Rassegna stampa quotidiana di news, eventi informazioni culturali in diretta dal Medioevo realizzata dall'Associazione Culturale Italia Medievale. Pagina con aggiornamento ad intervalli NON regolari. Non rientrante nella categoria della informazione periodica stabilita dalla Legge 7 marzo 2001, n. 62. Se desideri vedere il tuo evento segnalato in questo spazio scrivici una mail: info@italiamedievale.org
sabato 20 maggio 2017
Riolunato Medievale
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Ubicazione:
41020 Riolunato MO, Italia
venerdì 19 maggio 2017
Aspettando Fortebraccio a Perugia
"Aspettando Fortebraccio": ovvero come conversare informalmente con Jacopo Mordenti (storico e medievista), fra
una portata e l'altra di un gran bel menù, dei principi e delle
curiosità della gastronomia del tardo medioevo.
Per chi stasera si trova nei dintorni di Perugia, vale la pena venire al Bistrot in Piazza Giacomo Matteotti, 32.
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giovedì 18 maggio 2017
Alla scoperta delle torri medievali di Roma
Mastro Gregorio, un erudito inglese del XII secolo, a proposito della città di Roma scrive: "si deve ammirare con straordinario entusiasmo il panorama di tutta la città, in cui sono così numerose le torri da sembrare spighe di grano"; un'altra guida medievale a uso dei pellegrini parla della Roma medievale come una città "ferrigna e turrita", e un'altra guida ci dice che la cinta muraria dell'Urbe aveva 361 torri, 49 castelli e 6900 merli. Secondo lo storico Gregorovius, nel Medioevo a Roma esistevano all'incirca 900 torri, di cui un terzo appartenenti alla cerchia muraria e le rimanenti divise tra le ricche famiglie baronali e il clero, un numero enorme se pensiamo alle esigue dimensioni che all'epoca caratterizzavano la città. In sostanza, tra l' XI e il XIII secolo, Roma si era decisamente sviluppata in altezza più che in larghezza e la torre era il modello più diffuso delle ricche famiglie baronali, simbolo del loro potere feudale.
Oggi, isolate o inglobate in costruzioni più tarde, ne rimangono solamente una cinquantina, in gran parte concentrate nel rione Monti (da piazza San Martino ai Monti alla Torre delle Milizie), anche se in origine appartenevano a complessi fortificati molto grandi. La passeggiata di Esperide ci permetterà di rivivere la città medievale, alla scoperta delle torri del rione Monti, dell'edilizia medievale e della storia dei loro proprietari come gli Annibaldi, i Capocci, i Conti di Segni e tanti altri!
Sabato 20 maggio 2017 alle ore 17,30 appuntamento in Piazza di San Martino ai Monti presso la torre dei Capocci, mezz'ora prima dell'inizio della visita per chi deve ancora iscriversi all'associazione Esperide, un quarto d'ora prima per i soci iscritti.
Contributo per la visita: 9 euro, 6 euro per i già tesserati.
Per prenotare: indirizzo email: info@esperide.it; telefono: 3331125444-3498926716- 3384682333- 3394750696. Sito web: www.esperide.it.
mercoledì 17 maggio 2017
Trecentesca 2017
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Ubicazione:
20081 Morimondo MI, Italia
martedì 16 maggio 2017
"Le strade dei pellegrini" presentazione a Milano
Venerdì 19 maggio 2017 dalle ore 18,30 presso il Bar Quadrifoglio all’interno della stazione MM1 Palestro di Milano l’Associazione Italia Medievale è lieta di invitarvi alla presentazione del romanzo storico “Le strade dei pellegrini” (Silele Edizioni, 2016) di Cristina M. Cavaliere. Interviene l’autrice, conduce Mauro Enrico Soldi. Ingresso libero.
