Rassegna stampa quotidiana di news, eventi informazioni culturali in diretta dal Medioevo realizzata dall'Associazione Culturale Italia Medievale. Pagina con aggiornamento ad intervalli NON regolari. Non rientrante nella categoria della informazione periodica stabilita dalla Legge 7 marzo 2001, n. 62. Se desideri vedere il tuo evento segnalato in questo spazio scrivici una mail: info@italiamedievale.org
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sabato 15 febbraio 2025
"Sacre ossa" presentazione a Roma
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saggistica
Ubicazione:
Via Nazionale, 254/255, 00184 Roma RM, Italia
giovedì 23 gennaio 2025
venerdì 29 ottobre 2021
domenica 10 gennaio 2021
venerdì 9 ottobre 2020
Immagini, monete e reliquie: storia di un reliquiario medievale
Sabato 10 ottobre 2020 tornano a Vercelli gli appuntamenti della rassegna Passeggiando tra sacro e profano.
Francesca Corsaro sarà la voce dell’evento Immagini, monete e reliquie: storia di un reliquiario medievale.
Francesca Corsaro sarà la voce dell’evento Immagini, monete e reliquie: storia di un reliquiario medievale.
Protagonista indiscusso dell’evento sarà un piccolo ed antichissimo reliquiario medievale. Datato al VII secolo, è conservato nel Museo del Tesoro del Duomo.
Tra le opere più conosciute del Museo, l’oggetto contiene diverse
reliquie. Come riportato dalla pergamena sul lato posteriore racchiude
resti del Santo Presepe, del Santo Sepolcro, della pietra con cui fu
lapidato Sant’Eusebio e altre reliquie di incerto nome.
La piccola cassetta reliquiario è in legno, coperta da una serie di
lamine dorate sulle quali sono raffigurate a sbalzo scene di caccia.
A queste si aggiungono calchi di monete romane. Una decorazione che crea
un apparato decorativo specchio di più culture. Influssi merovingi si
intersecano con richiami alla tradizione romana, in un oggetto di
devozione cristiana.
Un mix vincente che ne fa un oggetto dall’alto interesse storico, artistico e culturale. A dare voce al reliquiario sarà Francesca Corsaro, classe 1994, archeologa.
Si è laureata in Lettere nel 2016 presso l’Università del Piemonte
Orientale. Nel 2019 ha conseguito la Laurea Magistrale in Archeologia
presso l’Università Alma Mater di Bologna.
Ha lavorato allo scavo archeologico nella città romana di Ostra nelle Marche. Si è occupata di documentazione e digitalizzazione di materiale a Pompei. Ha lavorato nello scavo archeologico della villa romana in località Villa Sora, a Torre del Greco.
Oltre ad operare sul campo, parte delle sue attività sono dedicate alla ricerca.
Proprio in occasione dell’evento del 10 ottobre offrirà ai partecipanti una nuova chiave di lettura del reliquiario medievale del Museo, grazie alle analisi delle fonti disponibili.
Ha lavorato allo scavo archeologico nella città romana di Ostra nelle Marche. Si è occupata di documentazione e digitalizzazione di materiale a Pompei. Ha lavorato nello scavo archeologico della villa romana in località Villa Sora, a Torre del Greco.
Oltre ad operare sul campo, parte delle sue attività sono dedicate alla ricerca.
Proprio in occasione dell’evento del 10 ottobre offrirà ai partecipanti una nuova chiave di lettura del reliquiario medievale del Museo, grazie alle analisi delle fonti disponibili.
Per partecipare è necessario prenotare chiamando lo 0161.61560 oppure inviando una mail a info@tesorodelduomovc.it entro il 9 ottobre.
Nel rispetto delle normative sanitarie e per garantire il distanziamento
sociale, sono previsti tre turni di visita: al mattino alle ore 11,00; al
pomeriggio alle ore 15,00 e 16,30.
L’evento è gratuito e organizzato in collaborazione con l’Associazione Italiana di Cultura Classica, delegazione di Vercelli. Realizzato grazie al sostegno di Arcidiocesi di Vercelli e Fondazione CRV.
martedì 27 novembre 2018
Il potere delle reliquie. La presenza del sacro intorno all’anno Mille
Martedì 27 novembre 2018 proseguono alla Fondazione Collegio San Carlo di Modena (via San Carlo, 5) le lezioni del ciclo dedicato al tema "Sacro. L’esperienza simbolica del divino nelle tradizioni religiose" ideato dal Centro Studi Religiosi.
