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martedì 1 novembre 2022

Visita guidata e gratuita all'Abbazia di Santa Maria de Olearia a Maiori (SA)

Ultimo giorno, martedì 1 novembre 2022, per poter visitare, gratuitamente e senza prenotazione, l’Abbazia di Santa Maria de Olearia a Maiori. Il momumento è una preziosa testimonianza di arte e architettura del primo Medioevo, reso noto per la prima volta nel 1871 dallo studioso Demetrio Salazaro ne gli “Studi sui monumenti dell’Italia meridionale dal IV al XIII secolo”, che pubblicò alcuni disegni degli affreschi dell’abbazia. A curare l’organizzazione delle visite guidate è lo staff di Maiori Cultura: la visita è possibile in occasione della festività di Ognissanti, dalle ore 10,00 alle ore 13,00. Per gruppi superiori ai quindici componenti è necessaria la prenotazione.
Santa Maria de Olearia, di proprietà dello Stato, è uno dei più celebri insediamenti monastici dell’antico Ducato di Amalfi medievale, collocato lungo la Strada Statale 163 Amalfitana, dopo Capo d’Orso e circa quattro chilometri prima del centro urbano di Maiori. 
La sua importanza deriva soprattutto dai cicli pittorici medievali che ancora si conservano all’interno. 
Il complesso è composto di tre piccole cappelle sovrapposte dedicate alla Vergine Maria e a San Nicola, affrescate a partire dal X sec. L’Abbazia è una pregevole testimonianza, da oltre mille anni, del Medioevo Amalfitano, il periodo di massimo splendore della Costa.
La leggenda racconta che al tempo dell’Arcivescovo Leone I, primo Arcivescovo Amalfitano vissuto tra X e XI secolo, nella splendida grotta affacciata sul mare giunsero due santi eremiti, Pietro e Giovanni, da cui successivamente nacque il cenobio.
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mercoledì 3 marzo 2021

Abbazia all'imbrunire, Visita guidata a Chiaravalle Milanese

Venerdì 5 marzo 2021
l'Abbazia di Chiaravalle apre i battenti alla sera. Nell'atmosfera silenziosa e raccolta della sera le nostre guide vi accompagneranno nei luoghi di preghiera e lavoro di Chiaravalle. Sarà possibile ammirare in tranquillità le opere artistiche di rara bellezza, l'architettura della Chiesa e del chiostro, il restauro e l'opera di ingegneria del Mulino. La visita avrà la durata di un'ora e mezza, al termine della quale ci si fermerà al Ristoro dell'Abbazia per ritirare il proprio menù d'asporto e per scegliere la bibita o la birra da abbinare.

E' possibile consultare le opzioni di menù d'asporto alla seguente pagina del nostro sito: www.abbaziadichiaravalle/abbaziaimbrunire.
Programma:
ore 18:45 ritrovo presso l'Infopoint dell'Abbazia.
ore 19:00 percorso suggestivo del Mulino, della Chiesa e del chiostro.
ore 20:30 ritiro della cena d'asporto, con scelta della bibita presso il Ristoro dell'Abbazia
L'iniziativa è rivolta ad un pubblico adulto. La visita è organizzata a cura di Koinè, mentre la cena d'asporto sarà curata dalla Bottega dell'Abbazia.
E' necessario iscrivere ogni singolo partecipante all'iniziativa, entro le ore 12:00 del giorno stesso.
L’accesso è possibile ad un pubblico adulto, ma anche a bambini a partire dai 6 anni, previa prenotazione, dotati di mascherina.
Si richiede durante la visita il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro di distanza sia negli spazi esterni che in quelli interni.
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martedì 29 dicembre 2020

Visita guidata online all'Abbazia di Chiaravalle

Mercoledì 30 dicembre 2020
, dalle ore 18,00 alle 19,00 l'Abbazia di Chiaravalle e il suo Mulino sono visitabili on line con la guida.

