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Rassegna stampa quotidiana di news, eventi informazioni culturali in diretta dal Medioevo realizzata dall'Associazione Culturale Italia Medievale. Pagina con aggiornamento ad intervalli NON regolari. Non rientrante nella categoria della informazione periodica stabilita dalla Legge 7 marzo 2001, n. 62. Se desideri vedere il tuo evento segnalato in questo spazio scrivici una mail: info@italiamedievale.org
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venerdì 29 ottobre 2021
venerdì 24 luglio 2020
Pantaleone Pironti un vescovo ravellese al IV Concilio Lateranense
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Ubicazione:
84010 Ravello SA, Italia
martedì 4 febbraio 2020
"Ildebrandino dei conti Guidi, vescovo di Arezzo"
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| Ildebrandino dei conti Guidi |
Secondo appuntamento del ciclo di conferenze “I Vescovi della Diocesi
di Arezzo”, organizzato dalla Società storica in collaborazione con la
Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e il patrocinio del Comune di
Arezzo. Martedì 4 febbraio 2020, alle ore 17,30 all’auditorium Aldo Ducci di
via Cesalpino, Gian Paolo Scharf parlerà di Ildebrandino dei conti
Guidi, vescovo di Arezzo dal 1289 al 1312.
La figura di Ildebrandino è stata un po’ negletta dagli studi per via
della contiguità con altri due episcopati molto celebri, quelli di
Guglielmino Ubertini e di Guido Tarlati. Nella realtà fu un presule
piuttosto importante e alla sua opera si devono alcuni eventi molto
noti. Giunto all’episcopato dal ruolo di canonico della Cattedrale,
dovette mettere ordine in una città provata dalla sconfitta di
Campaldino e destreggiarsi nel caos politico che vide il confronto fra
Uguccione della Faggiola ed i Tarlati. Doveva la sua elezione al papa,
che dimostrò la sua fiducia nominandolo subito rettore della Romagna.
Dopo l’incarico, tornò nella sua diocesi, cercando di mettere pace e di
impedire l’instaurazione di una signoria personale di Uguccione. Il suo
maggior successo gli venne alla fine del presulato, con la pace di
Civitella del 1311, che poneva temporaneamente fine alle discordie
cittadine. Ciò gli valse il conferimento della signoria della città, da
parte del Comune riconoscente. Ma anche l’imperatore, con il quale aveva
già avuto contatti, volle premiare la sua opera pacificatoria
conferendogli il vicariato su Arezzo.
Nato a Bergamo nel 1968. Laureato in Storia medievale nel 1997 presso
l’Università di Milano, Gian Paolo Scharf ha conseguito il dottorato in Storia nel
2002 presso l’Università di Perugia. Dal 1994 fa ricerca in Storia
medievale, con particolare preferenza per la storia istituzionale basso
medievale. Ha al suo attivo un centinaio pubblicazioni. Dal 2007
collabora stabilmente con il Centro sulle Storie Locali dell’Università
dell’Insubria con la qualifica di tecnico scientifico.
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Ubicazione:
Via Andrea Cesalpino, 52100 Arezzo AR, Italia
lunedì 27 gennaio 2020
Giovanni, vescovo di Arezzo (867 - 900)
| Facciata neogotica del Duomo di Arezzo |
Sarà dedicata a Giovanni, vescovo di Arezzo sullo scorcio del nono secolo, la prima conferenza del nuovo ciclo di incontri organizzati dalla Società storica aretina. A parlarne sarà martedì 28 gennaio 2020, alle ore 17,30, all’Auditorium Ducci di via Cesalpino, Pierluigi Licciardello.
L’evento si attua con la collaborazione della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, oltre che con il consueto patrocinio del Comune di Arezzo. L’intento dell’iniziativa, replicata per il terzo anno consecutivo, è quello di approfondire la conoscenza delle principali figure di vescovi alternatesi sulla cattedra di san Donato nell’arco di una storia quasi bimillenaria. Figure ecclesiastiche che hanno sempre avuto un forte peso nella vita religiosa e culturale della comunità e in alcuni periodi anche in quella sociale e politica.
Giovanni è il primo vescovo aretino di cui possiamo ricostruire la biografia in modo dettagliato. Nativo della Sabina, fu capo della cancelleria dell’imperatore carolingio Ludovico II e quindi vescovo della nostra città, nell’867. La sua cultura, il suo prestigio e la sua fedeltà al papato lo portarono a ricoprire delicate missioni diplomatiche in Francia e in Germania. Fu lui a concertare l’elezione degli ultimi imperatori carolingi, Carlo il Calvo, prima, e Carlo il Grosso, poi. Fu anche attivo nel governo della diocesi, ottenendo importanti privilegi da papi e imperatori e fondando il grande monastero benedettino delle sante Flora e Lucilla (o di S. Fiora), presso la città. Scrisse anche un’interessante omelia sull’Assunzione della Madonna, in cui prese posizione sulla questione – allora assai dibattuta – se l’assunzione fosse avvenuta solo nell’anima o anche nel corpo. La sua soluzione a favore dell’assunzione corporea divenne autorevole.
