïs. La memoria delle anime imperfette", di Sabrina Ceni, Delos Books 2016.
Sabrina Ceni è una studiosa di storia residente in territorio rignanese. Il suo interesse si è concentrato in particolar modo sulla microstoria medievale. A partire dai suoi studi approfonditi sulla storia, la cultura e la filosofia catara ha dato vita, attraverso molti vivi personaggi, al romanzo Arpaïs, in tre volumi, di cui ci presenta il primo capitolo.
La presentazione a Rignano sull'Arno è l'occasione per l'autrice di approfondire la storia della presenza di insediamenti catari nel territorio toscano fra Volognano, Castellonchio, San Leolino, inserendola nel contesto dell'eresia e delle lotte fra guelfi e ghibellini.
Per seguire l'evento su Facebook clicca qui !

lunedì 16 maggio 2016

"I segreti delle madri" presentazione a Imola (BO)

L'Associazione Culturale Civitas Alidosiana e Tacuinum Medievale organizzano martedì 17 meggio 2016 alle ore 20,30 presso la Sala di San Francesco della Biblioteca Comunale di Imola (BO) la presentazione del romanzo storico di Livio Gambarini "I Segreti delle Madri", ambientato nella prima metà del Trecento, un periodo ricco di intrighi politici e vicende misteriose raccontate con grande rigore storico attraverso gli occhi di Nera, giovane popolana di Vertova, il magister Jacopo de Apibus e Azzone Visconti, signore di Milano.
Pur con l’accuratezza filologica garantita dall’attiva collaborazione di medievisti come Maria Teresa Brolis e di rievocatori specializzati come Anna Attiliani, I Segreti delle madri non si rivolge solo ai cultori e agli esperti del medioevo lombardo, ma anche ai semplici curiosi e ai giovani dal terzo anno di liceo in su: il taglio narrativo è rapido, avvincente e orgogliosamente divulgativo. La combinazione di forma leggera e contenuto ricco ha guadagnato al primo volume numerosi consensi, tra cui quelli dell’Eco di Bergamo, dell’associazione del Ducato di Piazza Pontida e del Monferrato.
Interviene l'autore. Introduce Anna Attiliano.

giovedì 12 maggio 2016

“I segreti delle madri” presentazione a Milano

Sabato 14 maggio 2016 alle ore 17,00, l’Associazione Italia Medievale e Ancora Store sono lieti di invitarvi alla presentazione del romanzo storico “I segreti delle madri” di Livio Gambarini che si terrà presso l’Ancora Store di Via Lodovico Pavoni, 12 a Milano. Intervengono l’autore e la medievsta Jennifer Radulovic. Ingresso libero.
I Segreti delle Madri è un romanzo storico, ambientato nella prima metà del XIV secolo (1329-1333) tra Milano e Bergamo; è il seguito di Le Colpe dei Padri (1321-1329) – bestseller della bergamasca Silele Edizioni – dei cui protagonisti riprende e prosegue le vicende.
Anno Domini 1329. Terminata l’avventura italiana dell’imperatore Lodovico il Bavaro, Milano attraversa un periodo di pace e tranquillità. Azzone Visconti avvia numerosi lavori pubblici e si costruisce un palazzo degno di un re, in cui ospitare la sua novella sposa e condurre le difficili trattative di riconciliazione con il Papato. Nel frattempo, a Bergamo, la faida tra guelfi e ghibellini imperversa più violenta che mai, al punto che alcuni cittadini in vista, tra cui l’intrepido Jacopo de Apibus e il coltissimo Alberico da Rosciate, avviano in segreto un progetto ambizioso: sfruttare la congiuntura politica per offrire la città al re di Boemia, il geniale sovrano che potrebbe mettere fine alle lotte e riunire il territorio martoriato dalle fazioni. Ma questo progetto è in contrasto con le mire di Azzone Visconti, e le cose prenderanno una piega inaspettata quando alcuni terribili segreti vengono a galla, sconvolgendo le vite dei personaggi e gettando una luce inquietante sul passato di Nera da Vertova. Segreti collegati alla nuova, formidabile minaccia che si aggira tra le strade di Bergamo nelle notti di luna nuova, lasciandosi dietro una scia di cadaveri e tracciando sui muri scritte misteriose…
Pur con l’accuratezza filologica garantita dall’attiva collaborazione di medievisti come Maria Teresa Brolis e di rievocatori specializzati come Anna Attiliani, I Segreti non si rivolge solo ai cultori e agli esperti del medioevo lombardo, ma anche ai semplici curiosi e ai giovani dal terzo anno di liceo in su: il taglio narrativo è rapido, avvincente e orgogliosamente divulgativo. La combinazione di forma leggera e contenuto ricco ha guadagnato al primo volume numerosi consensi, tra cui quelli dell’Eco di Bergamo, dell’associazione del Ducato di Piazza Pontida e del Monferrato.