Per la prima volta sarà possibile fare una visita virtuale che permetterà di immergersi all’interno dell’affascinante complesso monastico, comodamente seduti a casa propria, senza dover rinunciare ad esplorare luoghi nuovi, continuando a viaggiare con la mente.
Fondata nel 1135 da San Bernardo da Clairvaux, ancora oggi abitata da una comunità di monaci cistercensi, l'Abbazia di Chiaravalle è un luogo di confine e dialogo, tra città e campagna, urbanesimo e agricoltura, modernità, tradizione e culture. In un momento in cui non è consentito uscire di casa, l'incontro virtuale permetterà di immergersi all'interno dell'affascinante complesso monastico, senza dover rinunciare ad esplorare luoghi nuovi, continuando a viaggiare con la mente.
Tramite l'utilizzo di immagini e video, accompagnati dal racconto delle nostre guide, si accederà ai principali ambienti della Chiesa e del chiostro, ammirando ad esempio affreschi di unica bellezza di importanti artisti italiani e un coro ligneo intagliato del XVII secolo. Sarà inoltre possibile visitare il chiostro monastico, con la spettacolare vista sulla Ciribiciaccola, torre campanaria dell'Abbazia e la caratteristica colonna annodata. Si potrà infine apprezzare la struttura medievale del Mulino, con il suo impianto molitorio realizzato in legno di rovere e alimentato ad acqua, e l'orto dei semplici, in cui trovano spazio piante officinali e aromatiche.
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sabato 3 ottobre 2020

Misteri e Magie del Medioevo Abruzzese

Sabato 3 ottobre 2020
andremo alla scoperta del Medioevo. Cammineremo e racconteremo a proposito di questa particolare epoca storica e delle tracce significative che essa ha lasciato nei nostri territori.

Assieme a Marcello Sacerdote, attore, musico e narratore di CuntaTerra, conosceremo le storie magiche e misteriose dell' Abruzzo medievale, immersi in una verdeggiante natura, tra corsi d’acqua e arcaici luoghi di culto.
Visiteremo la straordinaria abbazia di San Liberatore a Maiella, tra cunti, canti, musiche e leggende attraverseremo il sentiero che costeggia il limpido fiume Alento e incontreremo antiche ed enigmatiche tombe rupestri.
Tutto questo in armonia perfetta tra suoni della natura e arte dell’uomo, ieri come oggi, per una giornata ricca di bellezza da condividere.
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lunedì 17 agosto 2020

"Sub tutela Virginis" presentazione a Banzi (PZ)

A Banzi (PZ), un nuovo studio condotto dal professor Marcello Mignozzi, docente all'Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, riassunto nella pubblicazione “Sub tutela Virginis” che riporta la sua firma, arricchisce di nuovi elementi e di importanti scoperte la già affascinante e straordinaria storia del piccolo borgo medievale dell'Alto Bradano.
L’abbazia benedettina di Santa Maria a Banzi è la più antica della Basilicata. Poco è sopravvissuto della sua facies medievale: la chiesa, difatti, venne completamente ricostruita nel XVIII secolo, ma in tale occasione si decise di porre in facciata un’icona marmorea trecentesca di soggetto mariano. L’opera, mai dettagliatamente analizzata dalla critica, è qui al centro di uno studio che ne scandaglia ogni aspetto. Particolare attenzione è dedicata all’iscrizione alla base del manufatto, in cui vengono riportati l’anno di esecuzione, il nome del committente, quello dell’artista e persino la sua provenienza. Un piccolo volume, quello di Mignozzi, dedicato alla figura di Petrus de Baro, scultore ignoto al panorama degli studi e finalmente restituito agli onori della Storia. La disamina del singolo manufatto diventa un pretesto per indagare le dinamiche di contaminazione artistica attive nel Regno di Napoli tra Duecento e Trecento, al tempo degli Angioini.
Sub tutela Virginis. L’icona marmorea dell’abbazia di Santa Maria a Banzi e alcune note sull’arte del Trecento tra Puglia e Basilicata, questo il titolo dell'opera edita da Edizioni Giannatelli, sarà presentato lunedì 17 agosto 2020, alle ore 19:00 in Largo Urbano II a Banzi (PZ).
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mercoledì 10 giugno 2020

