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venerdì 10 gennaio 2025
domenica 28 maggio 2023
Anno domini 1373. La conquista di Vigoleno
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visite guidate
Ubicazione:
29010 Vigoleno PC, Italia
sabato 26 febbraio 2022
Conferenza "Bibbiena Medievale"
Domenica 27 febbraio 2022 alle ore 17,00 presso la saletta del Consiglio del
palazzo comunale di Bibbiena, l’associazione del Carnevale storico organizza una
conferenza su “Bibbiena Medievale” con l’intervento del professore di
Paleografia e Filosofia Medievale Federico Canaccini. A moderare la
conferenza sarà Luigi De Concilio, autore del libro “Curiosando in
Casentino”. Nell’occasione si parlerà del conflitto tra le fazioni dei
Guelfi e dei Ghibellini, di Arezzo tra Due e Trecento, di Guido e Pier
Saccone Tarlati, tornando al 1337 quando ebbe origine la tradizione del
Carnevale storico con l’abbruciamento dell’albero di ginepro noto come
“Bello Pomo”. Nel Carnevale di Bibbiena sono infatti presenti due anime:
quella storica che rimanda alla manifestazione del “Bello Pomo” e
quella leggendaria della bella Mea con i suoi contenuti narrativi (il
rapimento, la rivalità tra i rioni, l’amore, ecc.). A vestire i panni
della popolana Bartolomea, detta Mea, per l’edizione 2022 del Carnevale
storico è la studentessa in Medicina Laura Falsini.
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Ubicazione:
Via Berni, 24, 52011 Bibbiena AR, Italia
lunedì 19 ottobre 2020
"L'orgoglio del falco" presentazione a Perugia
Martedì 20 ottobre 2020 alle ore 16:30 presso la Biblioteca comunale Villa Urbani di Perugia si terrà la presentazione di "L’orgoglio del falco", romanzo storico dell’autrice perugina Marina Trastulla. Durante l’incontro si terranno letture a più voci di alcuni bani del libro e la proiezione del booktrailer.
Da sempre appassionata di storia e di Medioevo in particolare, Marina Trastulla conclude con questo nuovo romanzo il ciclo dedicato alla rievocazione delle vicende che ruotano intorno alle lotte tra Guelfi e Ghibellini nell’Italia centrale agli inizi del Trecento. Una storia che sembra lontana, ma i cui meccanismi di fondo sono attualissimi: la lotta per la supremazia politica, i contrasti religiosi, le alleanze e i tradimenti, i passaggi da una fazione all’altra. Il romanzo storico assume quindi una molteplice valenza: un’occasione per riflettere, oltre che per rivivere un’epoca del passato studiata sui libri ma anche vissuta quotidianamente nel tessuto urbanistico e nelle memorie artistiche e culturali così diffuse nei nostri paesi e nelle nostre città. La forma del romanzo e non del saggio storico consente all’autrice anche di inventare personaggi perfettamente calati nel panorama culturale dell’epoca che coinvolgono il lettore con le loro forti passioni, ideologiche e sentimentali, le loro vittorie e le loro sconfitte, in un percorso di crescita umana che li porta alla ricerca del vero io interiore, in una società che vorrebbe ricondurli ai consueti schemi sociali. Le accurate ricostruzioni storiche, le coinvolgenti descrizioni di luoghi e battaglie contribuiscono a rendere la lettura un vero e proprio “viaggio nel tempo”.
Ambientato nel periodo tra il 1316 e il 1325 (Battaglia di Altopascio) “L’orgoglio del falco” ruota intorno alla storia della rivalità per il trono imperiale tra Ludovico il Bavaro e Federico d’Asburgo, che si svolge in contemporanea ai disordini in Italia centrale dovuti all’eterno contrasto tra Guelfi e Ghibellini e alle rivalità interne tra i due comandanti ghibellini Uguccione della Faggiola e Castruccio Castracani. Nel dipanarsi della trama vengono narrate anche dolorose vicende legate alla persecuzione contro gli eretici (in particolare viene ricordato Fra’ Dolcino). Nella finzione romanzesca, a narrare le vicende medievali è una giovane donna dei nostri tempi, Stella, che trae spunto dal passato per riflettere sulla propria vita e sulla realtà presente. Fulcro della storia è dunque l’orgoglio, sentimento positivo che rischia di diventare un ostacolo quando si trasforma in una sorta di cecità che ci impedisce di vedere realmente l’altro. Stella e il suo fidanzato Stefano proveranno a superare le avversità della vita moderna ed il proprio orgoglio cercando sostegno nelle vite dei loro “alter ego” medievali, alle prese con i dilemmi di parte ghibellina: parteggiare per l’imperatore di polso o per quello di nobile cuore? Cercare il bene comune o perseguire solo i propri interessi? Leggendo scopriremo se l’orgoglio servirà a dividere i protagonisti o li aiuterà a superare le difficoltà.