venerdì 15 aprile 2016

"A.D. 1243. L'ultimo assedio" presentazione a Milano

Sabato 16 aprile 2016 alle ore 17.00 presso la Sala Conferenze del Civico Museo Archeologico di Milano (ingresso da Via Nirone, 7), l’Associazione Culturale Italia Medievale e Archeobooks sono lieti di invitarvi alla presentazione del romanzo storico di Marta Tempra e Fulvio ThotA.D. 1243. L’ultimo assedio” (Arpeggio Libero, 2015). Intervengono gli autori. Ingresso libero.
1237. Sono gli anni dei contrasti tra l’impero e i comuni sostenuti dal papato, lotte intestine che spaccheranno le città, dividendo i padri dai figli, i fratelli dai fratelli.
A Viterbo, Giacinta Brettoni, giovane nobile di parte guelfa, è destinata al convento fin dalla nascita, ma l’avversa fortuna della famiglia la porterà a rinunciare al velo per diventare moglie di un nuovo ricco della città.
Nel frattempo, il poeta siciliano Jacopo degli Altofonte viene convocato alla corte di Federico II e l’iniziale meraviglia si trasformerà in angoscia quando s’innamora perdutamente di Selvaggia, figlia naturale del sovrano e destinata in sposa all’uomo più crudele del suo tempo. Alle loro storie si unisce quella di Guido, speziale lombardo in fuga con la famiglia da Lodi dopo che la città si arrese all’impero.
Amori infelici, rocambolesche fughe e impetuose battaglie si intrecciano in un romanzo corale in cui le vicende di tutti finiranno per convergere proprio nella città di Viterbo, culminando nella battaglia in cui la valorosa cittadina fronteggerà l’immenso esercito imperiale. Gli epici giorni dell’anno domini 1243, l’ultimo assedio di Viterbo.

Marta Tempra e Furio Thot, alias Fabio Dessole, autore e collaboratore di Arpeggio Libero, si incontrano a luglio el 2012 sul sito di self-publishing meetale. Inizia da lì una lunga collaborazione che porta alla pubblicazione dei due libri della Tempra, “L’istante tra due battiti” e “L’estate dei bucaneve”, nonché a decine di presentazioni per tutta Italia. Ed è proprio durante una di queste, sulle rive del lago di Bolsena, che la drammatica storia della principessa Amalasunta dà lo spunto per la realizzazione di un romanzo storico ambientato nel territorio viterbese.

domenica 21 febbraio 2016

"Bologna nel Duecento: il secolo d’oro e il secolo breve"

Enzo tradotto in carcere. Codice Vat. Lat. Chig. L. VIII.296
(XIV secolo), Roma, Biblioteca Apostolica Vaticana
La conferenza "Meno otto" dal titolo "Bologna nel Duecento: il secolo d’oro e il secolo breve" si svolgerà martedì 23 febbraio 2016, alle ore 17,00 nella sala dello "Stabat Mater" dell'Archiginnasio e sarà tenuta dalla professoressa Francesca Roverdi Monaco, docente di Storia Medievale dell'Università di Bologna.
Verterà sul Duecento che è stato definito il secolo d’oro del Comune di Bologna per lo straordinario dinamismo che caratterizzò la città in ogni ambito, da quello demografico a quello economico, politico e sociale; dai mutamenti istituzionali per l'accesso dei ceti emergenti negli organi comunali ai fasti della contesa con Federico II, della cattura di Re Enzo e della promulgazione del Liber Paradisus; fino ai pesanti sintomi di decadenza e di lacerazione interna tra fazioni e ceti sociali e alla sottomissione alla Chiesa.
L’affermarsi delle classi popolari a partire dal 1228, la vitalità dello Studium, il successo politico-militare ottenuto sull’autorità imperiale sono solo gli esempi più conosciuti di questa fase di progresso cittadino, destinata tuttavia a conoscere una battuta di arresto negli anni ‘70 del secolo, con le lotte tra le fazioni dei Lambertazzi e Geremei e la momentanea espulsione della parte perdente, quella dei Lambertazzi.
Il passaggio di Bologna al patrimonio della Chiesa di Roma, avvenuto nel 1278 con la cessione al papa dei diritti esarcali da parte di Rodolfo d’Asburgo, costituì uno spartiacque fondamentale, quasi la fine del secolo d’oro.
Proprio in questo senso di recente Roberto Greci ha definito il Duecento anche il secolo breve del Comune di Bologna, addirittura brevissimo se come estremi cronologici si prendono, appunto, il 1228 e il 1278.
Breve e d’oro, dunque, il Duecento: tuttavia, in questo caso la brevità non riduce in alcun modo la complessità di un periodo davvero ricchissimo di eventi e la cui fluidità istituzionale, politica, sociale, economica, culturale emerge impetuosa e mutevole a seconda dei punti di vista.
Prologo del Liber Paradisus (1257) © Archivio di Stato di Bologna
Bologna fu, davvero, nel Duecento un laboratorio di sperimentazione politica nel senso più ampio del termine e diede luogo all’elaborazione di una ideologia comunale fondata sulla partecipazione dei cittadini e articolata intorno a una normativa che, individuando e suddividendo funzioni e ruoli istituzionali, mirava a individuare e codificare la perfetta forma di governo. Risulta allora necessario provare a individuare gli esperimenti più importanti di quel laboratorio, secondo una visione che dalla rilettura del passato possa trarre motivo di riflessione utile ed efficace anche per l’attuale laboratorio politico cittadino.
Per maggiori dettagli: nonocentenario.comune.bologna.it.