Dopo la battaglia di Uclès del 1108, lo schiavo cristiano Jamil la Colomba è ritornato in Marocco in compagnia dell’amorevole medico sufi Mandhur, delle donne guerriere e del bambino Karim. E, soprattutto, del principe Ghassan ibn Rashid, il suo signore: un misto di tenebra, luce e segreti inconfessabili. Insieme hanno cominciato a sciogliere il doloroso legame che li tiene avvinti. È anche tempo per Jamil di rammentare la storia della sua fuga attraverso l’impero musulmano, anni addietro. La magnifica avventura si svolge tra deserti e gole, oasi e palmeti, tempeste di sabbia e piene inattese, vestigia di città romane, leoni e inseguimenti, ed è costellata dagli incontri con un enigmatico giovane che sembra sbucare dal nulla. Con il suo aiuto, il ragazzo attraversa lo stretto di Gibilterra, percorre l’Andalusia musulmana e raggiunge i territori dei Franchi. Arriva così alle rovine di una fortezza sui Pirenei: Montségur. Là, lo aspetta una compagnia di cavalieri cristiani diretti in Italia allo scopo di reimbarcarsi per la Terra Santa. Tra di loro c’è suo padre, il conte fiammingo Geoffroy de Saint-Omer. All’uomo, però, è stato proibito da volontà superiori di rivelare la sua vera identità al ragazzo. Spetterà a quest’ultimo il compito di dissolvere le nebbie che si addensano sulla sua infanzia e riconquistare i ricordi perduti. Riuscirà nella difficile impresa di riconoscere in Geoffroy il suo vero padre? Il romanzo è in bilico tra sogno e realtà, passato e presente, mondo terreno e regno celeste, visioni e concretezza, e in esso si snodano i molteplici itinerari dei protagonisti, sia spirituali sia geografici. Essi compiono il viaggio per eccellenza: quello della vita. Viaggio che sfocia per tutti gli esseri umani in un nuovo, enigmatico percorso… e che nel romanzo si traduce nel colpo di scena finale.
Dopo la battaglia di Uclès del 1108, lo schiavo cristiano Jamil la Colomba è ritornato in Marocco in compagnia dell’amorevole medico sufi Mandhur, delle donne guerriere e del bambino Karim. E, soprattutto, del principe Ghassan ibn Rashid, il suo signore: un misto di tenebra, luce e segreti inconfessabili. Insieme hanno cominciato a sciogliere il doloroso legame che li tiene avvinti. È anche tempo per Jamil di rammentare la storia della sua fuga attraverso l’impero musulmano, anni addietro. La magnifica avventura si svolge tra deserti e gole, oasi e palmeti, tempeste di sabbia e piene inattese, vestigia di città romane, leoni e inseguimenti, ed è costellata dagli incontri con un enigmatico giovane che sembra sbucare dal nulla. Con il suo aiuto, il ragazzo attraversa lo stretto di Gibilterra, percorre l’Andalusia musulmana e raggiunge i territori dei Franchi. Arriva così alle rovine di una fortezza sui Pirenei: Montségur. Là, lo aspetta una compagnia di cavalieri cristiani diretti in Italia allo scopo di reimbarcarsi per la Terra Santa. Tra di loro c’è suo padre, il conte fiammingo Geoffroy de Saint-Omer. All’uomo, però, è stato proibito da volontà superiori di rivelare la sua vera identità al ragazzo. Spetterà a quest’ultimo il compito di dissolvere le nebbie che si addensano sulla sua infanzia e riconquistare i ricordi perduti. Riuscirà nella difficile impresa di riconoscere in Geoffroy il suo vero padre? Il romanzo è in bilico tra sogno e realtà, passato e presente, mondo terreno e regno celeste, visioni e concretezza, e in esso si snodano i molteplici itinerari dei protagonisti, sia spirituali sia geografici. Essi compiono il viaggio per eccellenza: quello della vita. Viaggio che sfocia per tutti gli esseri umani in un nuovo, enigmatico percorso… e che nel romanzo si traduce nel colpo di scena finale.
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Ubicazione:
Palestro, 20122 Milano, Italia
lunedì 15 maggio 2017
"Barletta: la Città marinara per il regno"
Martedì 16 maggio 2017 a Barletta, nella Sala della Comunità S.
Antonio, alle ore 19.00, si terrà la presentazione del volume dello
storico Nicola Palmitessa “Barletta: la Città marinara per il regno”, Centro Studi La Cittadella Innova, Barletta 2016.
“Strano ma vero – spiega l’autore del volume Dott. Nicola Palmitessa – Anche nel Sud italico, la revisione storica dei sec. XI-XVI (che ha visto la luce di ben quattro saggi), con
nuovi altri due volumi ha dato luce a una nuova stella nel firmamento
delle ex repubbliche e città marinare. Tutte italiane, s’intende. Oltre a
quelle note di Gaeta, Ancona, Noli e Ragusa di Dalmazia, ora si
affaccerebbe anche la città marinara di Barletta.
Tra le antiche repubbliche marinare
(Venezia, Genova, Pisa) e Amalfi sul Tirreno, nell’Adriatico si affaccia
sulle coste pugliesi una nuova stella la città marinara di Barletta:
ora definita la Pacifica e Vittoriosa, per le sue
affidabili capacità di mediazione militari e diplomatiche internazionali
e costanti autonomie civili e istituzionali.
