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mercoledì 15 novembre 2023

La Longue durée delle opere medievali attraverso il caso del polittico di Giotto per la Badia fiorentina

Mercoledì 15 novembre 2023 alle ore 17,00 in diretta online su Facebook, in occasione del ciclo di Conferenzae Dialoghi d'Arte e Cultura, la prof.ssa Laura Cavazzini parlerà della "Longue durée delle opere medievali attraverso il caso del polittico di Giotto per la Badia fiorentina".

Ricostruire la “vita” di un’opera d’arte del passato attraverso il tempo costituisce un punto di osservazione cruciale per la comprensione delle dinamiche con cui la società elabora il proprio passato e la propria memoria collettiva.
È nell’orizzonte del tema della longue durée dell’arte medievale e, più in generale, degli studi, oggi tanto in voga, sulla fortuna e sulla ricezione del Medioevo, che si può tentare di calare anche il fenomeno, tutto fiorentino, della “riquadratura” dei polittici gotici nel corso del Rinascimento, quando cioè, con l'affermazione della "tavola all'antica", ovvero di una pala rettangolare chiusa entro una cornice caratterizzata da elementi architettonici di ispirazione classica, si assiste in città a un diffuso fenomeno di adattamento a questo schema dei dipinti d’altare trecenteschi, nel contesto del quale il polittico dipinto da Giotto per l’altare della chiesa di Badia, cui fu adattata una nuova carpenteria attorno al 1450, è solo uno di una nutrita serie di occorrenze.
Laura Cavazzini insegna la storia dell'arte medievale all'Università di Trento. I suoi studi sono principalmente rivolti alla cultura artistica del Gotico internazionale, all'architettura, alla scultura e all'oreficeria nella Valle padana fra Due e Quattrocento, al Rinascimento toscano.

venerdì 2 dicembre 2022

"L'artista dell'anima. Giotto e il suo mondo" presentazione a Firenze

Venerdì 2 dicembre 2022
alle ore 17.30, presso la Sala del Cenacolo (via Ricasoli, 66), sede dell'Accademia di Belle Arti di Firenze, verrà presentato il volume "L'artista dell'anima. Giotto e il suo mondo" (Neri Pozza 2022) di Alessandro Masi. Insieme all'autore, interverranno Claudio Rocca (Direttore dell’Accademia di Belle Arti), Filippo Carlà Campa (Sindaco del Comune di Vicchio). Previsto anche l'intervento del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.
L’incontro sarà anche l’occasione per presentare un progetto che vedrà presto Alessandro Masi collaborare a fianco dell’Accademia di Belle Arti e con il Comune di Vicchio – città natale di Giotto – in una produzione audiovisiva sulla vita del pittore. 
Nel volume Masi ci propone Giotto e il suo mondo tramite una rigorosa e documentatissima biografia della vita dell’artista che rivoluzionò la pittura tra il Duecento e il Trecento. E lo fa narrando quella vita, ripercorsa grazie allo studio approfondito di documenti d’archivio e cronache dell’epoca, come fosse un romanzo. 
Seguiamo Giotto che percorre l’Italia e segna quel periodo con un profondo rinnovamento della pittura attraverso i cicli pittorici della Basilica Superiore di Assisi fino alla cappella degli Scrovegni a Padova, senza dimenticare le tappe di Roma, Napoli, Firenze e Rimini che vide il fiorire di quella bottega salita agli onori di vera e propria “scuola giottesca”. 
Alessandro Masi, storico dell’arte e giornalista, è Segretario generale della Società Dante Alighieri. I suoi interessi spaziano dal futurismo (Zig Zag. Il romanzo futurista, il Saggiatore), a trattati di politica culturale del Ventennio fascista (Giuseppe Bottai, La politica delle arti. Scritti 1918-1943, Editalia). Il suo recente studio sull’arte italiana a cavallo tra fascismo e Repubblica (Idealismo e opportunismo della cultura italiana. 1943-1948, Mursia) ha dato vita a un lungo dibattito sulla figura di Palmiro Togliatti e gli intellettuali.