Seguendo la via dei monaci

Abbazia di San Giusto
La Tuscia possiede un grande patrimonio, fatto di luoghi insoliti e autentici, di percorsi poco battuti che aspettano di essere esplorati. La passeggiata inedita di domenica 14 giugno 2020 permetterà di scoprire due luoghi di grande fascino naturalistico e storico situati nel territorio di Tuscania.
Lo spettacolare anfiteatro della Solfatara sul fiume Marta e l’Abbazia Cistercense di San Giusto.
Il percorso inizierà tra i campi di grano e di coriandolo su un panoramico pianoro tufaceo, per scendere nella selvaggia valle del fiume Marta. Attraverso un incontaminato bosco di querce e olmi si seguirà il corso del fiume e qui si presenterà in tutta la sua bellezza l’anfiteatro naturale della solfatara con le rocce bianche e gialle tinte dallo zolfo e scolpite dall’erosione.
Dopo la rilassante tappa sul fiume cullati dal rumore delle acque, si ritornerà sullo stesso sentiero per proseguire verso l’Abbazia di San Giusto.
L’abbazia di San Giusto offre oggi la stessa magia di molti secoli fa quando monaci e viandanti che percorrevano le antiche strade decisero di fermarsi.
L’opera dell’uomo e quella della natura si fondono proprio come voleva San Benedetto da Norcia.
Il monastero si affaccia sulla valle del fiume Marta. La presenza di sorgenti ha sicuramente incoraggiato gli insediamenti fin dall’epoca etrusca, romana e medievale.
La prima notizia sicura di una comunità monastica di San Giusto è della fine del X secolo, quando un gruppo di monaci, seguendo la Regola di San Benedetto da Norcia, fondarono il primo monastero.
Nel 1146, l’abbazia cistercense di Fontevivo (Parma), abbazia figlia di Clairvaux (Francia), inviò un gruppo di monaci a reinsediare San Giusto come abbazia cistercense, probabilmente il cenobio benedettino era ormai abbandonato. Nel XV purtroppo l’abbazia fu definitivamente soppressa e da allora in poi i suoi edifici caddero in rovina. Domenica si potrà ammirarne la rinascita di questo luogo, grazie al proprietario ingegnere bolognese e medaglia d’oro olimpica (Tokio 1964) e alla sua famiglia che nel 1990 acquistano l’azienda con i ruderi dell’abbazia di San Giusto. Oggi l’abbazia di San Giusto è un’azienda agricola biologica eco-compatibile ed un luogo per viaggiatori, artisti, appassionati di natura e d’arte.

Doppio appuntamento: mattina alle ore 9.00 e pomeriggio alle ore 16.00 al parcheggio Piazzale Bersaglieri-Viale Fabio Filzi (sotto le mura della città) da dove con le auto ci recheremo sulla strada che conduce alla Solfatara e all’Abbazia di San Giusto.
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domenica 14 aprile 2019

Piemonte Romanico prima edizione 2019

Scopri domenica 14 aprile 2019 il Romanico in Piemonte! Indetta dalla Regione Piemonte sarà una giornata all’insegna della scoperta dei gioielli del Romanico, ricchi di storia e velati dal mistero di un tempo lontano.
Un patrimonio di oltre 80 siti tra abbazie, chiese e pievi diffuse sul territorio che per tre giorni si animeranno grazie alle associazioni e alle istituzioni aprendo le porte ad eventi, mostre, visite guidate, itinerari cicloturistici e degustazioni enogastronomiche, per un turismo “slow”, all’aria aperta e sostenibile, all’insegna della lentezza e della spiritualità.
«L’architettura romanica punteggia il paesaggio del nostro territorio. È un patrimonio culturale ancora poco conosciuto ma diffuso anche in zone poco “mature” a livello turistico, che grazie a questa iniziativa riescono ad entrare in un circuito di visibilità», spiega Antonella Parigi, assessore alla Cultura e Turismo in Regione.
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sabato 16 marzo 2019

Per una storia di San Giovanni in Venere e del Mezzogiorno adriatico

Sabato 16 e domenica 17 marzo 2019 a Fossacesia, al Palazzo dei Priori, si terrà il convegno di studi su “Letteratura erudita, fonti e documenti d'archivio. Per una storia di San Giovanni in Venere e del Mezzogiorno adriatico” organizzato dall'associazione culturale MeCA (Mezzogiorno Cultura Arte).
MeCA nasce nel 2014 dall'iniziativa di tre giovani storiche dell’arte, con l'intento di valorizzare il patrimonio storico e artistico del Meridione italiano, attraverso l'organizzazione di convegni e seminari. Dopo aver organizzato un convegno di studi dedicato alla città di Conversano (BA) e un altro sulle diocesi dell'Italia meridionale nel Medioevo a Benevento, questa volta l'attenzione è dedicata all'abbazia di San Giovanni in Venere in Abruzzo.
Al convegno parteciperanno funzionari della Soprintendenza d’Abruzzo, funzionari degli Archivi di Stato di Roma, docenti universitari e giovani studiosi. La partecipazione è aperta a tutti.
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lunedì 4 marzo 2019