Il ‘300 e ‘400, con l’incoronazione di Ferdinando d’Aragona
(febbraio 1459) in Barletta e la traduzione del testo latino di Pio II
(novembre 1458), sono passati per molti aspetti a setaccio nel contesto
del ruolo delle repubbliche marinare e manuali della Mercatura in tutto
il Mediterraneo. Inoltre i grandi mutamenti epocali (Caduta di
Costantinopoli, 1453) e il venir meno del prestigio politico e
diplomatico di tali repubbliche, saranno come sostituiti dall’affidabile
ruolo marinaro di sempre di questa città, in soccorso allo stesso regno
di Napoli e del Papato.
Voluta da Pio II, la Bolla
d’Investitura (1458) per Ferdinando I d’Aragona, qui tradotta si
disvelerà come provvidenziale carta costituzionale per il futuro regno
di Napoli, gli stati italici e Principi europei. La bellezza del testo,
sia letteraria che spirituale, tra nuove avvertenze istituzionali e centralità della persona umana, cela un’intensità di calore umano e notevole afflato umanistico.
Al convegno saranno presenti:
- E. Giovan Battista Picchierri, Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie
- Dott.ssa Maria Russo del Centro di Cultura e Storia Amalfitana;
- Pasquale Cascella (Sindaco di Barletta);
- Riccardo Losappio (Arcidiocesi: Ufficio Cultura e Co. Sociali)
- Dott.ssa Maria Russo del Centro di Cultura e Storia Amalfitana;
- Pasquale Cascella (Sindaco di Barletta);
- Riccardo Losappio (Arcidiocesi: Ufficio Cultura e Co. Sociali)
- Dott.ssa Carla Colucci (Centro Studi: La Cittadella Innova);
con i saluti dei Consiglieri Regionali Ruggiero Mennea e Filippo Caracciolo e le massime autorità della Regione Puglia, della Provincia Bat (Avv. Nicola Giorgino) e delle città di Trani (Avv. Amodeo Bottari) nonché delle Associazioni culturali e imprenditoriali.
con i saluti dei Consiglieri Regionali Ruggiero Mennea e Filippo Caracciolo e le massime autorità della Regione Puglia, della Provincia Bat (Avv. Nicola Giorgino) e delle città di Trani (Avv. Amodeo Bottari) nonché delle Associazioni culturali e imprenditoriali.
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Ubicazione:
Via Sant'Antonio, 13, 76121 Barletta BT, Italia
domenica 14 maggio 2017
Apre al pubblico per un giorno il sito archeologico dei Prati di Sant’Andrea
Domenica 14 maggio 2017 dalle ore 10,00 al tramonto, nell’area archeologica ai Prati di Sant’Andrea in via Lunga 2a a Bagnara di Romagna (RA) sarà possibile trascorrere una giornata nel passato. Qui le campagne di scavo, in atto dal 2005, hanno portato alla luce i resti di un villaggio di epoca medievale, una motta rivelatasi di grande importanza per la conoscenza del territorio e gli studi sul periodo storico.
Durante la giornata si potrà partecipare a visite guidate al sito, a laboratori all’interno dell’officina didattica dedicati alla lavorazione dell’argilla e assistere ad attività di archeologia sperimentale come la realizzazione di un forno per la cottura di manufatti.
L’esperienza sarà arricchita anche dalla presenza di artigiani che realizzeranno manufatti in vimini, miniature medievali e dal gruppo di rievocatori storici “Li Sparvieri”, che esporranno una serie di armi e armature e intratterranno i bambini con laboratori di scherma medievale (a partire da 5 anni).
Durante l’evento, gli archeologi saranno al lavoro nell’area di scavo e disponibili per i visitatori.
Nell’area verde antistante sarà allestita uno spazio picnic per le famiglie e sarà presente un punto ristoro.
La partecipazione alle iniziative è gratuita. La giornata è stata organizzata grazie alla collaborazione del Comune di Bagnara e di vari gruppi attivi in regione: Silva Bagnaria, Gruppo per la valorizzazione dei beni culturali e ambientali Valle del Sillaro, Laboratori storici Castel Guelfo. In caso di maltempo l’evento verrà annullato.
Per ulteriori informazioni chiamare il numero 335 8415861, oppure 331 6995930, o consultare il sito www.comune.bagnaradiromagna.ra.it.
Durante la giornata si potrà partecipare a visite guidate al sito, a laboratori all’interno dell’officina didattica dedicati alla lavorazione dell’argilla e assistere ad attività di archeologia sperimentale come la realizzazione di un forno per la cottura di manufatti.
L’esperienza sarà arricchita anche dalla presenza di artigiani che realizzeranno manufatti in vimini, miniature medievali e dal gruppo di rievocatori storici “Li Sparvieri”, che esporranno una serie di armi e armature e intratterranno i bambini con laboratori di scherma medievale (a partire da 5 anni).
Durante l’evento, gli archeologi saranno al lavoro nell’area di scavo e disponibili per i visitatori.