Da sempre appassionata di storia e di Medioevo in particolare, Marina Trastulla conclude con questo nuovo romanzo il ciclo dedicato alla rievocazione delle vicende che ruotano intorno alle lotte tra Guelfi e Ghibellini nell’Italia centrale agli inizi del Trecento. Una storia che sembra lontana, ma i cui meccanismi di fondo sono attualissimi: la lotta per la supremazia politica, i contrasti religiosi, le alleanze e i tradimenti, i passaggi da una fazione all’altra. Il romanzo storico assume quindi una molteplice valenza: un’occasione per riflettere, oltre che per rivivere un’epoca del passato studiata sui libri ma anche vissuta quotidianamente nel tessuto urbanistico e nelle memorie artistiche e culturali così diffuse nei nostri paesi e nelle nostre città. La forma del romanzo e non del saggio storico consente all’autrice anche di inventare personaggi perfettamente calati nel panorama culturale dell’epoca che coinvolgono il lettore con le loro forti passioni, ideologiche e sentimentali, le loro vittorie e le loro sconfitte, in un percorso di crescita umana che li porta alla ricerca del vero io interiore, in una società che vorrebbe ricondurli ai consueti schemi sociali. Le accurate ricostruzioni storiche, le coinvolgenti descrizioni di luoghi e battaglie contribuiscono a rendere la lettura un vero e proprio “viaggio nel tempo”.
Ambientato nel periodo tra il 1316 e il 1325 (Battaglia di Altopascio) “L’orgoglio del falco” ruota intorno alla storia della rivalità per il trono imperiale tra Ludovico il Bavaro e Federico d’Asburgo, che si svolge in contemporanea ai disordini in Italia centrale dovuti all’eterno contrasto tra Guelfi e Ghibellini e alle rivalità interne tra i due comandanti ghibellini Uguccione della Faggiola e Castruccio Castracani. Nel dipanarsi della trama vengono narrate anche dolorose vicende legate alla persecuzione contro gli eretici (in particolare viene ricordato Fra’ Dolcino). Nella finzione romanzesca, a narrare le vicende medievali è una giovane donna dei nostri tempi, Stella, che trae spunto dal passato per riflettere sulla propria vita e sulla realtà presente. Fulcro della storia è dunque l’orgoglio, sentimento positivo che rischia di diventare un ostacolo quando si trasforma in una sorta di cecità che ci impedisce di vedere realmente l’altro. Stella e il suo fidanzato Stefano proveranno a superare le avversità della vita moderna ed il proprio orgoglio cercando sostegno nelle vite dei loro “alter ego” medievali, alle prese con i dilemmi di parte ghibellina: parteggiare per l’imperatore di polso o per quello di nobile cuore? Cercare il bene comune o perseguire solo i propri interessi? Leggendo scopriremo se l’orgoglio servirà a dividere i protagonisti o li aiuterà a superare le difficoltà.
venerdì 8 febbraio 2019
Rievocare i Camposampiero: una stirpe feudale nel XIII secolo
Le vestigie di quel passato illustre sono ancora visibili, in particolare nelle due torri che svettano in centro storico e nel palazzo Tiso, l’antica rocca.
Ed è proprio un viaggio in quei tempi lontani che l’archivista e storica dell’arte Elda Forin Martellozzo propone a quanti parteciperanno alla conferenza: Rievocare i Camposampiero: una stirpe feudale nel XIII secolo, in programma venerdì 8 febbraio 2019 alle ore 20.30, in sala Filarmonica, piazza Vittoria a Camposampiero (PD).
