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sabato 27 gennaio 2018

Trekking guidato lungo il Sentiero del Convento di Cospita

Un’apertura nella roccia, un nome rimasto solo nella traditio linguistica locale: la grotta dell’eremitaggio. Francesco della Rovere che nel 1471 divenne papa col nome di Sisto IV dimorò per alcuni mesi ad Agerola: nella parete rocciosa di nord-est del Monte Murillo, nelle vicinanze del monastero rupestre di Cospiti, dell’ordine dei francescani mendicanti, attestato già nel 1092, e soppresso nel 1809, che ha un panorama da infarto che cola a picco sulla spiaggetta di Santa Croce ad Amalfi.
Il Della Rovere non pregava solo, ma scriveva trattati sul Sangue di Cristo in polemica con altri ordini, ed era stato mandato ad Agerola anche per ripulire gli indegni dalla gerarchia francescana. In seguito non fu un Papa di secondo piano: fece costruire la Cappella Sistina che poi suo nipote – Giuliano Della Rovere – Papa Giulio II - fece affrescare da Michelangelo Buonarroti. Trovò anche il tempo per fare una crociata contro gli Ottomani. Ora questa reliquia storica sfuggita a qualsiasi Annale è meta di un percorso di passeggiata storico-ambientale proposto dalla sigla escursionistica Cartotrekking. Domenica 28  gennaio 2018 – per info cell. 3711758097 – al Convento di Cospiti ed alla viciniora “Grotta” , ci si arriverà camminando, partendo alle ore 9.30 da Piazza Generale Avitabile, nella frazione di San Lazzaro e procedendo verso Monte Murillo, dove ancora il Falco Pellegrino nidifica e vive – con castagni selvatici di una bellezza fossile - per poi entrare nella vallata che sovrasta Amalfi. Visita ai ruderi e poi ritorno a San Lazzaro discendendo una scalinata medievale. Spiegazioni storiche affidate all’architetto Valentina Sannino, e guida ambientale il cartografo Michele Inserra. Storia, ambiente, benessere, in una condivisione live.

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martedì 2 settembre 2014

Cibi monastici, natura e misteri sulla via del Barbarossa

Cibi monastici, natura e misteri sulla via del Barbarossa. Passeggiata tra natura, storia e leggenda alla scoperta delle specialità gastronomiche di origine monastica domenica 7 settembre 2014.
Questa escursione tra rigogliosi boschi di quercia e castagno porterà alla scoperta dell’affascinante ambiente che circonda l’abbazia medievale di S. Alberto di Butrio situata a 500 m. di altezza, in posizione panoramica sopra il rio Begna, un affluente del torrente Nizza.
L’eremo è famoso per il suo ciclo di affreschi quattrocenteschi spledidamente conservati, ma anche per il mistero che circonda il suo ruolo all’interno del potente marchesato dei Malaspina. La tradizione vuole che tra le sue mura siano stati ospitati in segreto fuggiaschi illustri come Federico Barbarossa ed Edoardo II d’Inghilterra. Certo è che il luogo era così strategico da essere protetto da ben due castelli. Delle due rocche oggi solo quella di Pizzocorno conserva ancora strutture identificabili lungo la cosiddetta Strada Romana o del Barbarossa a ricordo del suo passaggio dell’imperatore  in valle.
L’opera del monastero fu fondamentale anche per il patrimonio gastronomico dell’Oltrepò Pavese conservando e sviluppando produzioni che vanno dai formaggi vaccini e caprini alle conserve di frutta, dal miele alle castagne fino alle erbe selvatiche per uso farmaceutico e culinario. L’atmosfera incantata del luogo è tangibile anche nel percorso che scende a valle lungo il rio Begna, dove fenomeni erosivi hanno dato origine ad una specie di piccolo canyon con grotte ed anfratti che avevano ospitato S. Alberto ed i suoi confratelli prima della fondazione del convento.
PROGRAMMA:
Il ritrovo dei partecipanti è previsto per le ore 10:00 a Ponte Nizza (PV), cap 27050, davanti all’ex ferrovia Voghera-Varzi via della Stazione, 1/Piazzetta Italo Pietra - coordinate Google Maps 44.851368, 9.096813. Il gruppo così riunito si sposterà in macchina sotto la guida degli accompagnatori fino al punto di inizio della passeggiata. Quest’ultima percorrerà la cosiddetta mulattiera del Barbarossa e tratti del canyon del Begna restando in prevalenza tra i boschi.