Nell’area verde antistante sarà allestita uno spazio picnic per le famiglie e sarà presente un punto ristoro.
La partecipazione alle iniziative è gratuita. La giornata è stata organizzata grazie alla collaborazione del Comune di Bagnara e di vari gruppi attivi in regione: Silva Bagnaria, Gruppo per la valorizzazione dei beni culturali e ambientali Valle del Sillaro, Laboratori storici Castel Guelfo. In caso di maltempo l’evento verrà annullato.
Per ulteriori informazioni chiamare il numero 335 8415861, oppure 331 6995930, o consultare il sito www.comune.bagnaradiromagna.ra.it.
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sabato 13 maggio 2017
Gli amici festeggiano Raffaele Licinio
Mercoledì 17 maggio 2017 alle ore 18,00 presso l'Auditorium Santa Chiara di Foggia, nell'ambito della rassegna "Appuntamenti con la storia" i volumi “Apprendere ciò che vive. Studi offerti a Raffaele Licinio”, a cura di Francesco Violante e Victor Rivera Magos (pubblicato da Edipuglia, 2017), e “Uomini, terre e lavoro nel Mezzogiorno medievale”, riedizione di alcuni lavori di Licinio a cura dell’Istituto Storico Italiano per il Medioevo, saranno
presentati da Pasquale Cordasco (Direttore del Centro di Studi Normanno-Svevi), Massimo Miglio (Presidente dell’Istituto Storico Italiano per il Medioevo), Corrado Petrocelli (Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di San Marino),
Gabriella Piccinni (Università degli Studi di Siena), Saverio Russo (Università degli Studi di Foggia) e Giuliano Volpe (Università degli Studi di Foggia e Presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici del MiBACT). Sarà presente
Raffaele Licinio.
Ordinario di Storia Medievale nell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Raffaele Licinio è stato anche direttore del Centro di Studi Normanno-Svevi di Bari e fondatore, con altri colleghi, del Laboratorio internazionale di storia agraria di Montalcino.
I suoi principali interessi di ricerca riguardano gli assetti sociali e produttivi del territorio, le masserie e il lavoro contadino, i castelli e il sistema castellare nel Regno di Sicilia, con particolare attenzione alla Terra di Bari, alla Capitanata e a Castel del Monte.
Nel corso della serata ci sarà anche una piccola riflessione di Franco Cardini.
L'occasione sarà anche buona per festeggiare Raffaele e fargli personalmente gli auguri per l'uscita dei due importanti volumi.
L'ingresso è libero !
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Ordinario di Storia Medievale nell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Raffaele Licinio è stato anche direttore del Centro di Studi Normanno-Svevi di Bari e fondatore, con altri colleghi, del Laboratorio internazionale di storia agraria di Montalcino.
I suoi principali interessi di ricerca riguardano gli assetti sociali e produttivi del territorio, le masserie e il lavoro contadino, i castelli e il sistema castellare nel Regno di Sicilia, con particolare attenzione alla Terra di Bari, alla Capitanata e a Castel del Monte.
Nel corso della serata ci sarà anche una piccola riflessione di Franco Cardini.
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Piazza Santa Chiara, 71121 Foggia FG, Italia
venerdì 12 maggio 2017
SerreMaggio, Passato e Futuro dentro le Mura
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Ubicazione:
53040 Serre di Rapolano SI, Italia
giovedì 11 maggio 2017
Libri e cucina medievale a Sammichele di Bari
Sabato 13 maggio 2017 alle ore 20,00 presso la Masseria Agrituristica “Sciuscio” di Sammichele di Bari (Via Cavalieri di Vittorio Veneto) il prof. Sergio Ortese, storico dell’arte, presenterà il suo libro
“Pittura tardogotica nel Salento” (Congedo Editore), offrendo una attenta e ramificata
ricerca che accende i riflettori su una vivace stagione culturale
fiorita nel Salento nella Corte dei Principi Orsini del Balzo tra il XIV
e XV secolo.
Il prof. Vincenzo Rizzi, docente di lettere, illustrerà le origini e il
significato dei cibi nella cucina tipica pugliese del Medioevo,
dilettando i presenti con curiosità sugli usi e costumi dell’epoca.
Seguirà, inoltre, una vera e propria cena medievale con piatti dai “gusti antichi”, tipici… con ricette nobili e piatti popolari, per soddisfare i palati con i profumi e i sapori del tempo.
Seguirà, inoltre, una vera e propria cena medievale con piatti dai “gusti antichi”, tipici… con ricette nobili e piatti popolari, per soddisfare i palati con i profumi e i sapori del tempo.
La cena sarà curata dalla prof. Marina Salerni e dalla prof. Natalie Sapone con la partecipazione di Katia Gismondi.