La relatrice accompagnerà il pubblico lungo le vicende tumultuose e varie della nobile famiglia guelfa, che proprio dal castello di Camposampiero aveva preso il nome.
In apertura verranno illustrate l’origine del casato, l’assegnazione del feudo e le caratteristiche dei possedimenti, a cavallo tra il territorio di Treviso e Padova, le nobili famiglie confinanti (Da Romano, Scaligeri, Carraresi).
Numerosi i personaggi storici che riemergeranno dal passato, tra questi spicca Tiso VI, uomo di potere e di fede, di cui verranno analizzate la lunga militanza nel partito filopapale insieme con gli Este, gli scontri con Ezzelino III, figura quest’ultima, consegnata al mito, oltre che alla storia, infine l’incontro con il francescanesimo e l’amicizia con frate Antonio, il santo più venerato dalla cristianità, che a Camposampiero visse l’ultimo mese di vita terrena.
Il significato storico del passaggio di Sant’Antonio a Camposampiero, la cui presenza tocchiamo ancora oggi con mano nell’oratorio del Noce e nel santuario della Visione, verrà proposto nei suoi risvolti più umani, proprio partendo dal vincolo di amicizia che unì Sant’Antonio a Tiso.
Altro personaggio, meno conosciuto ma sicuramente interessante dal punto di vista storico è Giovanni il Cavaliere, la cui morte, avvenuta nel 1343, coincide con la data di estinzione del ramo principale della famiglia Da Camposampiero.
Di questa figura tutt’altro che secondaria la relatrice ricorderà: l’impegno politico per affermare il ruolo della famiglia nella città di Padova; la brillante carriera come ambasciatore; la sconfitta del suo partito e, infine, l’esilio ed il ritiro a Ferrara a servizio degli Este.
La conferenza, che costituisce una sorta di anticipazione della Festa Medievale prevista nella terza fine settimana di maggio, è promossa dalla Pro loco di Camposampiero con la partecipazione dell’amministrazione comunale.
L’ingresso è libero la Cittadinanza è invitata.
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Ubicazione:
Piazza Vittoria, 35012 Camposampiero PD, Italia
venerdì 21 dicembre 2018
"Firenze 1216: Guelfi VS Ghibellini" passeggiata medievale
Sabato 22 dicembre 2018 Il Filo di Arianna vi conduce alla passeggiata medievale "Firenze 1216: Guelfi VS Ghibellini"
Firenze 1216, Pasqua: è da questa data che ha inizio la sanguinosa faida tra Guelfi e Ghibellini a Firenze.
Dall'edificazione delle prime case-torri, passo passo, attraverso i racconti delle più sanguinarie lotte intestine medievali, fino all'esilio di Dante Alighieri e alla vittoria definitiva dei Guelfi Neri.
Contributo: 10 euro (7 euro per chi ha patentino di guida turistica e studenti universitari, gratuito per i bambini sotto i 12 anni)
Durata: 1 h e 30''
Ritrovo: ore 10.45 davanti alla colonna di Piazza Santa Trinita
Guida: Martina Barreca (3291917132).
Dall'edificazione delle prime case-torri, passo passo, attraverso i racconti delle più sanguinarie lotte intestine medievali, fino all'esilio di Dante Alighieri e alla vittoria definitiva dei Guelfi Neri.
Contributo: 10 euro (7 euro per chi ha patentino di guida turistica e studenti universitari, gratuito per i bambini sotto i 12 anni)
Durata: 1 h e 30''
Ritrovo: ore 10.45 davanti alla colonna di Piazza Santa Trinita
Guida: Martina Barreca (3291917132).
Prenotazione obbligatoria, inviando una email all'indirizzo ilfilodiarianna.guida@gmail.com.
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domenica 9 luglio 2017
"La battaglia di Montaperti" presentazione a Asciano (SI)
Montaperti e Asciano, l’Arbia «colorata di rosso», i guelfi e i
ghibellini, le cronache di una battaglia che ha finito per segnare la
storia d’Italia e quella di due storiche città rivali, Siena e Firenze.