All’eremo si effettuerà la visita guidata degli interni e  si pranzerà in maniera rustica presso la foresteria dell’abbazia di S. Alberto di Butrio con specialità locali legate al monastero.
La passeggiata si concluderà verso le ore 17:30 al punto di partenza.
L’intero percorso verrà svolto in compagnia di guide ambientali che provvederanno a spiegare i principali aspetti storico-naturalistici. Grado di difficoltà: medio-facile. Lunghezza totale 8  km. circa. Sono richieste scarpe da trekking.
E’ RICHIESTA LA PRENOTAZIONE POSSIBILMENTE ENTRO VENERDI’ 5 SETTEMBRE.
Per informazioni sulle modalità di partecipazione contattare:
Ass. Calyx, Tel. 3475894890 (Mirella ) oppure 3495567762 (Andrea), e-mail: calyx_pv@alice.it, www.calyxturismo.blogspot.it.

mercoledì 14 novembre 2012

Esperienze monastiche nel Mezzogiorno medievale

Venerdì 16 novembre 2012, alle ore 16.00, presso l'Aula Magna "card. A. Capecelatro" dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose "San Roberto Bellarmino" di Capua, avrà luogo l'apertura ufficiale dell'anno accademico 2012/2013. In tale occasione il prof. Giovanni Vitolo, docente di storia medievale presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", terrà una lectio magistralis, dal titolo "Esperienze monastiche nel Mezzogiorno medievale tra eremitismo e cenobitismo". Presiederà la cerimonia mons. Pietro Piccirillo, Amministratore Diocesano della Chiesa di Capua. Introdurrà il prof. Antonio Tubiello, Direttore dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose. Modereà il prof. Antonio Ianniello, docente di storia ecclesiastica presso il detto ISSR.

venerdì 21 settembre 2012

L'Apocalisse dei Templari

L'Associazione Culturale Italia Medievale è lieta di invitarvi sabato 22 settembre 2012 presso lo Spazio Eventi della Libreria Feltrinelli di Via Manzoni, 12 a Milano con inzio alle ore 17,00, per la presentazione del libro "L'Apocalisse dei Templari. Missione e destino dell'ordine religioso e cavalleresco più misterioso del mondo" di Simonetta Cerrini (Mondadori, 2012). Interviene l'autrice. Ingresso libero.
Nel XIII secolo i templari consegnarono a un affresco di grande forza simbolica, dipinto sulla controfacciata della chiesa perugina di San Bevignate, il compito di delineare i tratti salienti e più enigmatici del loro ordine religioso. Dipingendo un itinerario immaginario dalla terra al cielo, i frati del Tempio rappresentarono, in quattro scene sovrapposte, ciascuna contrassegnata da un animale – il cavallo, il leone, il pesce, l’aquila che tiene fra gli artigli l’ultimo libro della Bibbia –, il cuore della loro missione e visione del mondo: la battaglia contro gli avversari del Santo Sepolcro, la sfida al nemico interiore dello spirito, il legame con la Chiesa di Cristo e la prospettiva apocalittica.
Affresco controfacciata a San Bevignate.
Simonetta Cerrini, autorevole studiosa dei templari, assume l’affresco di San Bevignate come bussola narrativa per addentrarsi nei territori inesplorati della loro storia. Affidandosi a molteplici strumenti d’indagine – dall’arte figurativa all’analisi documentale – e con uno stile che fonde l’attendibilità storica e il gusto per la curiosità e l’aneddoto, l’autrice ricostruisce le imprese della prima congregazione di religiosi laici in armi della cristianità, che mosse i suoi passi in un’età permeata dall’ansia della Fine dei tempi.
Il lettore affronterà così il deserto degli eremiti, ritroverà le tracce della reliquia più prestigiosa, la Sindone, dopo aver recuperato in Spagna quella di Bevignate, il misterioso santo templare. Assisterà al dialogo sulla «vera fede» tra il patriarca di Baghdad e il califfo alMahdi.
E con il cuore e gli occhi alla Città Santa – gli stessi di quei crociati che partirono convinti che là si sarebbero compiute le profezie sull’anticristo e sul ritorno salvifico del Signore – non potrà restare insensibile all’attesa escatologica che non abbandonò mai i cavalieri dalla veste bianca, capaci di immaginare un «nuovo mondo» dopo la cocente disillusione seguita al fallimento delle ragioni ideali delle crociate.
«I templari nacquero da un momento di crisi profonda, personale e collettiva: dopo la conquista della Gerusalemme terrena, si sentirono senza meta, privi della strada per la Gerusalemme celeste. Il loro mondo era finito. Si risollevarono pensando a una sola cosa: “C’è bisogno di noi”. Anche noi siamo alla Fine di un’epoca. I templari possono forse indicarci la strada per uscirne.»
Simonetta Cerrini si è laureata all’Università Cattolica di Milano e ha conseguito il dottorato alla Sorbona di Parigi. Già docente in varie università francesi e alla Pontificia Università Antonianum, è autrice di un’edizione critica della regola del Tempio. Sui templari, la loro spiritualità e la loro cultura, che resta il principale oggetto delle sue ricerche, ha pubblicato numerosi articoli che appartengono ormai alla bibliografia ufficiale del Tempio. All’intensa attività di conferenziera in tutta Europa abbina quella di consigliera scientifica per mostre, convegni, testi teatrali, soggetti cinematografici ed eventi storicoartistici sui templari.
Da Mondadori ha pubblicato: La rivoluzione dei templari (2008), che ha avuto edizioni in varie lingue e ha venduto più di 40.000 copie.