Glauco Maria Cantarella presenta la conferenza dal titolo "Il potere delle reliquie. La presenza del sacro intorno all’anno Mille".
Glauco Maria Cantarella ha insegnato Storia medievale presso l’Università di Bologna ed è membro del consiglio scientifico dell’Istituto Storico Italiano per il Medioevo di Roma. Ha dedicato le sue ricerche alla storia del potere secolare ed ecclesiastico nel Basso Medioevo, seguendo le trasformazioni delle istituzioni politiche e dei movimenti religiosi in Europa tra XI e XIII secolo. In particolare, ha studiato la dominazione normanna nell’Italia meridionale, lo sviluppo del monachesimo cluniacense e le relazioni tra papato e impero.
Tra le sue pubblicazioni: La Reliquia del Sangue di Cristo. Mantova, l’Italia e l’Europa al tempo di Leone IX (a cura di, Verona 2012); Potere e violenza. Concezioni e pratiche dall’antichità all’età contemporanea (a cura di, Roma 2012); Manuale della fine del mondo. Il travaglio dell’Europa medievale (Torino 2015); Imprevisti e altre catastrofi. Perché la storia è andata come è andata (Torino 2017); Gregorio VII (Roma 2018).
Il culto dei sacri resti è uno degli aspetti più pregnanti della religiosità e della civiltà medievale e risale ai primi secoli del Cristianesimo e si sviluppa insieme a quello dei martiri.
Le reliquie sono la traccia concreta, l’ultima traccia, per così dire, vivente dell’esistenza santa e prodigiosa degli uomini di Dio. Sono ovviamente reperti anatomici di defunti, ma le anima una vita diversa e superiore. Chi si avvicina a esse con devozione sarà beneficiato. Toccare le reliquie, toccare qualche cosa che sia stato a contatto con esse è una grazia, è una garanzia: per questo i romani straziavano i veli che avevano rivestito i santi martiri e nei quali erano avvolti i cadaveri dei pontefici. Per questo i pontefici erano avvolti proprio in quei veli. Al cospetto delle reliquie sono risanati i mentecatti e liberati gli indemoniati e gli ossessi, i ciechi ritrovano la vista, gli zoppi ricominciano a camminare.
Neppure i santi autentici sfuggono alla mediazione degli uomini deputati al sacro.
È vero che le reliquie fanno miracoli, è vero che le ossa di san Colombano strappano alla morte il futuro re d’Italia, posto a giacere sull’arca che le contiene, ma a un patto: «Dunque mentre i fratelli celebravano per lui le litanie e le messe, egli giaceva nel sonno. Finite le preghiere che erano state fatte per lui fu svegliato dal sonno: gli diedero da bere con la coppa del predetto santo e ottenne la perfetta salute fisica». C’è una concomitanza di tempi fra i riti e il miracolo. Certo è il santo che opera il miracolo, ma sono gli uomini che compiono i riti che ne trasmettono l’efficacia e ne scandiscono i tempi.
Sono gli uomini sacri che interpretano la potenza del santo – spiega Cantarella - Senza di loro non c’è né santità né efficacia. Senza di loro non possono esserci neppure le reliquie. Non c’è il sacro, se gli uomini del sacro non lo riconoscono come tale, non lo garantiscono e non lo fanno entrare nel circuito dei loro riti perfetti. Nel perfetto spazio del sacro.
La conferenza si tiene nel Teatro della Fondazione, con inizio previsto alle ore 17,30. L’incontro sarà trasmesso anche in diretta web collegandosi al sito www.fondazionesancarlo.it. La conferenza, come tutte le altre del ciclo, sarà inserita nell’archivio conferenze presente sullo stesso sito, dove sarà accessibile gratuitamente. A richiesta si rilasciano attestati di partecipazione.
Ubicazione:
Via S. Carlo, 5, 41121 Modena MO, Italia
venerdì 3 novembre 2017
149 anni. Gli occhi che guardarono la Sindone
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Ubicazione:
Corso Magenta, 57, 20123 Milano MI, Italia
mercoledì 9 agosto 2017
Templari, reliquie e ordini monastico-cavallereschi nella Cagliari medievale
Giovedì 10 agosto 2017 alle ore 20,00 si tiene la visita guidata "Templari, reliquie e ordini monastico-cavallereschi nella Caglieri medievale". Ritrovo a Cagliari in Via Corte D'Appello fronte Chiesa di Santa Maria del Monte di Pietà.