Ma quali sono le verità storiche oltre al mito reso immortale dai versi
di Dante Alighieri? Furono veramente eroiche le gesta degli uomini
guidati da Provenzano Salvani e fu tradimento quello che si consumò tra
le fila fiorentine?
Ne parlerà Duccio Balestracci, docente di storia
medievale all’Università di Siena, autore di “La battaglia di
Montaperti” (Laterza) che presenterà ad Asciano giovedì 13 luglio 2017 alle ore
18.00 al Museo civico archeologico e d’arte sacra Palazzo Corboli. Con
l’autore anche il sindaco di Asciano, Paolo Bonari, il presidente della Pro Loco di Asciano, Luca Barbi, lo storico Giovanni Mazzini e l’archeologo Francesco Brogi. Modera il giornalista Michele Taddei.
Duccio Balestracci insegna Storia medievale e Civiltà medievali
all’Università di Siena. Si è occupato di storia delle classi sociali in
città e in campagna e degli aspetti della guerra e della festa. Tra le
sue più recenti pubblicazioni, “Medioevo e Risorgimento. L’invenzione
dell’identità italiana nell’Ottocento” (Il Mulino 2015). Ricordiamo poi
“La festa in armi” (2003), “Le armi, i cavalli, l’oro” (2009), “Terre
ignote strana gente” (2015), “La battaglia di Montaperti” (2017).
L’iniziativa rientra nel ciclo di incontri all’interno della mostra
dedicata a “DOMENICO DI BARTOLO – CRONACHE DI MISERICORDIA, in corso a
Palazzo Corboli fino all’11 agosto prossimo.
mercoledì 3 maggio 2017
"Arpaïs. La memoria delle anime imperfette", presentazione a Rignano (FI)
Venerdì 5 maggio 2017 alle ore 18.00 presentazione presso la Biblioteca Comunale di Rignano sull'Arno (FI) del libro "Arpaïs. La memoria delle anime
imperfette", di Sabrina Ceni, Delos Books 2016.
Sabrina Ceni è una studiosa di storia residente in territorio rignanese. Il suo interesse si è concentrato in particolar modo sulla microstoria medievale. A partire dai suoi studi approfonditi sulla storia, la cultura e la filosofia catara ha dato vita, attraverso molti vivi personaggi, al romanzo Arpaïs, in tre volumi, di cui ci presenta il primo capitolo.
La presentazione a Rignano sull'Arno è l'occasione per l'autrice di approfondire la storia della presenza di insediamenti catari nel territorio toscano fra Volognano, Castellonchio, San Leolino, inserendola nel contesto dell'eresia e delle lotte fra guelfi e ghibellini.
Sabrina Ceni è una studiosa di storia residente in territorio rignanese. Il suo interesse si è concentrato in particolar modo sulla microstoria medievale. A partire dai suoi studi approfonditi sulla storia, la cultura e la filosofia catara ha dato vita, attraverso molti vivi personaggi, al romanzo Arpaïs, in tre volumi, di cui ci presenta il primo capitolo.
La presentazione a Rignano sull'Arno è l'occasione per l'autrice di approfondire la storia della presenza di insediamenti catari nel territorio toscano fra Volognano, Castellonchio, San Leolino, inserendola nel contesto dell'eresia e delle lotte fra guelfi e ghibellini.
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lunedì 16 maggio 2016
"I segreti delle madri" presentazione a Imola (BO)
L'Associazione Culturale Civitas Alidosiana e
Tacuinum Medievale organizzano martedì 17 meggio 2016 alle ore 20,30 presso la Sala di San Francesco della Biblioteca Comunale di Imola (BO) la
presentazione del romanzo storico di Livio Gambarini "I Segreti delle
Madri", ambientato nella prima metà del Trecento, un
periodo ricco di intrighi politici e vicende misteriose raccontate con
grande rigore storico attraverso gli occhi di Nera, giovane popolana di
Vertova, il magister Jacopo de Apibus e Azzone Visconti, signore di
Milano.