lunedì 14 maggio 2012

Tra Rocche e Abbazie, una passeggiata golosa sulle orme dei pellegrini medievali

Castello di Oramala
Per la serie "Passeggiate golose tra natura e storia", l'associazione ricreativa culturale Calyx organizza per Domenica 27 maggio 2012 una camminata con accompagnatori locali e  pic-nic del mulattiere tra la rocca di Oramala e l’Eremo di Sant'Alberto di Butrio lungo uno dei percorsi più belli e ricchi di storia dell’Oltrepò Pavese montano.
Il ritrovo dei partecipanti è previsto per le ore 09:45 al cancello di ingresso della Rocca di Oramala.
Le attività inizieranno con la visita guidata della Rocca, oggi residenza privata, ma un tempo culla della famosa dinastia dei Malaspina che dominò le vie appenniniche tra la Pianura Padana ed il Mar Ligure dal Medioevo fino all’età moderna.
Terminata la visita si intraprenderà il cammino verso S. Alberto di Butrio attraverso un paesaggio d’altri tempi, caratterizzato da boschi secolari e squarci panoramici sulle vette Appenniche. Questo percorso si snoderà a quota 700 metri, parte su fondo stradale e parte su sentieri sterrati ed avrà una durata di circa 2 ore e 30 min.(Km. 5), offrendo numerose occasioni di conoscere, tramite gli accompagnatori locali, storie e curiosità su questi antichi percorsi e sul paesaggio, la flora e la fauna che li caratterizzano.
Eremo di Sant'Alberto
All’arrivo della passeggiata gli organizzatori in collaborazione a produttori locali predisporranno presso la foresteria dell’abbazia un pranzo freddo a base di specialità “di strada” tipiche del territorio e provvederanno anche a spiegare l’origine dei vari cibi.
Una volta consumato il pranzo verrà effettuata la visita guidata dell’Abbazia medievale, situata in posizione panoramica sopra la valle del Begna e famosa per lo splendido ciclo di affreschi Quattrocenteschi che raccontano la storia e l’importanza di questo territorio per il transito dei pellegrini medievali diretti a Roma e Gerusalemme. Le attività si concluderanno verso le ore 17:00 circa.
Dopo la visita dell’abbazia, l’organizzazione riaccompagnerà i guidatori alla rocca di Oramala in modo da consentire il recupero della propria auto.
Ai partecipanti è richiesto di adottare un abbigliamento comodo secondo le temperature del momento e calzature da escursione, senza dimenticare  una borraccia o bottiglietta con acqua per il percorso ed eventuale  giacca impermeabile in caso di tempo incerto.
La partecipazione è soggetta a prenotazione possibilmente entro venerdì 25 maggio ed al pagamento sul posto di un contributo spese per visite pic-nic.
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:
www.calyxturismo.blogspot.com
E-mail: calyx_pv@alice.it
Tel 349.5567762 (Andrea) - 347.5894890 (Mirella)

