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lunedì 11 marzo 2024

Monaci sullo Stretto: una proposta di rilettura per l’architettura ‘basiliana’ tra i due mari

“Monaci sullo Stretto: una proposta di rilettura per l’architettura ‘basiliana’ tra i due mari” è il titolo della lezione/presentazione che si svolgerà martedì 12 marzo 2024, alle ore 15,30, presso l’Aula magna del Dipartimento di Civiltà antiche e moderne dell’Università degli Studi di Messina.

Protagonista dell’appuntamento sarà Antonio Tranchina, introdotto da Roberto Cobianchi e Giovanni Giura, Docenti di storia dell’arte del DICAM, preceduti dai saluti istituzionali di Giuseppe Ucciardello (Direttore del Dipartimento).
La lezione prende le mosse dalla presentazione di “Monaci sullo Stretto. Architettura e grecità medievale tra Sicilia e Calabria”, scritto dallo studioso e pubblicato da SilvanaEditoriale nel 2023. Al centro del volume, il ruolo che, nel variegato orizzonte della Sicilia normanna, i cristiani di cultura greca ebbero nel plasmare gli apparati di potere e l’immaginario del sacro. Gli “uomini del Nord” favorirono i monaci di tradizione bizantina e la loro naturale tensione verso il modello di Costantinopoli e del monte Athos, che trovò espressione nelle nuove confederazioni monastiche create in sud Italia a partire dallo Stretto di Messina. Di questa vicenda, il volume illumina gli aspetti artistici, soprattutto la sperimentazione dei formati più adatti a un’edilizia religiosa di rinnovato prestigio, culminante nel XII secolo con il successo della chiesa cupolata a tre navate. Lo studio dei monumenti sopravvissuti e l’inedita attenzione per quelli scomparsi, attraverso una serrata rilettura di materiali e fonti scritte, consente di ripercorrere la genesi del fenomeno da una parte e dall’altra del canale, con un crescendo di caratteri strutturali, estetici e funzionali pensati per l’architettura e i suoi arredi.

sabato 27 giugno 2020

I monaci Silvestrini e la Toscana (XIII-XVII secolo)

Lunedì 29 giugno 2020 alle ore 21,00 presso l'Orto vescovile di Chiusi si terrà la presentazione del libro “I monaci Silvestrini e la Toscana (XIII-XVII secolo)” a cura di Francesco Salvestrini (Olschki Editore, 2020).
Il volume costituisce la prima indagine complessiva sulla presenza della famiglia monastica silvestrina dell’Ordine di San Benedetto nella Toscana medievale e moderna, e ricostruisce le origini di tale congregazione di matrice marchigiana, la sua diffusione oltre gli Appennini, i rapporti con le chiese e le società locali, la committenza artistica. I saggi redatti da specialisti illustrano come un’obbedienza contemplativa sorta nel secolo XIII abbia potuto crescere nell’Italia comunale ormai permeata dalla presenza capillare degli Ordini mendicanti, lasciando intendere che il mondo benedettino e le sue componenti eremitiche avevano ancora la possibilità di rispondere ai bisogni spirituali delle compagini cittadine, superando la ‘concorrenza’ dei Minori e dei Predicatori. I testi illustrano le modalità con cui questi monaci si rapportarono ai fedeli sia in alcuni dei maggiori centri urbani della regione – in particolare Firenze e Siena –, sia in località minori quali Montepulciano, Chiusi ed altri nuclei abitati della Tuscia sud-orientale.

giovedì 4 aprile 2019

Immersione nella bottega medievale

Venerdì 5 aprile 2019 alle ore 18,00 al Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige in Via dei Bottai, 1 a Bolzano la miniatura e la calligrafia sono al centro della serata, tecniche praticate da monaci specializzati nella stesura dei libri preziosi. Francesco Mori illustra le tecniche della miniatura e fa vedere i pigmenti minerali e vegetali usati, le pergamene, i calamai, le penne e i leganti. Si sono conservati dei manuali, ma solo studiando i materiali preparandoli e dipingendo, si riesce a sfruttarli. Il relatore mostra alcuni passaggi nel creare una pagina illustrata, quindi dà prova anche dell’arte calligrafica.
Francesco Mori ha svolto il dottorato di ricerca in Storia dell’arte medievale all’Università di Siena. Ha approfondito le tecniche dei manoscritti miniati con i materiali storici “a bottega”, e realizzato le copie per alcune vetrate nelle cattedrali di Siena e Noto. Attualmente è docente di pittura medievale, calligrafia e storia dell’arte medievale.
In lingua italiana. Ingresso libero.
Numero limitato, iscrizione obbligatoria, tel. 0471 412964 (mar – dom, ore 10 – 18)

sabato 9 febbraio 2019

Gioacchino da Fiore e gli affreschi del Battistero di Parma

Giunge a conclusione la prima parte delle conferenze 2108-2019 del Centro Studi Medievali Ponzio di Cluny con un appuntamento particolarmente ghiotto, ricco di novità su lavori in fieri, che si terrà sabato 9 febbario 2019 alle ore 17,30 presso l'Istituto Scalabrini di Bassano del Grappa (VI).
Il relatore è il prof. Arturo Calzona, docente di Storia dell'Arte Medievale presso l'Università di Parma che parlerà di Gioacchino da Fiore e gli affreschi del Battistero di Parma.
Il Battistero di Parma è un edificio di grande interesse sia per quanto riguarda la sua architettura, ma anche le sculture e il grande ciclo dipinto della volta. La sua costruzione è iniziata nel 1196 ed è attribuita a Benedetto Antelami, maestro già attivo nella Cattedrale parmense nel 1178 dove realizza un pulpito di cui sono rimaste solo alcune parti scolpite tra cui la famosa lastra della Crocifissione/Deposizione.  ll Battistero (architettura, scultura e pittura) è dunque una complessa macchina simbolica in cui si affiancano e si sovrappongo messaggi diversi, ma complementari. Gli anni della sua realizzazione corrispondono peraltro gli anni di Gioacchino da Fiore, di Gherardo da San Donnino, di Salimbene e di Giovanni da Parma, generale di Francescani fino al 1257, ma sono anche gli anni  di Federico II, Ezzelino da Romano e Oberto Pallavicino, sono ancora gli anni in cui si sviluppano alcuni movimenti ereticali e si affermano nuovi “santi del lavoro”, i nuovi ordini mendicanti dei Minori e dei Predicatori. Cercheremo dunque di vedere come tutto questo si trasforma e “pesa” nel sistema di immagine dell’edificio.
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