Pur con l’accuratezza filologica garantita dall’attiva collaborazione di
medievisti come Maria Teresa Brolis e di rievocatori specializzati come
Anna Attiliani, I Segreti delle madri non si rivolge solo ai cultori e agli esperti del medioevo lombardo,
ma anche ai semplici curiosi e ai giovani dal terzo anno di liceo in
su: il taglio narrativo è rapido, avvincente e orgogliosamente
divulgativo. La combinazione di forma leggera e contenuto ricco ha
guadagnato al primo volume numerosi consensi, tra cui quelli dell’Eco di
Bergamo, dell’associazione del Ducato di Piazza Pontida e del
Monferrato.
Interviene l'autore. Introduce Anna Attiliano.
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Ubicazione:
Via Emilia, 80, 40026 Imola BO, Italia
giovedì 12 maggio 2016
“I segreti delle madri” presentazione a Milano
Sabato 14 maggio 2016 alle ore 17,00, l’Associazione Italia Medievale e Ancora Store sono lieti di invitarvi alla presentazione del romanzo storico “I segreti delle madri” di Livio Gambarini che si terrà presso l’Ancora Store di Via Lodovico Pavoni, 12 a Milano. Intervengono l’autore e la medievsta Jennifer Radulovic. Ingresso libero.
I Segreti delle Madri è un romanzo storico, ambientato nella prima metà del XIV secolo (1329-1333) tra Milano e Bergamo; è il seguito di Le Colpe dei Padri (1321-1329) – bestseller della bergamasca Silele Edizioni – dei cui protagonisti riprende e prosegue le vicende.
Anno Domini 1329. Terminata l’avventura
italiana dell’imperatore Lodovico il Bavaro, Milano attraversa un
periodo di pace e tranquillità. Azzone Visconti avvia numerosi lavori
pubblici e si costruisce un palazzo degno di un re, in cui ospitare la
sua novella sposa e condurre le difficili trattative di riconciliazione
con il Papato. Nel frattempo, a Bergamo, la faida tra guelfi e
ghibellini imperversa più violenta che mai, al punto che alcuni
cittadini in vista, tra cui l’intrepido Jacopo de Apibus e il coltissimo
Alberico da Rosciate, avviano in segreto un progetto ambizioso:
sfruttare la congiuntura politica per offrire la città al re di Boemia,
il geniale sovrano che potrebbe mettere fine alle lotte e riunire il
territorio martoriato dalle fazioni. Ma questo progetto è in contrasto
con le mire di Azzone Visconti, e le cose prenderanno una piega
inaspettata quando alcuni terribili segreti vengono a galla,
sconvolgendo le vite dei personaggi e gettando una luce inquietante sul
passato di Nera da Vertova. Segreti collegati alla nuova, formidabile
minaccia che si aggira tra le strade di Bergamo nelle notti di luna
nuova, lasciandosi dietro una scia di cadaveri e tracciando sui muri
scritte misteriose…
Pur con l’accuratezza filologica
garantita dall’attiva collaborazione di medievisti come Maria Teresa
Brolis e di rievocatori specializzati come Anna Attiliani, I Segreti
non si rivolge solo ai cultori e agli esperti del medioevo lombardo, ma
anche ai semplici curiosi e ai giovani dal terzo anno di liceo in su:
il taglio narrativo è rapido, avvincente e orgogliosamente divulgativo.
La combinazione di forma leggera e contenuto ricco ha guadagnato al
primo volume numerosi consensi, tra cui quelli dell’Eco di Bergamo, dell’associazione del Ducato di Piazza Pontida e del Monferrato.
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Via Lodovico Pavoni, 12, 20159 Milano, Italia
venerdì 15 aprile 2016
"A.D. 1243. L'ultimo assedio" presentazione a Milano
Sabato 16 aprile 2016 alle ore 17.00 presso la Sala Conferenze del Civico Museo Archeologico di Milano (ingresso da Via Nirone, 7), l’Associazione Culturale Italia Medievale e Archeobooks sono lieti di invitarvi alla presentazione del romanzo storico di Marta Tempra e Fulvio Thot “A.D. 1243. L’ultimo assedio” (Arpeggio Libero, 2015). Intervengono gli autori. Ingresso libero.