Pierluigi Licciardello, insegnante di materie letterarie al Liceo Classico di Arezzo, è dottore di ricerca in Agiografia e in Storia medievale. Si occupa di storia religiosa e letteraria nel medioevo, particolarmente di vite dei santi, di storia di Arezzo e di monachesimo camaldolese. Tra i suoi ultimi lavori, nel 2015 ha pubblicato per la Società storica aretina uno studio sul conflitto tra il vescovo Guido Tarlati e il papa Giovanni XXII e nel 2018 per la SISMEL di Firenze l’edizione critica della “Passio” di san Donato.
Le iniziative della Società storica aretina sono ad ingresso libero e gratuito, con dibattito finale aperto a tutti.
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martedì 12 marzo 2019
“La ‘Passio’ di san Donato vescovo di Arezzo”
Saranno Francesco Santi e Francesco Stella, docenti presso
le Università di Cassino e di Siena, a presentare martedì 12 marzo 2019, alle
ore 17,30, nell’Auditorium Ducci di via Cesalpino, il libro “La
‘Passio’ di san Donato vescovo di Arezzo”, a cura di Pierluigi
Licciardello. Il volume è stato recentemente pubblicato da Sismel − Edizioni del Galluzzo di Firenze, nella collana “Edizione nazionale dei
testi mediolatini d’Italia”. L’evento, organizzato dal Comune di Arezzo e
dalla Società Storica Aretina, in collaborazione con la Fraternita dei
Laici, vedrà la presenza del curatore e sarà coordinato da Luca Berti.
Il volume contiene l’edizione critica, la traduzione e il commento
del testo agiografico dedicato a san Donato. Di origine altomedievale,
la ‘passio’ ha goduto di ampia fortuna in Italia e Oltralpe ed è stata
oggetto di una complessa tradizione fatta di scritture, riscritture e
contaminazioni che attraversano tutto il medioevo. Il testo presenta
anche un notevole interesse dal punto di vista storico e linguistico.
Pierluigi Licciardello, nato ad Arezzo nel 1974, è dottore di ricerca
in Agiografia e in Storia medievale. Insegnante di materie letterarie
al Liceo Classico “F. Petrarca”, si è occupato di letteratura latina
medievale e di storia religiosa del medioevo, con particolare attenzione
ad Arezzo e ad altre città dell’Italia centrale. Ha studiato in
particolare il culto dei santi e la vita religiosa ad Arezzo, Siena,
Cortona e Sansepolcro, la letteratura agiografica dell’Italia centrale,
la tradizione liturgica e normativa di Camaldoli e di Fonte Avellana.
“La ‘Passio’ di san Donato” consta di 370 pagine ed è corredata da
tredici immagini a colori fuori testo, un appendice documentaria e
diversi indici. Il volume, rilegato, con sovraccoperta a colori, ha un
prezzo di copertina di 70,00 euro, ma in occasione della presentazione sarà
distribuito ad un prezzo promozionale.
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Ubicazione:
Via Andrea Cesalpino, 52100 Arezzo AR, Italia
lunedì 21 gennaio 2019
Arezzo e il vescovo Boso Ubertini (1326-1365)
Società storica aretina, riprende il ciclo di conferenze sui Vescovi della Diocesi di Arezzo
„
„
Martedì 22 gennaio 2019 alle ore 17,30 all'Auditorium Ducci di Arezzo la Sociatà Storica Aretina presenta la conferenza di Pierluigi Licciardello che parlerà del vescovo Boso Ubertini,
in carica dal 1326 al 1365, un personaggio poco noto della storia
aretina, ma di grande interesse. Nominato vescovo da papa Giovanni XXII
in contrapposizione al ‘ribelle’ Guido Tarlati da Pietramala, dovette
vivere in esilio lontano da Arezzo per molti anni. Una volta rientrato
in città, partecipò attivamente alla vita politica aretina, combattendo i
Tarlati e favorendo i fiorentini, ma inaspettatamente si schierò con i
suoi avversari e con l’arcivescovo Giovanni Visconti di Milano nella
guerra contro Firenze, per difendere gli interessi della sua famiglia
(1351-1352). Fu soprattutto, quindi, un uomo politico, ma anche un
pastore di anime: a lui risalgono le più antiche costituzioni sinodali
della Chiesa aretina. Nonostante la peste del 1348, sotto il suo lungo
episcopato la città di Arezzo si arricchì di chiese, conventi,
confraternite e opere d’arte religiosa.
Pierluigi Licciardello, nato ad Arezzo nel 1974, è dottore di ricerca in Agiografia e in Storia medievale.
Insegnante di materie letterarie al Liceo Classico
“Francesco Petrarca”, si è occupato di letteratura latina medievale e di
storia religiosa del medioevo, con particolare attenzione ad Arezzo ed
ad altre città dell’Italia centrale. Ha studiato in particolare il culto
dei santi e la vita religiosa ad Arezzo, Siena, Cortona e Sansepolcro,
la letteratura agiografica dell’Italia centrale, la tradizione liturgica
e normativa di Camaldoli e di Fonte Avellana.
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