A
partire dal XIII secolo nella Sardegna giudicale si insediarono alcuni
ordini monastico-cavallereschi attivamente impegnati nelle Crociate. Tra
questi, i Templari andarono incontro ad una fine disastrosa che vide la
successiva assegnazione dei loro beni ad altri ordini religiosi. Ma
quali tracce rimangono oggi del passaggio dei Templari a Cagliari? E
quale fu il ruolo degli ordini monastico-cavallereschi nel controllo del
territorio? Dove finisce la storia e comincia la leggenda?
Il percorso si svolge totalmente in esterna toccando alcune tappe nei quartieri Castello e Stampace per raccontare le vicende dei Templari e degli ordini monastico-cavallereschi in relazione allo sviluppo della città medievale.
La durata del percorso è di 1 ora e 30 minuti per un totale di 2 km su tratti di strada scoscesi e dotati di scalinate e dislivelli. E' sconsigliato a persone con difficoltà motorie. Si consiglia l'uso di un abbigliamento comodo.
Il costo della visita guidata è di 6 euro a persona. Per i bambini fino ai 10 anni il percorso è gratuito.
E' necessaria prenotazione al numero 348.5223897 tramite telefono, sms o whatsapp indicando nome, cognome e recapito telefonico dei partecipanti. Nel caso di gruppi è sufficiente indicare i dati di un unico referente. In alternativa è possibile inviare una mail all'indirizzo tourlabsardinia@gmail.com. Nel rispetto di tutti i partecipanti si richiede massima puntualità.
La visita guidata è svolta da Roberta Carboni, storica dell'arte e guida turistica n.1296 R.A.S., p.iva 03715780924.
Il percorso si svolge totalmente in esterna toccando alcune tappe nei quartieri Castello e Stampace per raccontare le vicende dei Templari e degli ordini monastico-cavallereschi in relazione allo sviluppo della città medievale.
La durata del percorso è di 1 ora e 30 minuti per un totale di 2 km su tratti di strada scoscesi e dotati di scalinate e dislivelli. E' sconsigliato a persone con difficoltà motorie. Si consiglia l'uso di un abbigliamento comodo.
Il costo della visita guidata è di 6 euro a persona. Per i bambini fino ai 10 anni il percorso è gratuito.
E' necessaria prenotazione al numero 348.5223897 tramite telefono, sms o whatsapp indicando nome, cognome e recapito telefonico dei partecipanti. Nel caso di gruppi è sufficiente indicare i dati di un unico referente. In alternativa è possibile inviare una mail all'indirizzo tourlabsardinia@gmail.com.
La visita guidata è svolta da Roberta Carboni, storica dell'arte e guida turistica n.1296 R.A.S., p.iva 03715780924.
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venerdì 17 febbraio 2017
Il reliquario di Sant’Anna a Castelbuono
Il Museo Civico di Castelbuono è lieto di presentare il testo “Il
reliquario di Sant’Anna a Castelbuono. Dibattito teologico e
testimonianze artistiche tra Europa e Sicilia”. Il saggio commissionato
dal Museo Civico di Castelbuono, edito da Di Nicolò Edizioni (Messina),
affronta secondo una metodologia comparativa le questioni storiche e
artistiche attorno al Reliquiario argenteo di Sant’Anna conservato nella
Cappella Palatina del Castello dei Ventimiglia di Castelbuono. Federico
Martino colloca sullo sfondo del culto mariano e del dibattito
cinquecentesco europeo, sollevato da Lefèvre d’Étaples intorno alla
“monogamia” di Sant’Anna la realizzazione del simulacro castelbuonese.
Stefania Lanuzza, con un’attenta analisi tecnica e stilistica, propone
la suggestiva attribuzione del manufatto ad un artista fiorentino attivo
in Europa nel primo Cinquecento. Grazie a questo studio dunque è
possibile ricostruire a doppio filo la storia del culto di Sant’Anna,
rintracciando le peculiarità stilistiche e il particolare milieu storico da cui ha origine questa vicenda.