1237. Sono gli anni dei contrasti tra
l’impero e i comuni sostenuti dal papato, lotte intestine che
spaccheranno le città, dividendo i padri dai figli, i fratelli dai
fratelli.
A Viterbo, Giacinta Brettoni, giovane nobile di parte guelfa, è destinata al convento fin dalla nascita, ma l’avversa fortuna della famiglia la porterà a rinunciare al velo per diventare moglie di un nuovo ricco della città.
Nel frattempo, il poeta siciliano Jacopo degli Altofonte viene convocato alla corte di Federico II e l’iniziale meraviglia si trasformerà in angoscia quando s’innamora perdutamente di Selvaggia, figlia naturale del sovrano e destinata in sposa all’uomo più crudele del suo tempo. Alle loro storie si unisce quella di Guido, speziale lombardo in fuga con la famiglia da Lodi dopo che la città si arrese all’impero.
Amori infelici, rocambolesche fughe e impetuose battaglie si intrecciano in un romanzo corale in cui le vicende di tutti finiranno per convergere proprio nella città di Viterbo, culminando nella battaglia in cui la valorosa cittadina fronteggerà l’immenso esercito imperiale. Gli epici giorni dell’anno domini 1243, l’ultimo assedio di Viterbo.
Marta Tempra e Furio Thot, alias Fabio Dessole, autore e collaboratore di Arpeggio Libero, si incontrano a luglio el 2012 sul sito di self-publishing meetale. Inizia da lì una lunga collaborazione che porta alla pubblicazione dei due libri della Tempra, “L’istante tra due battiti” e “L’estate dei bucaneve”, nonché a decine di presentazioni per tutta Italia. Ed è proprio durante una di queste, sulle rive del lago di Bolsena, che la drammatica storia della principessa Amalasunta dà lo spunto per la realizzazione di un romanzo storico ambientato nel territorio viterbese.
A Viterbo, Giacinta Brettoni, giovane nobile di parte guelfa, è destinata al convento fin dalla nascita, ma l’avversa fortuna della famiglia la porterà a rinunciare al velo per diventare moglie di un nuovo ricco della città.
Nel frattempo, il poeta siciliano Jacopo degli Altofonte viene convocato alla corte di Federico II e l’iniziale meraviglia si trasformerà in angoscia quando s’innamora perdutamente di Selvaggia, figlia naturale del sovrano e destinata in sposa all’uomo più crudele del suo tempo. Alle loro storie si unisce quella di Guido, speziale lombardo in fuga con la famiglia da Lodi dopo che la città si arrese all’impero.
Amori infelici, rocambolesche fughe e impetuose battaglie si intrecciano in un romanzo corale in cui le vicende di tutti finiranno per convergere proprio nella città di Viterbo, culminando nella battaglia in cui la valorosa cittadina fronteggerà l’immenso esercito imperiale. Gli epici giorni dell’anno domini 1243, l’ultimo assedio di Viterbo.
Marta Tempra e Furio Thot, alias Fabio Dessole, autore e collaboratore di Arpeggio Libero, si incontrano a luglio el 2012 sul sito di self-publishing meetale. Inizia da lì una lunga collaborazione che porta alla pubblicazione dei due libri della Tempra, “L’istante tra due battiti” e “L’estate dei bucaneve”, nonché a decine di presentazioni per tutta Italia. Ed è proprio durante una di queste, sulle rive del lago di Bolsena, che la drammatica storia della principessa Amalasunta dà lo spunto per la realizzazione di un romanzo storico ambientato nel territorio viterbese.
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domenica 21 febbraio 2016
"Bologna nel Duecento: il secolo d’oro e il secolo breve"
| Enzo tradotto in carcere. Codice Vat. Lat. Chig. L. VIII.296 (XIV secolo), Roma, Biblioteca Apostolica Vaticana |
La conferenza "Meno otto" dal titolo "Bologna nel Duecento: il secolo d’oro e il secolo breve" si svolgerà martedì 23 febbraio 2016, alle ore 17,00 nella sala dello "Stabat Mater" dell'Archiginnasio e sarà tenuta dalla professoressa Francesca Roverdi Monaco, docente di Storia Medievale dell'Università di Bologna.