Infotel e prenotazioni 338.7279070.
mercoledì 10 maggio 2017
"Le parole del papa", Barbero a Almese (TO)
Giovedì 11 maggio 2017 alle ore 21,00 presso l'Auditorium Cavalier Mario Magnetto in Via Avigliana, 17, Almese (TO) l’associazione culturale Vox Condoviae, da anni impegnata in
rievocazioni storiche e iniziative culturali ambientate nel periodo
Basso medievale, organizza una serata a tema
storico, con il patrocinio del comune di Almese, in cui il Professor
Alessandro Barbero presenterà il suo libro “ Le parole del papa” (Laterza, 2016).
Barbero è docente di Storia medievale presso l’Università del Piemonte Orientale (sede di Vercelli), studioso e scrittore, è molto noto per la partecipazione a programmi culturali su RAI 3 e Rai Storia.
Un viaggio che parte dall’XI secolo con Gregorio VII e, attraverso figure significative di pontefici medievali e rinascimentali, arriva all’Ottocento e alla nostra epoca. Proprio attraverso le parole che i papi hanno pronunciato nelle diverse epoche e situazioni possiamo comprendere il modificarsi dei rapporti fra Chiesa e Stato.
Un viaggio affascinante, una carrellata di figure storiche che ci guidano, con precisione e maestria nella complessa storia della Chiesa di Roma.
Barbero è docente di Storia medievale presso l’Università del Piemonte Orientale (sede di Vercelli), studioso e scrittore, è molto noto per la partecipazione a programmi culturali su RAI 3 e Rai Storia.
Un viaggio che parte dall’XI secolo con Gregorio VII e, attraverso figure significative di pontefici medievali e rinascimentali, arriva all’Ottocento e alla nostra epoca. Proprio attraverso le parole che i papi hanno pronunciato nelle diverse epoche e situazioni possiamo comprendere il modificarsi dei rapporti fra Chiesa e Stato.
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Via Avigliana, 17, 10040 Almese TO, Italia
martedì 9 maggio 2017
Un salto nel Medioevo a Bisceglie
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lunedì 8 maggio 2017
"Memorie di una millenaria" conferenza a Milano
Venerdì 12 maggio 2017, alle ore 18,00 l’Associazione Italia Medievale e Urban Center sono lieti di invitarvi alla presentazione del libro di Valeriana Maspero “Memorie di una millenaria. La corona ferrea racconta storie di potenti, folli e santi” (Libraccio Editore, 2016) che si terrà presso l’Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele II, 11/12 a Milano con ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Interviene l’autrice.
La corona ferrea è un oggetto
bellissimo: un corpo di sei piastre d’oro incernierate tra loro,
tempestate di pietre smeraldine, rubini, ametiste e zaffiri, ricoperte
di smalti in forma di fiori blu lapislazzulo, viola, bianco avorio su
fondo verde, disegnati da filetti dorati. Un gioiello di un fascino
straordinario, che né le parole e neppure le riproduzioni fotografiche
più fedeli possono rendere. Bisogna vederla. È custodita nel duomo
barocco di Monza, a pochi chilometri da Milano. Il suo vero nome sarebbe
propriamente corona del ferro. È molto antica, ha quasi
duemila anni. Se potesse parlare, racconterebbe storie romanzesche,
stupefacenti, sontuose, incredibili. È stata sul capo di re e imperatori
per venti secoli.
Usata dai Berengari e dagli Ottoni di Sassonia come corona del primo regno italico nei secoli IX e X, essa rappresenta il più antico simbolo civile della unità nazionale. Essendo poi stata l’insegna dell’impero sacroromano-germanico, resta ancora oggi il segno dell’antica aspirazione all’unità dell’Europa, allora piano autoritario di re e imperatori, oggi obiettivo democratico e progressista che il vecchio continente sta ancora lottando per difendere.
Antesignano di questo progetto, Carlo Magno la volle sul capo nel 776 dopo avere sconfitto i Longobardi, ancor prima di cingere quella che papa Leone III gli impose a Roma la note di Natale dell’anno 800. Napoleone, che sognava di unificare l’Europa sotto il suo dominio, la cinse minacciando guai a chi l’avesse toccata quando, mille anni dopo, si incoronò re d’Italia nel Duomo di Milano nel 1805.
Usata dai Berengari e dagli Ottoni di Sassonia come corona del primo regno italico nei secoli IX e X, essa rappresenta il più antico simbolo civile della unità nazionale. Essendo poi stata l’insegna dell’impero sacroromano-germanico, resta ancora oggi il segno dell’antica aspirazione all’unità dell’Europa, allora piano autoritario di re e imperatori, oggi obiettivo democratico e progressista che il vecchio continente sta ancora lottando per difendere.