giovedì 11 febbraio 2021

La Cappella degli Scrovegni. Il duecento di Giotto a Padova

Sabato 13 febbraio 2021
alle ore 18,00 si tiene la visita guidata online "La Cappella degli Scrovegni. Il duecento di Giotto a Padova" a cura del prof. Casetta.
Conosceremo Giotto non come pittore trecentesco ma come colui il quale concluse la meravigliosa stagione duecentesca padovana, fatta di libertà civili, intellettuali, artistiche.
Illustreremo le novità che introdusse nella pittura e che ispireranno gli artisti sino ai nostri giorni. Vedremo gli errori che compì nello sperimentare tecniche e colori. Confronteremo il prima e il dopo dei restauri inaugurati nel 2002. 
E concluderemo osservando l’opera di un grande contemporaneo di Giotto, anch’essa presente all’interno della Cappella ma trascurata dagli sguardi dei turisti.
Per informazioni e prenotazioni clicca qui !

sabato 13 aprile 2019

Roma al tempo di Matteo d'Acquasparta

La Roma di Matteo d'Acquasparta era una città dagli stridenti contrasti: strade sterrate e squallore urbano, vaste aree disabitate all'interno delle mura cittadine, ma anche svettanti case-torri di proprietà dei suoi più ricchi abitanti, veri e propri grattacieli che rivaleggiavano in altezza con i monumenti fatiscenti dell'antichità classica e con le facciate delle chiese ricoperte di mosaici: luccicanti teofanie e sogni sacri fluttuanti in uno skyline a dir poco unico.
Durante i ventitré anni intercorsi tra l'arrivo di Matteo a Roma nel 1279 come lettore dello Studium Curiae e la sua sepoltura nel 1302 accanto all'altare maggiore di Santa Maria in Aracoeli, Roma sperimentò una formidabile fioritura di arte figurativa su larga scala.
Nel 1279, il marmorario magister Cosmatus e una squadra di maestri pittori e mosaicisti, equivalenti romani di Cimabue, stavano dando i tocchi finali alla cappella del Sancta Sanctorum nel Palazzo del Laterano fatta restaurare e ridecorare da papa Niccolò III: un tabernacolo celeste nel deserto degno dell'incomparabile collezione di reliquie nel suo altare. Due decenni dopo, le basiliche di San Giovanni in Laterano e Santa Maggiore sfoggiavano immensi, nuovi mosaici nelle loro absidi commissionate da Niccolò IV, il primo pontefice appartenente all’Ordine dei frati minori.
In particolare, Pietro Cavallini aveva fatto dono alla basilica di Santa Cecilia del suo Giudizio Universale e aveva affrescato l'abside (oggi perduta) dell’Aracoeli con la visione avuta dall'imperatore Ottaviano della Vergine col Bambino; Giotto aveva invece da poco completato il mosaico della Navicella nella basilica di San Pietro, giusto in tempo per il Giubileo dell'anno 1300 indetto da papa Bonifacio VIII, alleato e protettore di Matteo.
Con questa conferenza si intende offrire una visita virtuale della Roma in cui si trovò ad abitare il cardinale d’Acquasparta. E però lo si farà iniziando dalla fine, con la descrizione della sua magnifica tomba sul Campidoglio.

domenica 8 gennaio 2017

Via alle celebrazioni per il 750 della nascita di Giotto

Il Consiglio regionale della Toscana dà il via alle celebrazioni per i 750 anni dalla nascita di Giotto di Bondone con una conferenza che si terrà domenica 8 gennaio 2017 alle ore 11.00, nella sala del Gonfalone del palazzo del Pegaso. Interverrà Cristina Acidini, storica dell’arte, presidente dell’Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze, con Eugenio Giani, presidente dell’Assemblea toscana, e il sindaco di Vicchio, Roberto Izzo.
L’iniziativa sarà presentata sabato 7 gennaio in una conferenza stampa che il presidente Giani terrà alle 12, nella sala Barile del palazzo del Pegaso.
“E’ importante che le istituzioni si impegnino per celebrare l’anniversario giottesco – ha spiegato il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani - in quanto Giotto è stato uno dei più grandi Maestri della Storia dell’umanità e l’ispiratore della pittura moderna. Nato nel 1267 a Vespignano, vicino a Vicchio, 750 anni fa, fu scoperto dal maestro Cimabue e rappresentò l’artista che più di ogni altro diede una svolta epocale alla pittura rispetto alla fase medievale dominata dal modello bizantino dell’icona. Ci ha lasciato una grande eredità, dal Crocifisso nella Basilica di Santa Maria Novella a Firenze alla Capella degli Scrovegni a Padova".
"Ha fondato una bottega ed è grazie alla sua intuizione che oggi Firenze ha il Campanile di Giotto - ha poi aggiunto Giani - tra le iniziative finalizzate a valorizzare questa straordinaria figura ci sono un convegno in primavera, una mostra di artisti contemporanei a lui ispirata qui nel palazzo del Pegaso e un premio d’arte a lui intitolato. Con il direttore degli Uffizi – ha concluso Giani - siamo in contatto per una mostra con il materiale di proprietà del museo”.