Federico Martino, Ordinario di Storia del diritto italiano, ha
coniugato l’impegno scientifico e didattico con quello politico e civile
ricoprendo gli incarichi regionali di Capogruppo e Assessore alla
Sanità e al Territorio e Ambiente. Studioso di diritto medievale, si è
occupato del pensiero giuridico dei secoli XIII-XIV, dell’ideologia del
potere in età fridericiana, di Storia delle istituzioni cittadine del
Regno di Sicilia. Autore di numerosi saggi sugli argomenti di studio, ha
recentemente pubblicato un volume sulla stregoneria agli inizi dell’età
moderna. Stefania Lanuzza, funzionario storico dell’arte presso la
Soprintendenza di Messina, ha conseguito il diploma di Specializzazione
in Storia dell’arte presso l’Università degli Studi di Siena e il
Dottorato di ricerca in “Storia dell’arte medievale e moderna in
Sicilia” presso l’Università degli Studi di Palermo. Ha pubblicato
diversi contributi sull’arte in Sicilia e segnatamente sulla pittura e
sulla scultura lignea tra Cinque e Seicento e su oreficeria e arte
tessile di epoca moderna. Ha ideato e curato varie mostre di arte
moderna e contemporanea promosse da enti pubblici di Messina e
provincia.
Alla presentazione, che si terrà nella Sala del Principe domenica 19 febbraio 2017 alle ore 17,00, saranno presenti gli autori.
giovedì 16 giugno 2016
"Spiritualità medievale e medicina moderna" a Vercelli
Sabato 18 giugno 2016, alle ore 15.30, sarà proposta la
replica della visita "La cura del corpo. Spiritualità medievale e
medicina moderna", svoltasi lo scorso 23 aprile al Museo del Tesoro del Duomo e al Museo della Farmacia Picciòla di Vercelli. Considerato il
successo dell’iniziativa, le porte dei due musei si riapriranno alla
scoperta della concezione del corpo nel medioevo ed oltre. Posizioni
ecclesiastiche, reliquie, credenze popolari e tabù della medicina
medievale, saranno i protagonisti di questo curioso appuntamento,
durante il quale leggende e conoscenze si materializzeranno attraverso
le testimonianze conservate nei due musei.
La visita inizierà dal Museo del Tesoro del Duomo; il costo dell’evento è di € 5,00 intero, € 4,00
ridotto e gratuito per i titolari di Abbonamento Torino Musei.
Il Museo è anche su Facebook, clicca qui !
lunedì 4 gennaio 2016
Corteo storico dell'Epifania a Milano
A Milano per celebrare l’Epifania, per una antichissima tradizione attestata fin dal Medioevo, si svolge ogni anno, nel giorno del 6 gennaio, un corteo storico che parte da piazza del Duomo e arriva fino alla basilica di Sant’Eustorgio, facendo una breve sosta davanti a San Lorenzo.
Nella basilica si conserva l'arca in pietra, contenente i corpi dei re Magi, che Eustorgio stava portando a Milano da Costantinopoli (dove l'aveva ricevuta in dono dall'imperatore Costante) usando un carro trainato da una coppia di buoi. Voleva portarla fino alla basilica di Santa Tecla
(nell’attuale piazza Duomo), ma arrivato alle porte della città, appena
fuori dalle mura, nei pressi della Porta Ticinese, il carro sprofondò
nel fango e non fu possibile spostarlo in nessun modo (topos ricorrente
nella costruzione di chiese e santuari), così che Eustorgio interpretò
il fatto come un segno divino e decise di costruire la
nuova basilica proprio in quel punto che coincideva con il luogo in
cui l’apostolo Barnaba aveva battezzato i primi cristiani della città di
Mediolanum.
Questa storia leggendaria è raccontata da un piccolo bassorilievo scolpito su un concio in pietra, posto sul capitello del quarto pilastro (a fascio) a destra, nella navata centrale della Basilica di Sant'Eustorgio.
E’ un concio piuttosto piccolo, posto
abbastanza in alto, per cui occorre percorrere la navata aguzzando la
vista e facendo molta attenzione.
Si distingue però chiaramente un uomo (sant’Eustorgio?), con in mano un bastone, che cerca di fare avanzare una coppia di buoi, tenendoli per il giogo. Gli animali trainano un carro con sopra un’arca di dimensioni molto grandi, l’arca dei re Magi; quella stessa che si trova conservata poco più avanti, nel transetto destro. Sopra di loro un angelo, raffigurato a mezzo busto, spunta dal cielo, tenendo un oggetto (un ramo o un qualcosa simile a uno scettro) nella mano sinistra. Si tratta evidentemente proprio del racconto del miracolo che spinse Sant’Eustorgio a edificare lì la basilica.