Verterà sul Duecento che è stato definito il secolo d’oro del Comune di Bologna per lo straordinario dinamismo che caratterizzò la città in ogni ambito, da quello demografico a quello economico, politico e sociale; dai mutamenti istituzionali per l'accesso dei ceti emergenti negli organi comunali ai fasti della contesa con Federico II, della cattura di Re Enzo e della promulgazione del Liber Paradisus; fino ai pesanti sintomi di decadenza e di lacerazione interna tra fazioni e ceti sociali e alla sottomissione alla Chiesa.
L’affermarsi delle classi popolari a partire dal 1228, la vitalità dello Studium, il successo politico-militare ottenuto sull’autorità imperiale sono solo gli esempi più conosciuti di questa fase di progresso cittadino, destinata tuttavia a conoscere una battuta di arresto negli anni ‘70 del secolo, con le lotte tra le fazioni dei Lambertazzi e Geremei e la momentanea espulsione della parte perdente, quella dei Lambertazzi.
Verterà sul Duecento che è stato definito il secolo d’oro del Comune di Bologna per lo straordinario dinamismo che caratterizzò la città in ogni ambito, da quello demografico a quello economico, politico e sociale; dai mutamenti istituzionali per l'accesso dei ceti emergenti negli organi comunali ai fasti della contesa con Federico II, della cattura di Re Enzo e della promulgazione del Liber Paradisus; fino ai pesanti sintomi di decadenza e di lacerazione interna tra fazioni e ceti sociali e alla sottomissione alla Chiesa.
L’affermarsi delle classi popolari a partire dal 1228, la vitalità dello Studium, il successo politico-militare ottenuto sull’autorità imperiale sono solo gli esempi più conosciuti di questa fase di progresso cittadino, destinata tuttavia a conoscere una battuta di arresto negli anni ‘70 del secolo, con le lotte tra le fazioni dei Lambertazzi e Geremei e la momentanea espulsione della parte perdente, quella dei Lambertazzi.
Il passaggio di Bologna al patrimonio della Chiesa di Roma, avvenuto
nel 1278 con la cessione al papa dei diritti esarcali da parte di
Rodolfo d’Asburgo, costituì uno spartiacque fondamentale, quasi la fine
del secolo d’oro.
Proprio in questo senso di recente Roberto Greci ha definito il Duecento anche il secolo breve del Comune di Bologna, addirittura brevissimo se come estremi cronologici si prendono, appunto, il 1228 e il 1278.
Proprio in questo senso di recente Roberto Greci ha definito il Duecento anche il secolo breve del Comune di Bologna, addirittura brevissimo se come estremi cronologici si prendono, appunto, il 1228 e il 1278.
Breve e d’oro, dunque, il Duecento: tuttavia, in questo caso la
brevità non riduce in alcun modo la complessità di un periodo davvero
ricchissimo di eventi e la cui fluidità istituzionale, politica,
sociale, economica, culturale emerge impetuosa e mutevole a seconda dei
punti di vista.
| Prologo del Liber Paradisus (1257) © Archivio di Stato di Bologna |
Bologna fu, davvero, nel Duecento un laboratorio di sperimentazione
politica nel senso più ampio del termine e diede luogo all’elaborazione
di una ideologia comunale fondata sulla partecipazione dei cittadini e
articolata intorno a una normativa che, individuando e suddividendo
funzioni e ruoli istituzionali, mirava a individuare e codificare la
perfetta forma di governo. Risulta allora necessario provare a
individuare gli esperimenti più importanti di quel laboratorio, secondo
una visione che dalla rilettura del passato possa trarre motivo di
riflessione utile ed efficace anche per l’attuale laboratorio politico
cittadino.
Per maggiori dettagli: nonocentenario.comune.bologna.it.
lunedì 18 agosto 2014
Valtellina A. D. 1430 – Teglio in fiamme
Domenica 31 agosto 2014 si terrà a Teglio (SO) la rievocazione storica Valtellina A. D. 1430 – Teglio in fiamme – Ricerca di pace e fragori di guerra, manifestazione con personaggi e comparse in costume d’epoca che si snoderà in tre distinti momenti.