giovedì 3 novembre 2016

Giotto, il potere dello sguardo

Venerdì 4 novembre 2016 alle ore 16,20 presso il Seicentro (sede del Municipio 6 di Milano in Via Savona, 99), Giovanni Tucci, giornalista e cultore della materia, prosegue il suo ciclo di conferenze sul “Medioevo tra Arte, Storia e Simboli” con ingresso libero.
Questo terzo appuntamento ha per titolo “Giotto, il potere dello sguardo”.

Giotto spezza le rigide icone medievali e crea la pittura moderna: grazie a un’analisi formale parleremo di alcune tra le rivoluzionarie novità introdotte dal più famoso tra i pittori del Medioevo. Si parte dall’introduzione della prospettiva intuitiva e dei piani a profondità scalare, a quella dei volumi delle figure e delle loro ombre. Si passa poi al sapiente uso della scentratura dell’immagine, alla contrapposizione tra colori complementari, all’uso di personaggi parzialmente fuori campo. Si giunge infine al via libera dato alle emozioni (pianto, riso, commozione sgomento), alla trama di relazioni tra figure sulla scena, al gusto minuzioso della narrazione introducendo lo spettatore nella scena, al prorompere dei minuziosi particolari della vita quotidiana anche nelle vicende della vita sacra.
Conferenza con proiezioni di diapositive.
Le competenze di Giovanni Tucci derivano esclusivamente da passione amatoriale, mediata dall’esperienza pluridecennale nella divulgazione giornalistica in campi molto diversi.
Ha tenuto vari cicli di conferenze settimanali (con proiezione diapo e video) dedicate a arte, storia, economia e cultura medievale presso i Cam o gli assessorati municipali a Milano. Per esempio 23 incontri in zona cinque e 22 in zona sette solo tra ottobre 2015 e maggio 2016.
Ha iniziato o ha in preparazione analoghi incontri presso il Seicentro (via Savona 99), presso il Cam 7 (viale Tibaldi 41) e presso il Cam 8 (via della Pecetta).
Ha inoltre organizzato visite guidate alle basiliche di Sant’Eustorgio, Sant’Ambrogio e San Marco e ha in preparazione analoghe visite a Como, Lodi, Pavia, Cremona, Piacenza, Fidenza, Parma, Bergamo e Vigevano.
In passato ha avuto un decennale attività, quasi sempre in testate a carattere nazionale, in campo economico-giuridico-immobiliare, ha curato alcuni uffici stampa e ha redatto libri e pubblicazioni di carattere tecnico.

sabato 2 aprile 2016

"Gli spazi di Giotto" lectio magistralis al Politecnico di Milano

Martedì 5 aprile 2016 alle ore 14,300 nell'Aula Rogers del Politecnico di Milano si tiene la Lectio Magistralis "Gli spazi di Giotto" a cura della Prof. Serena Romano, Professore ordinario di Storia dell'arte medievale, Université de Lausanne.
Celebrato da Ghiberti e Vasari come il primo artista capace di ispirarsi direttamente alla realtà naturale, individuato da tanti artisti del Novecento, da Rothko a Klein, da Matisse a Giacometti, quale padre della visione razionale del mondo, Giotto ha nella capacità di rappresentare lo spazio il suo specifico strumento cognitivo. La lezione indagherà questo aspetto della sua pittura, scoprendone gli aspetti di volta in volta necessitati dai programmi, all’interno dei quali si determinano i contenuti, le esigenze realistiche, quelle fizionali, in una parola il ‘teatro’ della pittura giottesca.
Saluti di Apertura
Prof. Ilaria Valente, Preside Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
Introduzione
Prof. Gianni Contessi, Professore ordinario di Storia dell’arte contemporanea Università di Torino
Prof. Angelo Torricelli, Professore ordinario di Composizione Architettonica e Urbana Politecnico di Milano.

lunedì 18 maggio 2015

"Un giottesco bolognese e un ciclo gregoriano per i Bardi"

Mercoledì 20 maggio 2015 alle ore 16,30 presso l'Infopoint del Comune di Firenze in Piazza della Stazione, 4, per il ciclo Santa Maria Novella, lavori in corso. Nuove letture sulle opere d’arte del 300, promosso dal Comune di Firenze e l’Opera di Santa Maria Novella si terrà la conferenza conclusiva di Damien Cerruti "Un giottesco bolognese e un ciclo gregoriano per i Bardi".