lunedì 18 agosto 2014

Valtellina A. D. 1430 – Teglio in fiamme

Domenica 31 agosto 2014 si terrà a Teglio (SO) la rievocazione storica Valtellina A. D. 1430 – Teglio in fiamme – Ricerca di pace e fragori di guerra, manifestazione con personaggi e comparse in costume d’epoca che si snoderà in tre distinti momenti. 
Alle 10.30 messa nella collegiata di Santa Eufemia con la benedizione dei vessilli e al termine, annunciato dalle trombe e dai tamburi degli sbandieratori, l’arrivo del drappello di milizie veneziane al comando di Giorgio Corner accolto dai sette fratelli Lazzaroni, castellani di Teglio e fautori del partito guelfo. 
Alle 14.45 al parco del Castello vengono condotti dalle prigioni delle Piatte i condannati che saranno giudicati dal podestà che sta giungendo da Milano e presterà solenne giuramento nella piazza del Comune. Alle 15.30, accolto con giubilo dalla popolazione, il podestà Pietro Crivelli assume la sua alta carica tra le varie personalità della castellanza e del comune. I Tellini sperano nel suo intervento per riportare la pace nel paese profondamente diviso tra Guelfi (per Venezia) e Ghibellini (per Milano). Il podestà concede l’amnistia ai condannati e promette pace sociale in tutta la castellanza. Segue la pausa di svago per il pubblico con sbandieratori, bancarelle storiche e divertimento con gli asinelli per i bambini. Possibilità di “cena tellina” a prezzo agevolato presso i ristoranti locali. 
Alle 20.30 con l’insistito suono delle campane a martello annuncianti l’arrivo di milizie ghibelline al comando di Stefano Quadrio il quale muove per conto del duca a punire i castellani guelfi di Teglio. Accorre la popolazione allarmata, mentre il Quadrio dà l’assalto al castello, arresta i sette fratelli Lazzaroni e li conduce in prigione per poi essere decapitati. Il glorioso castello è in fiamme. Con il suggestivo spettacolo dell’incendio di tutto il dosso castellano si chiuderà verso le 21.40 la manifestazione rievocativa di un lontano fatto storico saldamente ancorato nella memoria collettiva di Teglio, che avrà il suo epilogo con la sconfitta dei Veneziani nella battaglia di Delebio del novembre 1432.
Info e programma completo nel sito dedicato alla manifestazione.

lunedì 17 giugno 2013

Tria Turris a Chiusi (SI)

Siamo intorno alla metà del 1300. La libera città di Chiusi, terra da sempre contesa tra i Guelfi di Perugia e i Ghibellini Senesi, finalmente batte moneta propria; più forte delle pestilenze, delle carestie e delle continue guerre che per anni hanno decimato la popolazione di quella che è la più strategica città portuaria sulla valle del Clanis .
Durante i Festeggiamenti di Santa Mustiola, martirizzata molti secoli prima, i Tre Terzieri, le tre fazioni in cui diviso il paese, si sfidano al Palio delle Torri, per ottenere le chiavi della Città e  lo strapotere assoluto sugli altri due, nonché l'onere e l'onore di difendere la Santa. Danze e festeggiamenti, banchetti propiziatori, tornei di spade e di arcieria, musicanti, giocolieri, mercanti, sbandieratori, arcieri, armigeri, nobili, dame e cavalieri, tutti si preparano al Tria Turris.
Il Tria Turris, organizzata dall’Associazione Terzieri di Chiusi, è articolata in tre intense giornate, quest'anno venerdì 21, sabato 22 e domenica 23 giugno, in occasione della festa della Patrona Santa Mustiola. All’interno del Parco dei Forti, nel cuore nel Centro Storico di Chiusi, viene ricostruito un grande accampamento di fine 1300, dove giullari, musicanti, compagnie teatrali, sputafuoco, cavalieri, sbandieratori e taburini e arcieri porteranno il visitatore in un turbinio incessante di eventi spettacolari ed artistici facendogli vivere un indimenticabile viaggio tra le storie del passato. Battaglie, tornei, banchetti, artigiani d’altri tempi, disfide tra terzieri, un grande corteo storico lungo i vicoli del paese, tutto per arrivare al Palio delle Torri, tradizionalmente in programma la Domenica della festa, dove tensione e spettacolarità si uniscono in un unico grande evento.
Info e programma completo: www.triaturris.it.