Antesignano di questo progetto, Carlo Magno la volle sul capo nel 776 dopo avere sconfitto i Longobardi, ancor prima di cingere quella che papa Leone III gli impose a Roma la note di Natale dell’anno 800. Napoleone, che sognava di unificare l’Europa sotto il suo dominio, la cinse minacciando guai a chi l’avesse toccata quando, mille anni dopo, si incoronò re d’Italia nel Duomo di Milano nel 1805.
Valeriana Maspero è
laureata in storia e filosofia, ex docente, pubblicista, autrice di
testi scolastici, ha scritto testi di storia e narrativa. Fa parte di
associazioni culturali e tiene incontri e conferenze per promuovere la
conoscenza della storia della corona ferrea e del periodo medievale in
Lombardia. Tra le pubblicazioni: Percorsi visivi, corso di educazione artistica, Ghisetti&Corvi, Milano, 2001, Homo, corso di storia, Immedia, Milano, 2004, La corona ferrea, storia del più celebre simbolo del potere in Europa, Vittone, Monza, 2004/2008, Il gioco della corona ferrea, Immedia, Milano, 2005, Bonincontro e il Chronicon modoetiense, EiP, 2010, Geostoria della civiltà lombarda, Mursia, Milano, 2013, Il ghibellino di Modoezia, Libraccioeditore, Milano 2014.
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domenica 7 maggio 2017
Quaranta buone ragioni per studiare l’arte medievale
“Il medioevo sembra molto lontano, eppure siamo fatti anche di
medioevo. La sua arte e la sua architettura, piaccia o no, sono dentro a
noi e intorno a noi e anzi ci sono indispensabili per capire il
passato, muoverci nel presente e progettare il futuro”.
Con queste significative parole, Fulvio Cervini, docente di Storia dell’arte medievale e Tutela dei beni culturali all’università di Firenze, presenta il suo punto di vista. Sul medioevo? Anche, ma attraverso il medioevo sui mali della società contemporanea e soprattutto su una prospettiva che consenta di dare respiro e speranza al futuro
Con queste significative parole, Fulvio Cervini, docente di Storia dell’arte medievale e Tutela dei beni culturali all’università di Firenze, presenta il suo punto di vista. Sul medioevo? Anche, ma attraverso il medioevo sui mali della società contemporanea e soprattutto su una prospettiva che consenta di dare respiro e speranza al futuro
E lo farà lunedì 8 maggio 2017 alle ore 15,00 presso l’Auditorium del Liceo 'Aprosio' a
Ventimiglia, all’interno del corso-percorso “Arte cultura territorio”.
Questo quarto incontro sarà un’occasione di intraprendere un viaggio, guidati dal prof. Fulvio Cervini, relatore sempre molto coinvolgente, attraverso nuove prospettive di lettura del passato per comprendere l’oggi.
Questo quarto incontro sarà un’occasione di intraprendere un viaggio, guidati dal prof. Fulvio Cervini, relatore sempre molto coinvolgente, attraverso nuove prospettive di lettura del passato per comprendere l’oggi.
Il titolo della conferenza “Quaranta buone ragioni per studiare
l’arte medievale” altro non è che il sottotitolo del libro che Cervini
ha recentemente pubblicato “La prospettiva di Brunelleschi” (CB
Edizioni).
Quindi una conferenza su Brunelleschi? No, una conversazione a tutto tondo che parte dal medioevo e sviluppa un’intuizione: “Brunelleschi significa arte, scienza, creatività, ragionamento, civiltà. Significa vivere e agire nel mondo per migliorarlo dall’interno”.
Alla luce di queste premesse si tratterà di un incontro dai molti risvolti a cui sono invitati docenti ed alunni (sarà possibile firmare la presenza per un attestato di partecipazione) e chiunque sia desideroso di approfondire e riflettere su bellezza, passato e presente.
Quindi una conferenza su Brunelleschi? No, una conversazione a tutto tondo che parte dal medioevo e sviluppa un’intuizione: “Brunelleschi significa arte, scienza, creatività, ragionamento, civiltà. Significa vivere e agire nel mondo per migliorarlo dall’interno”.
Alla luce di queste premesse si tratterà di un incontro dai molti risvolti a cui sono invitati docenti ed alunni (sarà possibile firmare la presenza per un attestato di partecipazione) e chiunque sia desideroso di approfondire e riflettere su bellezza, passato e presente.