Alle 10.30 messa nella collegiata di Santa Eufemia
con la benedizione dei vessilli e al termine, annunciato dalle trombe e
dai tamburi degli sbandieratori, l’arrivo del drappello di milizie
veneziane al comando di Giorgio Corner accolto dai sette fratelli
Lazzaroni, castellani di Teglio e fautori del partito guelfo.
Alle 14.45 al parco del Castello vengono condotti
dalle prigioni delle Piatte i condannati che saranno giudicati dal
podestà che sta giungendo da Milano e presterà solenne giuramento nella
piazza del Comune. Alle 15.30, accolto con giubilo dalla popolazione, il
podestà Pietro Crivelli assume la sua alta carica tra le varie
personalità della castellanza e del comune. I Tellini sperano nel suo
intervento per riportare la pace nel paese profondamente diviso tra
Guelfi (per Venezia) e Ghibellini (per Milano). Il podestà concede
l’amnistia ai condannati e promette pace sociale in tutta la
castellanza. Segue la pausa di svago per il pubblico con sbandieratori,
bancarelle storiche e divertimento con gli asinelli per i bambini.
Possibilità di “cena tellina” a prezzo agevolato presso i ristoranti
locali.
Alle 20.30 con
l’insistito suono delle campane a martello annuncianti l’arrivo di
milizie ghibelline al comando di Stefano Quadrio il quale muove per
conto del duca a punire i castellani guelfi di Teglio. Accorre la
popolazione allarmata, mentre il Quadrio dà l’assalto al castello,
arresta i sette fratelli Lazzaroni e li conduce in prigione per poi
essere decapitati. Il glorioso castello è in fiamme. Con il suggestivo
spettacolo dell’incendio di tutto il dosso castellano si chiuderà verso
le 21.40 la manifestazione rievocativa di un lontano fatto storico
saldamente ancorato nella memoria collettiva di Teglio, che avrà il suo
epilogo con la sconfitta dei Veneziani nella battaglia di Delebio del
novembre 1432.
Info e programma completo nel sito dedicato alla manifestazione.
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Ubicazione:
23036 Teglio SO, Italia
lunedì 17 giugno 2013
Tria Turris a Chiusi (SI)
Siamo
intorno alla metà del 1300. La libera città di Chiusi, terra da sempre
contesa tra i Guelfi di Perugia e i Ghibellini Senesi, finalmente batte
moneta propria; più forte delle pestilenze, delle carestie e delle
continue guerre che per anni hanno decimato la popolazione di quella che
è la più strategica città portuaria sulla valle del Clanis
.
Durante i Festeggiamenti di
Santa Mustiola, martirizzata molti secoli prima, i Tre Terzieri, le tre
fazioni in cui diviso il paese, si sfidano al Palio
delle Torri, per ottenere le chiavi della Città e lo strapotere
assoluto sugli altri due, nonché l'onere e l'onore di difendere la
Santa. Danze e festeggiamenti, banchetti propiziatori, tornei
di spade e di arcieria, musicanti, giocolieri, mercanti, sbandieratori,
arcieri, armigeri, nobili, dame e cavalieri, tutti si preparano al Tria
Turris.
Il
Tria Turris, organizzata dall’Associazione Terzieri di Chiusi, è
articolata in tre intense giornate, quest'anno venerdì 21, sabato 22 e domenica 23 giugno, in occasione della festa della Patrona Santa Mustiola.
All’interno del Parco dei Forti, nel cuore nel Centro Storico di Chiusi,
viene ricostruito un grande accampamento di fine 1300, dove
giullari, musicanti, compagnie teatrali, sputafuoco, cavalieri,
sbandieratori e taburini e arcieri porteranno il visitatore in un
turbinio incessante di eventi spettacolari ed artistici facendogli
vivere un indimenticabile viaggio tra le storie del passato. Battaglie,
tornei, banchetti, artigiani d’altri tempi, disfide tra terzieri, un
grande corteo storico lungo i vicoli del paese, tutto per
arrivare al Palio delle Torri, tradizionalmente in programma la Domenica
della festa, dove tensione e spettacolarità si uniscono in un unico
grande evento.
Info e programma completo: www.triaturris.it.
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Ubicazione:
Chiusi SI, Italia
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