Si distingue però chiaramente un uomo (sant’Eustorgio?), con in mano un bastone, che cerca di fare avanzare una coppia di buoi, tenendoli per il giogo. Gli animali trainano un carro con sopra un’arca di dimensioni molto grandi, l’arca dei re Magi; quella stessa che si trova conservata poco più avanti, nel transetto destro. Sopra di loro un angelo, raffigurato a mezzo busto, spunta dal cielo, tenendo un oggetto (un ramo o un qualcosa simile a uno scettro) nella mano sinistra. Si tratta evidentemente proprio del racconto del miracolo che spinse Sant’Eustorgio a edificare lì la basilica.
| Michelino da Besozzo - Corteo dei Magi, 1446 |
CORTEO STORICO DELL’EPIFANIA, mercoledì 6 febbraio 2016.
Ore 11:00 – ritrovo dei partecipanti in piazza Duomo
Ore 11:30 – partenza del corteo, che attraverserà via Torino, le Colonne di San Lorenzo, corso di Porta Ticinese e piazza Sant’Eustorgio.
Ore 11:00 – ritrovo dei partecipanti in piazza Duomo
Ore 11:30 – partenza del corteo, che attraverserà via Torino, le Colonne di San Lorenzo, corso di Porta Ticinese e piazza Sant’Eustorgio.
Ubicazione:
Piazza Sant'Eustorgio, 20122 Milano, Italia
domenica 3 gennaio 2016
Le reliquie di Sant'Omobono da Cremona a Catanzaro
![]() |
| Omobono Tucenghi |
Domenica 3 gennaio 2016, dalle ore 10.30, si svolgerà la cerimonia di
consegna alla città di Catanzaro delle reliquie di Sant’Omobono, al cui culto è
intitolata l’antica chiesetta medievale in Via Vincenzo de Grazia. L’iniziativa
nasce per volontà dell’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, mons.
Vincenzo Bertolone, e grazie alla collaborazione della diocesi di
Cremona, città di cui S. Omobono è patrono. Il legame tra Catanzaro e
quest’ultimo risale all’XI-XII secolo quando la chiesetta fu eretta
sulle rovine di un antichissimo tempio del Sole divenendo sede per molto
tempo della Congrega dei sarti. Oltre a essere patrono di Cremona,
Omobono Tucenghi è, infatti, protettore di mercanti, lavoratori tessili e
sarti e divenne un punto di riferimento anche per la città di Catanzaro che, intorno all’anno mille, divenne la prima in Italia a coltivare
il gelso e il baco da seta. La cerimonia avrà inizio con una breve
processione che partirà dalla chiesa di Sant'Anna per raggiungere quella di
Sant'Omobono dove avverrà la simbolica consegna delle reliquie alla
presenza dello stesso arcivescovo Bertolone, di don Daniele Piazzi,
responsabile dell’Ufficio liturgico della diocesi di Cremona, e del
segretario del vescovo della città lombarda. La giornata si concluderà
con la celebrazione della Santa Messa.
“Sarà una cerimonia particolarmente significativa per il Capoluogo – ha
commentato il sindaco Sergio Abramo – non solo per la stretta
collaborazione instaurata tra le diocesi di Catanzaro e Cremona, ma
soprattutto per l’opportunità offerta dalla Chiesa alla nostra comunità
di rinsaldare il legame spirituale, sociale e culturale con le proprie
origini ben raffigurate dalla figura del mercante Omobono a cui è
intitolata, unico esempio in Calabria insieme a Vibo, la chiesa più
antica della città. Accogliere le reliquie del santo significa anche
riappropriarsi della nobile storia di Catanzaro città della seta,
celebrando la figura del commerciante di stoffe che si impegnò a
raccogliere ed educare i ragazzi abbandonati e a riportare la pace nelle
famiglie facendo proprio l’insegnamento della carità. Tutta la
cittadinanza è, quindi, invitata a prendere parte ad un momento che
celebrerà ancora una volta il profondo legame tra la diocesi, le
istituzioni e il territorio”.
Ubicazione:
Via Vincenzo de Grazia, 88100 Catanzaro, Italia
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