venerdì 16 marzo 2012

Dall'eremo alla stalla

L'Associazione Culturale Italia Medievale è lieta di invitarvi sabato 17 marzo 2012 presso lo Spazio Eventi della Libreria Feltrinelli di Via Manzoni, 12 a Milano con inzio alle ore 17,00, per la presentazione del libro "Dall'eremo alla stalla. Storia di Sant'Antonio abate e del suo culto" di Laura Fenelli (Laterza, 2011). Interviene l'autrice. Ingresso libero.
«L'Antonio eremita che vive solo nel deserto è lo stesso Antonio circondato di fedeli che invocano la guarigione, l'Antonio accompagnato da un maialetto dei dipinti trecenteschi è ancora l'Antonio dei santini, circondato dagli animali da stalla e da cortile, l'Antonio che cura i malati di fuoco sacro è l'Antonio che protegge il bestiame dalle malattie e la casa del contadino dagli incendi»: queste sono solo alcune delle sfaccettature della figura di sant'Antonio abate e del culto a lui tributato nel bacino mediterraneo nel corso dei secoli.
Attraverso testi e immagini Laura Fenelli ricostruisce una storia iniziata nel IV secolo dopo Cristo che vede l'asceta trasformarsi da santo eremita e poi taumaturgo a santo contadino e protettore degli animali.
Emergono in queste pagine «i meccanismi attraverso i quali si produce una devozione e un ordine religioso si innesta, talea floridissima, su un culto già radicato da secoli, e lo plasma, lo modifica, lo influenza a tal punto da renderlo, a prima vista, quasi irriconoscibile. Quello che la storia e le rappresentazioni dell'anacoreta della Tebaide, Antonio, dimostrano con chiarezza è il complicato processo attraverso il quale anche dalle immagini, costruite per specifiche esigenze di devozione, a memoria di attività economiche e terapeutiche, nascono nuovi testi e nuove leggende, pronte, ancora una volta, a dar luogo a innumerevoli raffigurazioni, in un continuo processo biunivoco di vasi perennemente comunicanti tra loro».
Laura Fenelli, laureata in Storia dell'arte medievale e dottore di ricerca in Storia medievale, è stata dal 2007 al 2011 borsista post-doc presso il Kunsthistorisches Institut-Max Planck Institut (Firenze). Si occupa di questioni di iconografia religiosa, agiografia e storia delle immagini. È autrice di numerosi articoli su riviste italiane e internazionali e di Il tau, il fuoco, il maiale. I canonici regolari di sant'Antonio abate tra assistenza e devozione (Spoleto 2006), monografia dedicata agli aspetti economico-devozionali dell'ordine antoniano.

sabato 28 gennaio 2012

Nuove ricerche sulle chiese altome­dievali del Garda

Il prof. G.P. Bro­gi­olo, ordi­nario di Arche­olo­gia medievale presso l’Università di Padova, pre­senta sabato 28 gennaio 2012 a Salò, Palazzo comu­nale, Sala del provved­i­tore, alle ore 17,00 il vol­ume Nuove ricerche sulle chiese altome­dievali del Garda, edito nel 2011 da S.A.P. e A.S.A.R. Il vol­ume con­tiene gli atti del 3° Con­vegno arche­o­logico del Garda, tenu­tosi a Gar­done Riv­iera il 6 novem­bre 2010.
I risultati dei numerosi scavi condotti negli ultimi anni hanno offerto l'opportunità di indagarne i tempi e i modi in relazione ad un insediamento le cui dinamiche complesse si svolsero tra fine delle ville romane, costruzione di castelli tardoantichi, formazione di nuove aggregazioni altomedievali, fondazione di insediamenti eremitici e monasteri.
Questo volume rappresenta quindi una tappa significativa dello studio della mappa del culto cristiano sul Garda, che è suddiviso tra le diocesi di Brescia, Mantova, Verona e Trento, con una pluralità di attori che possono essere messi a confronto.