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sabato 6 maggio 2017
venerdì 5 maggio 2017
Tornano i Longobardi a Imola
Bandum Freae, gruppo di rievocazione storica formato da artigiani, docenti, studenti ed appassionati di storia, ci porterà in un accampamento longobardo rievocando tutte le principali attività quotidiane: cucire abiti e calzature, fondere il bronzo, battere il ferro. Come avrebbe cucinato un pasto una massaia del VII secolo? Dove e con quali utensili un uomo longobardo si sarebbe approvvigionato di legname? Come avrebbe costruito i mobili per la sua casa e i manici dei suoi coltelli? Cosa avrebbe potuto avere a disposizione per curarsi in caso di malattia? Come avrebbe realizzato un cesto, una perla di vetro, un bicchiere per la tavola? Come si costruiva gli armamenti per difendersi e come combatteva?
La risposta a tutte queste domande la si trova iscrivendosi a questo evento a partire dal 1 maggio 2017 ! prenotazioni: 0542 60 26 09 musei@comune.imola.bo.it.
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Ubicazione:
Via Sacchi, 4, 40026 Imola BO, Italia
giovedì 4 maggio 2017
Romanicamente insieme
Per maggiori informazioni visita il sito Romanico nel basso Sebino !
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Ubicazione:
Via Roma, 20, 24060 Villongo BG, Italia
mercoledì 3 maggio 2017
"Arpaïs. La memoria delle anime imperfette", presentazione a Rignano (FI)
Venerdì 5 maggio 2017 alle ore 18.00 presentazione presso la Biblioteca Comunale di Rignano sull'Arno (FI) del libro "Arpaïs. La memoria delle anime
imperfette", di Sabrina Ceni, Delos Books 2016.
Sabrina Ceni è una studiosa di storia residente in territorio rignanese. Il suo interesse si è concentrato in particolar modo sulla microstoria medievale. A partire dai suoi studi approfonditi sulla storia, la cultura e la filosofia catara ha dato vita, attraverso molti vivi personaggi, al romanzo Arpaïs, in tre volumi, di cui ci presenta il primo capitolo.
La presentazione a Rignano sull'Arno è l'occasione per l'autrice di approfondire la storia della presenza di insediamenti catari nel territorio toscano fra Volognano, Castellonchio, San Leolino, inserendola nel contesto dell'eresia e delle lotte fra guelfi e ghibellini.
Sabrina Ceni è una studiosa di storia residente in territorio rignanese. Il suo interesse si è concentrato in particolar modo sulla microstoria medievale. A partire dai suoi studi approfonditi sulla storia, la cultura e la filosofia catara ha dato vita, attraverso molti vivi personaggi, al romanzo Arpaïs, in tre volumi, di cui ci presenta il primo capitolo.
La presentazione a Rignano sull'Arno è l'occasione per l'autrice di approfondire la storia della presenza di insediamenti catari nel territorio toscano fra Volognano, Castellonchio, San Leolino, inserendola nel contesto dell'eresia e delle lotte fra guelfi e ghibellini.
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martedì 2 maggio 2017
Aleramo tra storia e leggenda
Sarà
dedicata alla figura di Aleramo, fondatore dell’omonima Marca da cui
nacque il Monferrato, la Conferenza che si terrà presso la Sala
Conferenze di Palazzo Robellini, piazza Levi n. 51, Acqui Terme - sabato
6 maggio 2017 con inizio alle ore 17,00.
L’Incontro dedicato al tema Aleramo tra Storia e Leggenda è organizzato dal Comune di Acqui Terme, dal Circolo Culturale “I Marchesi del Monferrato” e dall’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato. L’appuntamento rientra nell’ambito delle iniziative promosse per Acqui Città Unesco per la Cultura e la Storia.
La Conferenza sarà tenuta da Roberto Maestri, presidente del Circolo Culturale “I Marchesi del Monferrato”.
La conferenza – sottolinea Roberto Maestri – intende ricostruire le reali vicende storiche di colui ritenuto, erroneamente, il fondatore del marchesato di Monferrato; una storia più affascinante della nota leggenda che ebbe origine tre secoli dopo la venuta, dalla Borgogna e non dalla Sassonia, di Aleramo in Piemonte.
Grazie agli attenti studi del professor Giancarlo Patrucco è stato possibile ricostruire l’albero genealogico di Aleramo; individuando personaggi che difesero Parigi dall’assedio dei Normanni e Barcellona da quello dei Mori: un’altra pagina straordinaria che pone il Monferrato – ed in particolare Acqui – al centro di vicende di rilievo internazionale che ben si inseriscono nel grande respiro dei territori patrimonio dell’UNESCO.
Aleramo fu una figura di grandissimo rilievo nel sistema politico dell’Italia Settentrionale del decimo secolo: sposò la figlia del re d’Italia Berengario II e arrestò le incursioni Saracene, che devastavano l’intero Piemonte, e che erano giunti anche alle porte di Acqui !
La figura di Aleramo suscitò l’attenzione di colui che fu il primo premio Nobel italiano: Giosuè Carducci, il vate della nuova Italia.