Il Fondo Private, ovvero documenti del monastero di S. Michele Arcangelo di Montescaglioso (secc. XI-XV)

Un salto nel passato glorioso lucano, di quando la Basilicata era al centro di avvenimenti storici e sociali di ampia portata internazionale, con uno sguardo verso l’oriente di Costantinopoli e altro verso il nord dell’Impero e quell'ambito Mediterraneo, culla di civiltà. Troppo spesso si utilizza, anzi è di moda utilizzare il termine “Medioevo”, per stigmatizzare certi comportamenti retrogradi o oscurantisti, si dovrebbe studiare meglio questo lungo periodo, che per quanto la Basilicata, fu al contrario fulgido dall’arrivo degli Altavilla, alla corte angioina a Lagopesole o le vicende successive degli eredi di Carlo I e tanto altro. Per noi lucani è l’era delle grandi costruzioni, sia castellari che di abbazie e monasteri, che tanto ci raccontano della nostra storia, del paesaggio che cambia, delle vicende politiche e sociali. Mosaici di eventi ricostruiti nelle recenti ricerche, partendo dalle fonti, e studiando le fonti, spesso manipolate per “giochi di potere o di mantenimento di potere o priviliegi”, perché la ricerca non finisce mai, come ha fatto la brillante storica Donatella Gerardi nel suo poderoso studio “Il Fondo Private, ovvero documenti del monastero di S. Michele Arcangelo di Montescaglioso (secc. XI-XV)”, fondazione monastica benedettina che vide la luce durante le prime fasi della conquista normanna dell’Italia meridionale e che ha attraversato i secoli del Pieno e del Basso Medioevo, accreditandosi come la più potente istituzione monastica della Basilicata sud-orientale.
Il saggio sarà presentato mercoledì 6 marzo 2019 alle ore 17,00 nel chiostro del Palazzo di Città di Avigliano (PZ) – la professoressa Gerardi è originaria del paese gianturchiano – con Katia Mancusi, vicepresidente del Centro Studi Politeia, che prevede i saluti del sindaco di Avigliano Vito Summa e di Vincenzo Zito, sindaco di Montescaglioso, la relazione introduttiva del professor Francesco Panarelli, ordinario di storia medievale presso l’Unibas, gli interventi del professor. Alessandro Di Muro, ricercatore di storia medievale presso l’Unibase e dell'autrice del saggio professoressa Gerardi.
Si tratta di un poderoso studio in due sezioni: la prima (Documenti del Fondo Fortunato) costituisce la seconda parte del Codice Diplomatico di Matera, la cui pubblicazione si è inaugurata nel 2008 con l’edizione del Fondo Annunziata, a cura di Francesco Panarelli. I 107 documenti di cui si propone l’edizione afferiscono il fondo Private, una delle articolazioni del corpus diplomatico Pergamene di Matera, versato al Grande Archivio di Napoli e pervenuto in trascrizione grazie alle copie semplici redatte agli inizi del Novecento per l’iniziativa di Giustino Fortunato.
Sotto il titolo Private sono compresi documenti concernenti il monastero di S. Michele Arcangelo di Montescaglioso, dati e rogati tra il 1082 e il 1755, dalla fondazione attribuibile a Umfredo all’’anno 1484, che coincise con la rinascita dell’ormai morente abbazia in virtù dell’aggregazione alla congrega di S. Giustina da Padova, che di fatto significò per il monastero l’inizio di una nuova storia Da rimarcare che attualmente la più completa ricostruzione storiografica sulla storia del monastero di S. Michele di Montescaglioso è la monografia pubblicata a Napoli nel 1746 da padre Serafino Tansi da Matera, il quale – essendo stato abate del cenobio per due volte – poté avvalersi, per compilare la propria opera, della documentazione conservata nell’archivio monastico, di cui redasse una silloge per il Mabillon.