sabato 18 gennaio 2014

I Longobardi ti raccontano, visita guidata a Salerno

L’appuntamento è fissato per sabato 25 gennaio 2014 alle 17:30, alla villa comunale di Salerno, davanti alla statua di Nicotera: un appuntamento con… i Longobardi! Saranno loro ad accompagnare i visitatori in una passeggiata tra spazio e tempo alla scoperta della Salerno della sua età dell’oro, tra VIII e IX secolo, il tempo del principe Arechi.
Un vero e proprio viaggio nel tempo, possibile grazie alla Gens Langobardorum, gruppo di Living History che, con un minuzioso lavoro di ricerca storica e archeologica, ha pazientemente ricostruito nel dettaglio abiti, armi e oggetti di vita quotidiana dei Longobardi del Sud. Un viaggio dal titolo eloquente: «I Longobardi ti raccontano».
Che cosa raccontano? Lo chiediamo a Francesca Angellotti, cofondatrice dell’associazione e mente principale del progetto:
«Raccontano la storia della Salerno dell’Alto Medioevo, in particolare l’VIII secolo quando Salerno fu fortificata dal Principe longobardo Arechi II, e la sua corte risiedeva nel suo palazzo, costruito nel cuore della città, quello che oggi è il complesso monumentale di San Pietro a Corte».
Francesca ci spiega inoltre in cosa consiste questo viaggio: «Sarà una “passeggiata” culturale attraverso il centro storico di Salerno e le testimonianze più significative del periodo longobardo, in compagnia dei figuranti del nostro gruppo. I visitatori, ad ogni tappa, verranno accolti da un personaggio della corte del principe Arechi, che illustrerà nel dettaglio quella testimonianza della Salerno longobarda. Il percorso si concluderà con un banchetto a tema nel Museo Archeologico Provinciale, dove tra l’altro allestiremo anche un campo storico con scene di vita quotidiana alla corte del principe Arechi».
Per informazioni e prenotazioni:
web: genslangobardorum.jimdo.com/
e-mail:  genslangobardorum@libero.it
tel: 3208164044 – 3286154633 – 3283270208
(Fonte: Citizen Salerno, articolo di Federica Garofalo)

martedì 19 febbraio 2013

La pittura trecentesca a Ravenna

"Nel nome di Giotto. La pittura trecentesca a Ravenna. Immagini perdute, salvate, rivelate” è il titolo del libro di Gianni Morelli, che sarà presentato venerdì 22 febbraio 2013 alle 20,00 al Circolo Ravennate e dei Forestieri. L'iniziativa è promossa dal Lions Ravenna Bisanzio.
“Giotto – spiega Morelli - non venne mai a Ravenna anche se la tradizione popolare ha lungamente sostenuto che le pitture che ornavano le chiese della città erano opera sua. E poi c’era quella scena dipinta in Santa Maria in Portofuori, che ritrae due uomini in discussione tra loro e che furono presto identificati come Dante e Giotto, entrambi invitati da Guido Novello da Polenta…”. Tuttavia Giotto entra nell’arte ravennate. “Duccio a Siena e Giotto a Firenze furono gli iniziatori della nuova stagione dell’arte italiana sul finire del medioevo. Subito vantarono imitatori e poi continuatori e ben presto sorsero anche rinomate scuole che fecero propria la poetica degli iniziatori e col tempo riuscirono persino a superarli. E’ il caso della 'scuola riminese'  i cui maestri vennero  chiamati ad operare sotto i signori polentani Lamberto, Guido Novello, forse Ostasio e dal priore di Santa Maria in Portofuori, Guglielmo da Polenta, nei primi quarant’anni del ‘300". Ma la pittura ravennate non è soltanto "riminese". "Per comodità - prosegue Morelli - possiamo prendere la data fatale della scomparsa, anche fisica, dei riminesi, che furono presto rimpiazzati dalla emergente scuola bolognese. L’anno è il 1348 e l’evento è la famosa “Peste Nera” che devastò l’Italia tutta. Va anche detto che prima della peste, i nuovi Ordini Mendicanti - soprattutto domenicani ed agostiniani -, ormai insediati saldamente a Ravenna, vantavano propri referenti in campo pittorico rivolgendosi principalmente a Bologna.