Luoghi ed avvenimenti del capostipite di una dinastia che governò il Piemonte meridionale e il Savonese per secoli, nel segno dell’Impero.
L’Incontro dedicato al tema Aleramo tra Storia e Leggenda è organizzato dal Comune di Acqui Terme, dal Circolo Culturale “I Marchesi del Monferrato” e dall’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato. L’appuntamento rientra nell’ambito delle iniziative promosse per Acqui Città Unesco per la Cultura e la Storia.
La Conferenza sarà tenuta da Roberto Maestri, presidente del Circolo Culturale “I Marchesi del Monferrato”.
La conferenza – sottolinea Roberto Maestri – intende ricostruire le reali vicende storiche di colui ritenuto, erroneamente, il fondatore del marchesato di Monferrato; una storia più affascinante della nota leggenda che ebbe origine tre secoli dopo la venuta, dalla Borgogna e non dalla Sassonia, di Aleramo in Piemonte.
Grazie agli attenti studi del professor Giancarlo Patrucco è stato possibile ricostruire l’albero genealogico di Aleramo; individuando personaggi che difesero Parigi dall’assedio dei Normanni e Barcellona da quello dei Mori: un’altra pagina straordinaria che pone il Monferrato – ed in particolare Acqui – al centro di vicende di rilievo internazionale che ben si inseriscono nel grande respiro dei territori patrimonio dell’UNESCO.
Aleramo fu una figura di grandissimo rilievo nel sistema politico dell’Italia Settentrionale del decimo secolo: sposò la figlia del re d’Italia Berengario II e arrestò le incursioni Saracene, che devastavano l’intero Piemonte, e che erano giunti anche alle porte di Acqui !
La figura di Aleramo suscitò l’attenzione di colui che fu il primo premio Nobel italiano: Giosuè Carducci, il vate della nuova Italia.
Luoghi ed avvenimenti del capostipite di una dinastia che governò il Piemonte meridionale e il Savonese per secoli, nel segno dell’Impero.
Ingresso libero.
lunedì 1 maggio 2017
Quattro passi nel Medioevo 2017
Con "Quattro passi nel Medioevo", nell'antico
borgo di Castelletto d'Orba (Via Torniella), in provincia di
Alessandria, si potranno rivivere due autentici giorni di Medioevo sabato 6 e domenica 7 maggio 2017.
E' l'Anno del Signore 1169 e Alberto Zueta, dispotico Marchese, tiranneggia sulla cittadina completamente in balia del suo potere. Con il ritorno trionfale di Graterio dalle Crociate potrete assistere alla sua cacciata e a numerose altre storie che si intrecceranno l'un con l'altra, fra Inquisizione, tesori e combattimenti. Gli arcieri metteranno a disposizione i loro archi e potrete provare anche voi questa nobile arte, i giocolieri e i maghi vi sorprenderanno coi loro trucchi. Sabato sera il paese si illuminerà, tra spade e giocoleria infuocata. E che dire della domenica? Uno stregone vi sorprenderà coi suoi trucchi di magia, il grande Torneo di San Giorgio è stato indetto e valorosi cavalieri si fronteggeranno, chi vincerà l'ambito premio? Per l'occasione Gli Sbandieratori dell'Associazione Aleramica di Alessandria con i loro tamburini, riempiranno il borgo di colori e suoni. Perciò lasciatevi coinvolgere e non abbiate alcuna vergogna, godetevi tutto ciò che vi offriamo!
E' l'Anno del Signore 1169 e Alberto Zueta, dispotico Marchese, tiranneggia sulla cittadina completamente in balia del suo potere. Con il ritorno trionfale di Graterio dalle Crociate potrete assistere alla sua cacciata e a numerose altre storie che si intrecceranno l'un con l'altra, fra Inquisizione, tesori e combattimenti. Gli arcieri metteranno a disposizione i loro archi e potrete provare anche voi questa nobile arte, i giocolieri e i maghi vi sorprenderanno coi loro trucchi. Sabato sera il paese si illuminerà, tra spade e giocoleria infuocata. E che dire della domenica? Uno stregone vi sorprenderà coi suoi trucchi di magia, il grande Torneo di San Giorgio è stato indetto e valorosi cavalieri si fronteggeranno, chi vincerà l'ambito premio? Per l'occasione Gli Sbandieratori dell'Associazione Aleramica di Alessandria con i loro tamburini, riempiranno il borgo di colori e suoni. Perciò lasciatevi coinvolgere e non abbiate alcuna vergogna, godetevi tutto ciò che vi offriamo!
La festa è organizzata dalla ASD Fratelli d'Arme con il Patrocinio del Comune di Castelletto d'Orba.
Per maggiori informazioni e programma completo visita il sito ufficiale dellìevento !
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